Il Tribunale di Imperia ha assolto il 72enne finito a processo per presunte irregolarità nella richiesta del Reddito di cittadinanza. Il giudice ha pronunciato sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, accogliendo la linea già emersa nel corso del dibattimento.
L’uomo era imputato per aver indicato nella domanda di accesso al sussidio statale una situazione familiare non conforme al vero, dichiarando di essere separato pur risultando ancora formalmente sposato. Un elemento che aveva portato all’apertura del procedimento penale.
Nel corso dell’istruttoria, però, era emerso come, al momento della richiesta, l’imputato non convivesse più con la moglie. A confermarlo in aula erano stati l’operatore del CAF che aveva trasmesso la domanda, la stessa coniuge e un vicino di casa. Tutti avevano riferito che la separazione di fatto era già in essere.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Davide La Monica del Foro di Imperia, aveva insistito sulla buona fede dell’uomo, sottolineando come l’autocertificazione fosse stata compilata seguendo le indicazioni del CAF e come la documentazione allegata, incluso il certificato di residenza, restituisse una situazione coerente con quanto dichiarato.
Una tesi condivisa anche dalla pubblica accusa: il pubblico ministero aveva infatti chiesto l’assoluzione, ritenendo insussistente l’elemento soggettivo del reato e l’assenza di un intento fraudolento.






