7 Maggio 2026 15:15

Il “Babbo Natale” di Dolcedo sfrattato dalla Curia a pochi giorni dalle feste: la comunità si mobilita per aiutare Gianni e Franca /La storia

In breve: A pochi giorni da Natale, Dolcedo non lascia solo il suo “Babbo Natale”

A Dolcedo il Natale rischia di arrivare con una porta chiusa e una casa perduta. Gianni, per tutti il“Babbo Natale” del paese, e Franca, sua compagna di vita, il 18 dicembre potrebbero essere sfrattati dalla loro abitazione, di proprietà della parrocchia, per morosità. Mancano solo sei giorni al Natale, quello che per Gianni, da oltre vent’anni, non è mai stato solo una festa, ma una missione di presenza, sorriso e umanità.

A pochi giorni da Natale, Dolcedo non lascia solo il suo “Babbo Natale”

La notizia ha colpito profondamente la comunità. Gianni non è un volto qualunque: è il Babbo Natale che ha accompagnato generazioni di bambini, che ha portato calore nelle piazze e nei cuori, diventando un simbolo silenzioso di continuità e affetto. Oggi, però, è lui ad aver bisogno di aiuto.

La situazione è resa ancora più drammatica dalle condizioni di salute della coppia, già provata fisicamente e psicologicamente da un periodo di grande difficoltà. In un tempo segnato da crisi economiche, solitudini e fragilità diffuse, questa vicenda diventa il riflesso di una sofferenza che riguarda molti, ma che oggi ha dei volti, una storia, dei nomi.

Oltre il danno, c’è poi la beffa: ad avviare le procedure di sfratto era stata infatti la precedente gestione della Parrocchia per conto della Curia, proprietaria dell’immobile. Vero è che la situazione si trascina da tempo, ma una decisione così drastica, per giunta a pochi giorni dal Natale, suona proprio come una nota stonata.

Il sindaco di Dolcedo Giuseppe Rebuttato ha interessato della vicenda i Servizi sociali del comprensorio e sembra che possa profilarsi una soluzione presso la Caritas di Sanremo. Ma, per ora, il condizionale è ancora d’obbligo.

Gli abitanti di Dolcedo comunque hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte. È partita una raccolta fondi straordinaria presso gli esercizi commerciali del paese, con l’obiettivo di evitare che Gianni venga allontanato dalla sua comunità dopo vent’anni di presenza e dedizione. Un gesto semplice, ma carico di significato: iniziare da una persona per ricordare a tutti cosa vuol dire essere comunità.

“Ci rendiamo conto che sono tante le famiglie in difficoltà – recita l’appello lanciato da alcuni dolcedesi – ma a ridosso del Santo Natale, un piccolo gesto può diventare un grande atto di solidarietà”.

Perché il Natale, quello vero, non è fatto di luci o regali, ma di mani tese. E a Dolcedo, quest’anno, la speranza è che nessuno resti solo, soprattutto chi per anni ha rappresentato il Natale per tutti gli altri.

A cura di Andrea Pomati e Ornella Forte


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