Dopo il dibattito, non senza polemiche fra maggioranza e opposizione, che ha portato all’approvazione degli indirizzi per il completamento del porto turistico, il sindaco Claudio Scajola ha chiarito ai nostri microfoni alcuni passaggi relativi alla pratica legata al futuro del porto, dato in concessione a Marina di Imperia.
Il sindaco Claudio Scajola illustra i prossimi passi per il completamento del porto turistico
Spiega Claudio Scajola: “Dopo la concessione data dal Comune alla Marina di Imperia, che è stato il lavoro faticoso di 7 anni, perché dovevamo uscire da 400 cause, quindi da contenziosi enormi, dovevamo uscire ancora dal fallimento con tutte le procedure che ha portato per concludere le operazioni da parte dei curatori del fallimento della Porto di Imperia. Poi c’erano tutti i titoli scaduti perché erano cambiate anche le norme, i titoli edilizi, i titoli di sicurezza, i titoli del demanio. È stata una cosa sovrumana.
Facciamo l’esempio più calzante è quello dell’iceberg. 4 quinti son sotto, un quinto è sopra. Quello che si vede adesso è un quinto, ma quello che è stata la fatica per arrivare alla concessione era sott’acqua. Adesso bisogna procedere alla costruzione.
Con il consiglio di questa sera abbiamo deliberato di dare mandato al sindaco nell’assemblea della Marina di Imperia che è già convocata per domani mattina come assemblea straordinaria per far partire una gara nei confronti di coloro che sono interessati a realizzare alcune parti del porto, quella che viene chiamata discoteca, intrattenimento, che è sul molo San Lazzaro sotto la rosa dei venti, quello che è la parte della cantieristica, quella che è la parte dei magazzini artigianali, quella che è il benzinaro. Pensate che nel porto di Porto Maurizio che ha 1200 posti barca non puoi rifornirti di carburante. E poi la parte dello yacht club, delle opere a terra che devono essere concluse.
Ragionando con persone di livello del mestiere sia a livello nautico, sia di diritto sia di diritto civile che di diritto amministrativo, siamo pervenuti all’idea di far costruire queste cinque parti da privati che vogliono concorrere, dando in subconcessione, quindi sempre con la regia della Marina di Imperia, che è società totalmente di proprietà del Comune, la costruzione in cambio della subconcessione.
Vogliamo un albergo 5 stelle. A Imperia manca l’albergo. Vogliamo uno yachting club che possa permettere un’accoglienza di qualità per barche importanti.
Il nostro non vuole essere un porto garage, ma vuole essere un porto grand hotel, che attiri qualità che servono a far crescere l’economia della città. In questo modo pensiamo che entro il 15 di marzo, che sarà la scadenza, arrivino delle proposte e si possono aprire i cantieri per terminare finalmente il porto. Come lei vede, come voi vedete, mi riempie di grande soddisfazione questo perché alla fine, se vado a vedere, più volte ho detto la scelta alla fine di fare il sindaco era quella di tentare di uscire da questa incompiuta e forse mi sono ritenuto quello che poteva essere più adatto in questa impresa e quindi questi 7 anni la conclusione di stasera, mi fa essere ottimista che il 15 di marzo arrivino delle offerte, si possono aprire i cinque cantieri per percorrere questo percorso di rilancio”.
Regge la concessione con il piano finanziario stravolto?
“Qui il problema è che nessuno studia e tutti parlano. Il piano economico finanziario detto PEF è una competenza della giunta per legge, non del consiglio comunale. Ma io ho voluto che ne parlasse il consiglio comunale. Ma perché competenza della giunta? Perché il piano economico e finanziario è qualcosa di movimento continuo che si basa sulla regola del mercato del momento. Quindi si sta mitizzando, alcuni di questi, per carità, parte assolutamente minoritaria in città, assolutamente minoritaria, si sta ipotizzando qualcosa che non esiste.
C’è un piano complessivo di realizzazione del porto con delle entrate e delle uscite per completarlo. Questo piano nella parte economica, non nella parte urbanistica, che è la più significativa, è un piano mobile che si muove secondo le offerte. Può darsi che dopodomani, come ho fatto esempio, qualcuno voglia prendersi 10 posti barca facendo un’offerta di un tipo. Può darsi che se la guerra prosegue e invadono anche l’Europa, i russi, ci sia un valore diverso. Ecco perché il legislatore ha dato questa competenza alla giunta, perché si possa adeguare continuamente secondo il mercato.
Quindi, in buona sostanza, chi ha parlato di questo non sa niente. Ha parlato senza sapere.
La concessione è legata ad una previsione del piano economico finanziario come totale.
Non viene modificato minimamente il totale, tant’è vero, così le risponde alla domanda, che abbiamo aumentato gli incassi previsti anche per il fatto che con il responso della Corte dei Conti non si può fare sconto a quelli che ce l’avevano, sono 199 posti barca, che quindi andranno venduti a prezzo pieno e abbiamo aumentato le pubbliche da fare.
Rifacciamo completamente tutta la zona della Marina di Porto Maurizio in maniera assolutamente innovativa. Quindi il piano economico finanziario collegato, una delle caratteristiche che ci devono essere per avere la concessione e stabilire gli anni è il
suo totale, non come è organizzato all’interno il suo totale”.






