24 Aprile 2026 14:02

Imperia, Consiglio comunale: il dibattito sul futuro del porto. Volano gli stracci fra maggioranza e opposizione

In breve: L'opposizione contesta la mancanza di un Piano finanziario aggiornato. La maggioranza rinfaccia il libro bianco del Pd e l'inchiesta su Caltagirone

Dopo l’ampia relazione del sindaco Claudio Scajola sugli indirizzi per il completamento del proto turistico, si è aperta la discussione in aula.

L’opposizione contesta la mancanza di un Piano finanziario aggiornato. La maggioranza rinfaccia il libro bianco del Pd e l’inchiesta su Caltagirone

La prima a prendere la parola è stata Loredana Modaffari del Pd, che ha ribadito la legittimità di chiedere il rinvio della discussione: “E’ questione di un’opposizione che vuole il porto, ma analizzando i dati senza fretta, perché, per esempio, lei sindaco dice che i posti barca in vendita non sono più appetibili dal mercato e noi invece abbiamo dati in senso contrario che sarebbe il caso di approfondire”.

Lucio Sardi di Alleanza Verdi Sinistra ha poi presentato un emendamento sottolineando: “Non si può presentare una pratica così importante facendo un racconto da bar. Avete stravolto il piano finanziario su cui si si basava il rilascio della concessione. Avete ribaltato tutto senza spiegare niente. Il Pef non è una barzelletta e va fatto per capire se questo tipo di progettazione è fattibile e su cosa si basa. Noi oggi non lo sappiamo perché in questa pratica non c’è niente di concreto e non si può prendere in giro il Consiglio comunale. Io a scatola chiusa i raccontini del sindaco che dice che Caltagirone era bravo e i magistrati no, non me li bevo”.

Interviene Luciano Zarbano di Imperia senza Padroni: “La pratica sul Porto Turistico di Imperia non è tecnica, ma di indirizzo strategico. Pur senza modificare formalmente la concessione, autorizza Marina di Imperia a ricorrere a subaffidamenti e partenariati pubblico-privati, strumenti non previsti nel PEF originario. L’obiettivo dichiarato è completare il porto senza nuovo debito e valorizzare il waterfront, ma mancano elementi essenziali: non esiste un Piano Economico-Finanziario aggiornato, non sono chiare le tariffe dei posti barca né l’impatto economico delle nuove scelte. Al Consiglio viene riconosciuto solo un controllo iniziale, mentre le decisioni operative restano ampiamente in capo alla società. Atto legittimo, ma il rischio è istituzionale: scelte strategiche su una risorsa pubblica fondamentale vengono assunte senza un controllo politico continuo. Sviluppo sì, ma con trasparenza e pieno ruolo del Consiglio comunale”.

Dice dalla maggioranza Luca Volpe di Insieme: “Il sindaco è stato chiaro ed esaustivo. Sono passati 22 anni da quando il Comune aveva dato la concessione alla Porto di Imperia Spa per realizzare il porto. Abbiamo fato grandi sforzi in questo periodo, perché soltanto noi sappiamo cosa abbiamo sopportato in questi 22 anni. Qualcun altro invece ha sempre cercato di interrompere una visione. Abbiamo vissuto tante cattiverie e ci sono persone che si sono rovinate per questo porto. Persone alle quali è stato spezzato un sogno”.

Luca Volpe sbandiera in aula il libro bianco del Pd dell’epoca dell’inchiesta sulla Porto di Imperia Spa

Volpe mostra poi il libro bianco del Pd sul porto di Imperia dicendo: “Questo è del 2012 ed è, questa si, una vergogna da parte di chi ha avuto l’ardire di portare la città di Imperia in un baratro. Consiglieri comunali che hanno fatto la vergogna di questa città”. Volpe prosegue poi sostenendo l’importanza delle scelte fatte per giungere al rilascio della concessione demaniale alla Marina di Imperia per il ultimare lo scalo turistico.

Deborah Bellotti del Pd: “Dispiace che il consigliere Volpe debba arrivare a questi livelli offensivi. E’ proprio perché ci teniamo allo sviluppo sano della città e del porto che di occupiamo in dettaglio delle pratiche. Questi interventi servono per distrarre dalla pratica di oggi. Il Piano economico finanziario del porto prevedeva cose diverse. Se i posti barca non si vendono più, chi è che anticipa soldi per le opere e con quale controllo da parte del Comune? Aumentano le opere e cresce il profilo di rischio”.

Matteo Fiorentino di Prima Imperia sottolinea: “La pratica riguarda concretamente il futuro del porto turistico e della città. Il porto va completato. Questa Amministrazione è arrivata a una definizione del quadro complessivo. Le scelte si pensano, si fanno e se necessario si correggono. Si vuole frenare la pratica per mancanza di documenti. Non condivido questo sistema. Ritengo che questo possa essere un passaggio decisivo e tutelante per l’interesse pubblico. Considero questa scelta un’operazione intelligente“.

Alessandro Savioli di Società aperta Imperia di tutti sottolinea: “Siamo partiti dal porto che doveva essere il più grande del Mediterraneo e sono passati 22 anni. Come distingueremo in futuro le parti pubbliche da quelle gestite dai privati? Gli investitori imperiesi sono stati espropriati e hanno perso i loro soldi. Quanto vorranno ancora investire nel porto? Qua manca un Piano economico finanziario e non siamo in condizioni di prendere una decisione e di poter votare.

Pino Camiolo di Insieme legge un articolo sulle motivazioni dell’assoluzione degli indagati per l’inchiesta sul porto turistico di Imperia, un’inchiesta bocciata in primo e secondo grado” e ancora: Il porto senza l’intervento della magistratura sarebbe stato bello che finito. Una parte politica è stata infangata e spazzata via e per questo stravinse Capacci. La realtà storica è che la sinistra è sempre stata contro il turismo, basta ricordare la costruzione della Sairo davanti a un albergo di lusso, poi fallito e quindi diventato il palazzo della Prefettura”.

Dice Lucio Sardi di Alleanza Verdi Sinistra: “Prima c’erano oltre 400 posti barca da vendere a prezzo scontato, poi sono diventati 199. Poi avete chiesto consulenza per la concessione a 65 anni e vi hanno detto che andava bene purché fosse rispettato il Pef. Poi chiedete alla Corte dei Conti se andava bene, dopo che ormai avevate già rilasciato la concessione e quindi dovete rivedere tutto. Perché si vede che voi le cose ve le studiate bene. Ora dite che improvvisamente che nessuno vuole comprare i posti barca e quindi il Piano finanziario è di nuovo sballato e portate questa delibera di indirizzo senza un piano finanziario. Queste sono tutte le svolte che avete annunciato e non è mai colpa vostra“.

Antonello Ranise di Insieme: “Mi sento toccato nel vivo perché ho vissuto insieme ad altri un periodo drammatico e cruciale per la nostra Amministrazione. Fummo riempiti di un fango vergognoso“.

Giovanni Montanaro di Avanti: “Questa pratica è frutto di un lavoro serio e le motivazioni portate per chiederne il ritiro sono pretestuose. Le minoranza non hanno mai votato una pratica favorevolmente sul porto. Non ultima la pratica per il rinnovo temporaneo della concessione alla Go Imperia che garantiva il lavoro ai dipendenti. Si attacca il sindaco perché il brand Scajola funziona e si ottiene visibilità. Chi non vota questa pratica non vuole che il porto riparta”.

Loredana Modaffari (Pd) torna alla carica per ricordare che negli atti dell’inchiesta sulla Porto Spa e nel rifiuto alla richiesta danni da parte di Francesco Bellavista Caltagirone “si parla chiaramente di colpe“. E prosegue: “I dati ufficiali di società del settore evidenziano che vi è grande interesse all’acquisto di posti barca, al contrario di quello che dite voi. Voi avete una fretta ingiustificata e invece di rinviare la pratica volete che la votiamo al buio senza piano finanziario“.

Daniela Bozzano del Pd: “Noi non siamo d’accordo su questa pratica perché c’è stato uno stravolgimento e non si hanno le condizioni per poter votare“. Sulla stessa linea Laura Amoretti di Società aperta Imperia di tutti. Che si chiede: “Quanto potranno cambiare le carte in tavola le varianti in corso d’opera?”.

Edoardo Verda del Pd dice: “La Corte di Appello aveva individuato in 70 milioni di euro la cifra necessaria per completare il porto e un piano economico da 150milioni come quello che avete presentato nello scorso mandato è assurdo. Le palazzine di lusso non servono. Le opere a mare sono quelle che rendono e portano lavoro. Il lusso, poi, non è coerente con un supermercato in riva al mare, come avete deciso di fare voi”.

Andrea Landolfi di Avanti: “Caro Partito Democratico vi consiglio di cambiare la sigla Pd in Più Decenza, perché dopo quello che avete fatto, infangando politici vivi e morti, ora ci venite a dire che non potete votare perché non c’è il piano finanziario. Ma se non si danno gli atti di indirizzo, come si fa a fare il piano finanziario? Voi questo porto lo avete asfaltato. Avete creato asfalto e sterco col quale avete cosparso tutta la città. Vi chiedo di studiare un po’ di più”.

Alessandro Casano di Insieme: “Non ho vissuto la questione del porto da politico, ma da utente e come tanti altri ho dovuto portar via la barca dal porto di Imperia. Vedo con fiducia la pratica di questa sera. A cominciare dallo spacchettamento delle gestioni, come avviene in tutti i porti italiani“. Da Casano anche la proposta di concedere dei posti barca anche alle associazioni veliche sportive cittadine, come accade in altre realtà.

Davide La Monica di Avanti: “Ho sentito mio malgrado dei punti di vista dei consiglieri di minoranza che non mi aspettavo. La sinistra sappiamo come la pensa, ma da altri mi aspettavo qualcosa di diverso. Imperia aspetta il porto da 22 anni. Non c’è da aspettare“.

La replica del sindaco Scajola: “Un porto senza opere a terra è un porto morto. Non bastano solo gli ormeggi”

Replica il sindaco Claudio Scajola: “Le opere a terra servono per chi ha le barche e per i cittadini che devono viverlo, altrimenti è un porto morto. Si potrà vedere se dare degli spazi in gestione alle società nautiche sportive di Imperia. Il mondo sta cambiando e anche i clienti e il mercato. Si preferisce affittare il posto barca magari per tre anni, anche per decidere poi se restare o cambiare. Ma così comunque Marina di Imperia ci guadagna di più. Ma si ragiona su ipotesi e non si può avere già ora un piano finanziario sicuro. E’ il mercato, non siamo in Unione Sovietica, che non c’è più. Poi i porti con i soli ormeggi sono porti morti. Noi abbiamo una bella città e il porto in mezzo alla città e quindi ci serve uno studio di aggregazione e bisogna che chi viene qui si trovi beni, abbia dei servizi di qualità e torni. E ci deve stare anche l’albergo 5 stelle. Siamo deboli per l’accoglienza e dobbiamo crearla. Quella che il privato fa meglio è giusto che lo faccia il privato e non deve farlo l’amministrazione pubblica“.

La pratica è stata approvata a maggioranza.

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