4 Giugno 2026 19:48

Maxi inchiesta Superbonus: a Imperia si decide sul sequestro nei confronti del sindaco di Riva Ligure

Si è svolta oggi, 4 giugno 2026, al Tribunale di Imperia, l’udienza relativa al decreto di sequestro preventivo disposto nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Imperia sulle presunte irregolarità legate a pratiche del Superbonus 110%.

Al centro del procedimento la richiesta di riesame relativa al sequestro di una collezione composta da 32 orologi di lusso appartenenti al sindaco di Riva Ligure, Giorgio Giuffra. Il provvedimento era stato eseguito dalla Guardia di Finanza contestualmente alla notifica dell’avviso di garanzia per l’ipotesi di truffa.

L’udienza si è tenuta a porte chiuse e il collegio giudicante si è riservato.

Cosa era successo

L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Matteo Gobbi coinvolge complessivamente cinque indagati: oltre al primo cittadino, anche il fratello Massimo Giuffra e altri tre imprenditori della zona. Secondo quanto emerso, gli investigatori stanno approfondendo una ventina di pratiche legate ai lavori di rifacimento delle facciate finanziati attraverso il Superbonus 110%.

La Procura avrebbe quantificato in circa 20 milioni di euro il volume d’affari collegato ai presunti illeciti. Tra gli elementi al vaglio della Guardia di Finanza ci sarebbero anche le date di acquisto degli ultimi orologi entrati nella collezione sequestrata.

L’indagine sarebbe partita da un’informativa dell’Agenzia delle Entrate sulle pratiche trattate dalle società coinvolte e da una segnalazione arrivata da Roma dopo la visita a Riva Ligure, nell’estate del 2024, dell’allora ministro Gennaro Sangiuliano.

Dopo le perquisizioni effettuate nelle scorse settimane, le Fiamme Gialle stanno ora analizzando la documentazione acquisita nelle società interessate dall’indagine, concentrandosi su presunte plusvalenze tra il general contractor e alcune imprese subappaltatrici. Sotto esame anche le certificazioni dei lavori firmate da professionisti che, allo stato attuale, non risultano indagati.

Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Alessandro Mager, Alessandro Moroni e Maria Josè Sciortino.

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