Sono cinque gli indagati nell’inchiesta della Procura di Imperia su presunte irregolarità legate a una ventina di pratiche del Superbonus 110%. Tra loro ci sono il sindaco di Riva Ligure, Giorgio Giuffra, il fratello Massimo e altri tre imprenditori della zona. L’indagine sarebbe partita da due elementi: un’informativa dell’Agenzia delle Entrate sulle pratiche Superbonus trattate dalle società e una segnalazione arrivata da Roma dopo la visita a Riva Ligure, nell’estate 2024, dell’allora ministro Gennaro Sangiuliano.
Nell’ambito dell’indagine, affidata al sostituto procuratore Matteo Gobbi, la Guardia di Finanza ha sequestrato in via preventiva il 6 maggio al primo cittadino una collezione composta da 32 orologi di lusso. Un’operazione avvenuta contestualmente alla notifica dell’avviso di garanzia per l’ipotesi di truffa.
La Procura avrebbe infatti stimato in circa 20 milioni il giro d’affari collegato ai presunti illeciti relativi ai lavori di rifacimento delle facciate. Al vaglio degli investigatori ci sarebbero anche le date di acquisto degli ultimi orologi entrati nella collezione del sindaco.
Dopo le perquisizioni la Guardia di Finanza sta esaminando la documentazione acquisita nelle società seguendo l’ipotesi investigativa inerente presunte plusvalenze tra il general contractor delle pratiche Superbonus e alcune società subappaltatrici. Sotto esame anche le certificazioni dei lavori redatte da alcuni professionisti, che al momento non risultano indagati. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Alessandro Mager, Alessandro Moroni e Maria Josè Sciortino.






