Dopo il duro attacco dei capigruppo di maggioranza, arriva la replica di Ivan Bracco, che interviene nuovamente sul progetto del porto turistico di Imperia. In un comunicato articolato, il consigliere di minoranza respinge le accuse di ostruzionismo e rivendica il ruolo di controllo dell’opposizione, denunciando la mancanza di dialogo e trasparenza da parte dell’Amministrazione.
Bracco ribadisce di non essere contrario al porto in sé, ma chiede che l’opera venga realizzata nel rispetto delle regole, tutelando l’interesse pubblico e scongiurando possibili danni erariali, rilanciando al contempo una proposta alternativa sul progetto delle opere a terra.
“Leggo con piacere quanto scrivono i capi gruppo di maggioranza circa la mia contrarietà al porto turistico, voglio ricordare a lor signori di andarsi a rileggere i vari passaggi sia amministrativi che giornalistici circa la vicenda concessione porto turistico.
Il primo passaggio fondamentale è la totale chiusura di dialogo tra maggioranza e opposizione come dimostrato nell’ultimo consiglio comunale dove la maggioranza ha negato documenti fondamentali per capire nel dettaglio la pratica, portata in commissione il mattino alle 13 con il consiglio alle 20, questa procedura è sicuramente segno di collaborazione e trasparenza!
Immediatamente dopo il rilascio del parere della Corte dei Conti sulla non percorribilità della vendita scontata dei posti barca agli ex titolari, abbiamo subito richiesto spiegazioni e personalmente ho pubblicamente richiesto al Sindaco di fermarsi e condividere un percorso per giungere a trovare la soluzione idonea per risolvere i problemi amministrativi e dunque proseguire nel rispetto delle regole e dando risposte agli ex titolari posti barca.
Alla mia interpellanza il sindaco ha tirato dritto, anzi confermando pubblicamente le nostre perplessità circa la validità della concessione demaniale basata su di un pef ormai completamente stravolto.
Ricordo a me stesso che il ruolo dell opposizione in primis è di controllo lo prevede la Costituzione e dunque con una chiusura totale da parte dell’Amministrazione a trovare una via giusta e condivisa non rimane che chiedere un parere tecnico giuridico agli organi di controllo!
Ricordo che parliamo di un opera pubblica cioè di tutti i cittadini e pertanto se la durata della concessione con il vecchio piano economico era prevista in 65 anni con maggiori introiti il privato si troverebbe a goderne più anni di quelli previsti dal nuovo piano !!
Trovo singolare e preoccupante che i colleghi di maggioranza si espongano a supportare un possibile danno erariale così importante!
La soluzione noi l’abbiamo proposta: rivedere il progetto delle opere a terra più snello e meno impattante con i servizi al porto e alla cantieristica dal costo di circa 40 milioni che sarebbero ampiamente coperti dalla cessione dei posti barca e ne avanzerebbero per le casse del comune!
Sì al porto ma nel rispetto delle regole e soprattutto deve restare pubblico perché è dei cittadini e non del privato!!“






