Una fotografia tutt’altro che rosea quella emersa dal tavolo tecnico riunitosi questo pomeriggio in Prefettura sullo stato in cui versa il viadotto “Uveghi” della Statale 28, situato poco prima dell’ingresso del Comune di Pieve di Teco. A dare l’allarme è stata in prima battuta proprio l’Anas, che con un’ordinanza dello scorso 21 novembre ha disposto il divieto di transito per i mezzi pesanti oltre le 7,5 tonnellate e un senso unico alternato per i mezzi leggeri, il cui traffico è stato spostato per ragioni di sicurezza al centro della carreggiata.
Al vaglio le soluzioni per ovviare al pesante ammaloramento del viadotto, frutto di una mancanza totale di manutenzione
Una situazione che avrà bisogno di ulteriori approfondimenti nelle prossime settimane per stimare la reale entità delle problematiche, di cui al momento si conoscono solo quelle legate alle campate, con la verifica dell’ammaloramento dei cavi di bordo, molti dei quali scoperti e non funzionanti, per i quali è necessario un intervento urgente. Si stima, per ora, che soltanto per l’impalcato sarà necessaria una spesa di 15-20 milioni di euro, a cui andranno ad aggiungersi le eventuali (ma estremamente probabili) spese per i piloni e le fondazioni, per le quali dovranno essere effettuate nuove verifiche.
Il tono della riunione, che ha visto partecipare oltre ad Anas anche la Prefettura, la Provincia, i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e di diverse associazioni del territorio, oltre ai sindaci dell’Entroterra imperiese, è stato pragmatico, con l’intento di trovare al più presto tutte le soluzioni possibili ad ovviare il problema. Questa la direzione voluta dal Presidente Claudio Scajola, che ha invitato a una collaborazione attiva ed efficiente tra le parti.
A essere evocato in apertura, però, è stato inevitabilmente lo spettro del crollo del Ponte Morandi, con una preoccupazione evidente da parte degli amministratori dei comuni coinvolti. La preoccupazione di questi ultimi, però, non si è limitata al solo viadotto. Tra le soluzioni adottate finora, infatti, c’è stata anche l’inevitabile deviazione del traffico dei mezzi pesanti sulla SP 95, con conseguente passaggio nel centro abitato di Cesio e di Colle San Bartolomeo, situazione che necessiterà di dovuti adeguamenti per il passaggio di questi mezzi che creano al momento un certo pericolo.
Nel corso della riunione è stato garantito che il passaggio verrà consentito solo ai mezzi che scaricheranno sul territorio, ma è stato evidenziato come sia necessario investire nei controlli per far sì che il divieto non venga aggirato.
Le parole dell’ing Nicola Dinnella
“L’incontro è andato benissimo – sostiene a margine il responsabile di Anas, l’ingegner Nicola Dinnella – perché tutte le istituzioni hanno condiviso la strategia di ANAS che è quella di continuare ad approfondire i rilievi che stiamo facendo su questo ponte che ahime è ammalorato e necessita di un intervento eminente. Tra qualche settimana potremo dire con certezza tempo, costo e tipo di lavorazione, considerando che durante questo periodo ANAS approfondirà anche la possibilità di fare degli interventi, chiamiamoli di mitigazione per il momento, sulla strada provinciale che viene attualmente utilizzata dai mezzi pesanti in ragione di un’ordinanza che è stata emessa di scarico superiore alle 7,5 tonnellate di divieto di traffico. Attualmente la limitazione di carico di 7 tonnellate e mezzo prevede un senso unico alternato con il traffico posizionato al centro della carreggiata. Gli altri mezzi devono scegliere un percorso alternativo, alcuni utilizzano la strada provinciale, altri invece utilizzano la statale fino ad Albenga”.
Il commento del sindaco di Cesio Fabio Natta
“Sono soddisfatto dal fatto che ci sia stata estrema chiarezza – commenta a margine il sindaco di Cesio Fabio Natta – e che si siano presi degli impegni. Chiaro, sono molto preoccupato come tutti perché indubbiamente la situazione di questo ponte non è delle migliori e lascia intendere per il futuro che ci saranno, previ gli accertamenti, dei lavori che indubbiamente dureranno non poco e sono preoccupato anche perché sulla SP95, l’ex statale 28 del colle San Bartolomeo, che insiste in larga parte nel comune di Cesio, non ci sia un traffico pesante come sta accadendo in questi giorni che comprometta la sicurezza, perché la sicurezza è il tema centrale. Per la sicurezza è stato chiuso questo ponte e non possiamo far passare i mezzi in posti tra virgolette insicuri. Quindi sono soddisfatto del fatto che ci siano stati degli impegni precisi da parte di ANAS, della Provincia, di tutti gli attori di questo tavolo. Ringrazio il Presidente della Provincia per aver fatto un tavolo largo coinvolgendo tutti i soggetti, 19 sindaci del territorio e le forze dell’ordine nonché le istituzioni. Tutti questi soggetti si sono presi per le reciproche competenze e i loro impegni, primo tra tutti per quanto mi riguarda il discorso di interventi manutentivi sulla SP95, che ha bisogno di importanti interventi di manutenzione perché è un’alternativa alla SS28, lo è da sempre, a prescindere da questa contingenza e per il fatto che anche sulla SP95 sarà limitato il traffico in mezzi pesanti se non quelli autorizzati che agiscono localmente, perché su quella strada i grandi camion non possono passare per motivi di sicurezza. Questo auspicando che un domani ovviamente il problema dell’Uveghi si risolva nel modo corretto, più opportuno possibile, ma sono certo che ciò accadrà. Speriamo che non duri a lungo questo fastidio, questo problema che chiaramente non riguarda solo noi, non riguarda solo il territorio, ma riguarda anche i tanti turisti e i tanti operatori economici del settore che utilizzano la struttura”.
Le parole del sindaco di Pieve di Teco Enrico Pira
“La riunione penso sia stata utile e sia andata bene – dichiara il sindaco di Pieve di Teco Enrico Pira -, perché sono state ufficializzate delle situazioni che in qualche modo avevamo intuito, ma adesso abbiamo un’idea più precisa, che sarà ancora più precisa, quando saranno finite le prospezioni dell’anno. Mi è sembrato un approccio serio che salvaguarda anzitutto la sicurezza degli utenti. Questa è la prima regola da seguire e osservare. Sempre pensando che quando si opera per fare qualcosa di meritorio magari si creeranno dei disagi. Quindi cercheremo tutti insieme, con un approccio logico e sereno, di fare degli interventi che siano meno impegnativi per tutta la popolazione, per i turisti, per chi frequenterà le nostre valle. Se non fosse successo sarebbe stato meglio, ma si sa che le cose si deteriorano”.
Sulla chiusura ai mezzi pesanti non del territorio il sindaco Pira aggiunge: “L’economia della nostra valle è fragile, si basa su poche aziende che hanno necessità di trasporti così voluminosi e così pesanti, ma un conto è gestire il traffico di qualche decina al massimo di mezzi al giorno, un conto p ammettere un traffico di autoarticolati internazionali che non può che deteriorare ulteriormente una situazione che sembra già compromessa”.
Sul passaggio di mezzi pesanti che violano i divieti già in corso prosegue ancora il primo cittadino di Pieve: “Segnalazioni personali e formali non ne ho, fatte ma essendo un frequentatore di questa strada per per ovvi motivi mi domando spesso come mai autotreni con targhe di paesi esteri e che visivamente non trasportano i prodotti che conosco, sono fatti nella nostra valle, possano transitare. Ovviamente capisco anche che non ci possa essere un servizio di sorveglianza 24 ore su 24, ma a seguito della riunione di oggi penso che tutti si siano fatti un’idea e tutti faranno il possibile per fare osservare le regole che sono state stabilite“.
Gli interrogativi sulla mancata manutenzione
A margine delle dichiarazioni ufficiali resta però un dubbio, emerso nel corso del dibattito con i sindaci ma non del tutto fugato dalla risposta di Anas. Com’è possibile che si sia arrivati a questo punto? Le foto che sono state fatte circolare tra i sindaci e gli addetti ai lavori parlano chiaro, ma altrettanto eloquente è stata la volontà dell’ing. Dinnella di non diffondere queste immagini pubblicamente, invitando la stampa presente a non divulgare quanto visto. Avvicinato a margine della seduta, lo stesso ingegnere, a domanda del cronista di Imperiapost sul perché non sia stata fatta della manutenzione nel corso degli anni per prevenire una situazione del genere, ha risposto: “È questa la manutenzione. Magari si poteva fare un anno fa, ma non avevamo questo stato di ammaloramento. Bisogna aspettare il momento giusto per intervenire“. Sarà, ma se questa è la prassi ci domandiamo se non ci sia qualcosa da rivedere alla base.
A cura di Matteo Cantagallo






