22 Aprile 2026 16:22

Fuga di giovani da Imperia: l’allarme del PD, Loredana Modaffari spiega. “Nuova ondata emigratoria, +11,21% in cinque anni”

In breve: A lasciare il territorio sono soprattutto giovani scolarizzati e con alta formazione che "non trovano spazio nel mercato del lavoro"

I dati sulla fuga giovanile dalla Provincia di Imperia preoccupano il Partito Democratico. Loredana Modaffari, capogruppo in Comune, parla di “una vera e propria nuova ondata emigratoria con un incremento dell’11,21% dal 2020 al 2025.

A lasciare il territorio sono soprattutto giovani scolarizzati e con alta formazione che “non trovano spazio nel mercato del lavoro”

I dati appena pubblicati sulla fuga giovanile nella nostra Provincia ci parlano di una vera e propria nuova ondata emigratoria la cui unica differenza dal passato è che a lasciare il nostro Territorio sono giovani scolarizzati, spesso con alta formazione che non trovano spazio nel mercato del lavoro.

I numeri ci raccontano di un incremento del 11,21 % dall’anno 2020 all’anno 2025, ma, soprattutto, indicano che la percentuale di giovani esodati è dell’1,65% su una popolazione di 210.000 abitanti, in gran parte anziani, e spiegano in parte i dati negativi della produttività, della crescita economica, del declino sociale e culturale del Territorio.

La mobilità in Provincia di Imperia non è una scelta, è un obbligo, perché il mercato del lavoro giovanile è inesistente: occupazione stagionale, basse retribuzioni, pochi contratti a tempo indeterminato e, soprattutto, i vizi del sistema che viene percepito dai nostri giovani come poco trasparente e non basato sul merito.

Ricorrono assordanti nei discorsi dei ragazzi i risultati degli ultimi concorsi nei nostri Enti locali, la verifica dei requisiti dei partecipanti e le accertate appartenenze di alcuni vincitori, i dubbi purtroppo confermati dal pensiero espresso dal primo Cittadino nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale in occasione del quale ha definito “superato” il meccanismo dei concorsi pubblici.

E nell’esprimere l’aberrante pensiero, Claudio Scaiola non ha mancato di fornire il solito dato errato (falso), dichiarando che l’Italia sia l’unico Stato dove si accede al posto pubblico a mezzo di concorso. Ebbene, è sufficiente effettuare una ricerca per apprendere che non esistono Paesi Europei dove i concorsi pubblici siano completamente assenti, ma solo sistemi di reclutamento più o meno simili “comunque basate su selezioni e valutazioni competitive, anche se non sempre chiamate concorso pubblico”.

È così che invogliamo i nostri giovani a non abbandonare la loro Terra? È così che cerchiamo di trattenere la linfa vitale di una Provincia? Esternare l’apprezzamento per la creazione di una classe lavorativa selezionata secondo criteri stravaganti che già allo stato rivelano la propensione per il “familismo” o il cosiddetto “amichettismo” e spesso per la celeberrima “personale adesione al programma politico della maggioranza”, e giustificarlo con un inveritiero allineamento ad altri Stati è tanto grave quanto pericoloso.

La Provincia, ma soprattutto la Città è già penalizzata da politiche errate che hanno condotto alla morte dell’attività industriale; il tanto decantato turismo comporta l’esclusiva stagionalità del lavoro, dati che uniti alla crisi del commercio ed al permanere della debolezza del tempo indeterminato, determinano secondo l’Osservatorio INPS una situazione inquietante.

Vogliamo confermare ai nostri Giovani la sensazione che studiare, formarsi, lavorare seriamente serva a poco se non hai i contatti giusti o sei fuori dal giro?

Riteniamo che combattere la loro disillusione sia fondamentale, quanto trasmettere loro la determinazione alla lotta per i loro diritti, per la legalità nel suo senso più profondo di cui sono e devono essere custodi ponendo in atto tutte le azioni possibili a dispetto di chi comunica che sia tutto scritto, tentando di formalizzare il concetto di privatizzazione anche del loro futuro“.

Clicca QUI per la tabella con i dati

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