Dopo la nomina del vicepresidente e l’assegnazione delle deleghe ai consiglieri, il consiglio provinciale di questa mattina è entrato nel vivo con i punti all’ordine del giorno. Tra i più rilevanti, lo schema di bilancio preventivo che ora passerà all’assemblea dei sindaci venerdì 30 gennaio e tornerà in consiglio il 2 febbraio per l’approvazione definitiva.
“È un bilancio molto bello“, ha commentato il presidente Claudio Scajola. “La riorganizzazione ha permesso di avere un buon bilancio“.
Lo schema è stato illustrato dal dottor Luigi Mattioli, che ha evidenziato come le previsioni per il 2026 partano da una base di 105.474.292,65 euro, “un dato importante, di crescita“.
Il bilancio per l’anno 2026 pareggia a 105.474.292,65 euro, in crescita rispetto all’ultimo rendiconto approvato (che ha chiuso a 81.774.132,82 euro, anche per effetto del mancato utilizzo delle anticipazioni di tesoreria previste a bilancio per 10 milioni).
Il quadro generale è confortante: il bilancio della Provincia nell’ultimo quadriennio ha mostrato un trend di crescita di indubbio rilievo, grazie alla ritrovata “agibilità” finanziaria al termine del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, alla capacità di attrarre nuove risorse per investimenti, alla programmazione di nuove spese per la collettività in tutti gli ambiti di competenza dell’Ente.
Per il prossimo triennio le prospettive sono analoghe, anche se il focus si sposta dalla riespansione della capacità di spesa (ora finalmente attestata con solidità su valori corrispondenti alle dimensioni e alle funzioni dell’ente) al consolidamento dei risultati raggiunti medio tempore, alla realizzazione delle numerose opere programmate, all’avvio dei prossimi, importanti, investimenti in conto capitale.
L’attenzione resta forte sui servizi fondamentali dell’ente Provincia: Viabilità e sicurezza stradale, Scuole, Ambiente, Sviluppo dei progetti comunitari, Trasporto Pubblico Locale (programmazione e controllo). Particolare rilievo assume la tutela e la valorizzazione del patrimonio immobiliare, un complesso di edifici di grande pregio che costituiscono un bene da preservare a beneficio dell’intera collettività, per i quali già sono evidenti i primi risultati concreti.
I dati principali sono i seguenti:
- Euro 63.555.085,97 di SPESE CORRENTI (l’ultimo consuntivo approvato si attestava su euro 56.354.773,89)
- Euro 11.145.197,57 di SPESE DI INVESTIMENTO (in lieve flessione rispetto all’ultimo consuntivo)
- Il resto: euro 1.133.009,11 milioni per rimborso prestiti (in diminuzione) oltre a partite di giro e stanziamenti per eventuale anticipazione di tesoreria (non utilizzata).
Ex bocciofila “Pietro Salvo”: riconosciuto debito fuori bilancio
Tra i punti all’ordine del giorno è stata affrontata anche la questione dell’ex bocciofila Pietro Salvo di corso Roosevelt, finita al centro di un’inchiesta della Procura che vede sette indagati, tra cui lo stesso presidente Scajola.
L’assemblea ha dovuto pronunciarsi sul riconoscimento di un debito fuori bilancio derivante dalla “mancata preventiva copertura della spesa relativa alla perizia di stima redatta dall’Agenzia delle Entrate – ufficio territorio per l’area ex bocciofila Pietro Salvo“. Il debito ammonta a poco più di 3.645 euro ed è stato approvato all’unanimità.
Il consiglio ha affrontato altri temi, tutti approvati all’unanimità: la modifica della convenzione con INVIMIT SGR, un accordo con il Comune di Castellaro per la gestione delle pratiche pensionistiche e una mozione sulla classificazione dei Comuni montani presentata dal consigliere Gabriele Cascino.
A rispondere alla mozione è stato il consigliere Flavio Di Muro: “È giusto che ce ne occupiamo, giusto farsi sentire con i dovuti modi e atti. Lungi da me una polemica politica. Sappiamo però che questa riforma ci voleva, giusto che ci sia attenzione del governo nazionale. La nostra peculiarità del territorio ci porta però ad avere difficoltà anche per comuni un po’ più bassi. Effettivamente questa preoccupazione non è solo di Cascino ma è di tutti noi“. Di Muro ha poi spiegato che “c’è stata una conferenza Stato-Regioni che ha portato a un rinvio di questa pratica in tutta Italia e c’è già una prima risposta positiva in Liguria: 23 comuni sarebbero oggi rientrati nella classificazione di montani“.
Cascino si è detto d’accordo nell’accogliere nella sua mozione le dichiarazioni di Di Muro, arrivando così all’approvazione all’unanimità. Il presidente Scajola si farà carico di trasmettere la relazione alla Regione e al governo centrale.






