8 Maggio 2026 14:34

Inaugurata a Imperia “Casa Ameglio”: l’ex Albergo Italia rinasce per i più fragili. “Punto di eccellenza tra accoglienza e innovazione”/Foto e Video

In breve: La struttura, dedicata alle fasce più fragili della comunità, rappresenta un esempio di innovazione sociale e tecnologica

Questa mattina, mercoledì 28 gennaio, è stata inaugurata a Imperia la nuova “Casa Ameglio – Abitare Solidale“, nata dalla riqualificazione dell’ex Albergo Italia.

La struttura, dedicata alle fasce più fragili della comunità, rappresenta un esempio di innovazione sociale e tecnologica

Il progetto ha trasformato lo storico albergo in un luogo di accoglienza articolato su tre piani, con funzioni diverse per ogni livello.

  • Al piano terra trovano spazio alloggi per l’emergenza abitativa immediata, con due mini appartamenti dotati di diversi letti ciascuno, destinati a persone che necessitano di aiuto urgente.
  • Il primo piano rappresenta il cuore della struttura: qui vivranno 12 ragazzi con disabilità, sei maschi e sei femmine, seguiti da Anffas Imperia. Sono tutti giovani di circa 30 anni che andranno ad abitare in due alloggi distinti, ognuno con camere doppie dotate di bagno privato e una zona comune. All’esterno avranno a disposizione un giardino con orto e un laboratorio per attività di falegnameria e stampa.
  • Il secondo piano ospiterà anziani in situazioni temporanee, ad esempio per fare riabilitazione.

L’elemento più innovativo della strutura è senza dubbio la tecnologia. Tutte le stanze e i corridoi sono dotati di un sistema di teleassistenza all’avanguardia che garantisce una sorveglianza costante 24 ore su 24. Il controllo avviene tramite sensori termici, nel rispetto della privacy degli ospiti, che rilevano cadute, movimenti anomali o l’assenza di attività. Il sistema può anche monitorare parametri medicali come i battiti cardiaci e, in caso di patologie specifiche come l’epilessia, è possibile impostare soglie di attenzione oltre le quali scatta un allarme che viene inviato al personale di controllo, ai medici o agli assistenti.

L’intervento è stato realizzato grazie ai fondi del PNRR, per un importo complessivo superiore ai 5 milioni di euro. L’immobile era diventato proprietà del Comune negli anni ’90 grazie a un lascito testamentario.

I ragazzi che abiteranno la struttura hanno espresso la loro soddisfazione durante la cerimonia: “Siamo i futuri abitanti, siamo molto contenti che apra. Ci possiamo aiutare a vicenda, tutto quello che abbiamo fatto ci servirà per una nuova esperienza di vita. Vogliamo ringraziare il Comune e tutti gli enti che hanno collaborato nel progetto. Dimostra l’impegno e l’attenzione verso gli altri. Un valore aggiunto per il quartiere di Porto Maurizio. Migliora la nostra vita quotidiana e ci fa sperare in un futuro felice”.

L’assessore Laura Gandolfo spiega nel dettaglio come funziona la struttura

Una giornata importante oggi per i nostri 12 ragazzi con disabilità – spiega l’assessore Gandolfo – che entrano a vivere in questi due alloggi. Sono 12 ragazzi che hanno fatto un lungo lavoro insieme a noi, ad Asl, ad Anffas e a tanti enti del terzo settore che hanno partecipato alla coprogettazione.

In questo lungo lavoro che ha durato più di due anni hanno imparato a vivere da soli, a convivere, una loro autonomia e quindi entreranno in questi appartamenti che sono meravigliosi.

Devo ringraziare il sindaco perché mi ha dato un progetto che apre il cuore, perché al di là della bellezza di questa ristrutturazione a cui ha lavorato il collega Gaggero, c’è davvero la bellezza del progetto e della persona.

Poi successivamente occuperemo anche il piano di sopra con persone anziane con residui di autosufficienza che hanno necessità temporanee alloggiative. Il piano di sotto con urgenze, con emergenze.

Vivranno 12 ragazzi: 6 ragazzi e sei ragazze. Avranno una camera doppia, ognuna col proprio bagno e una zona comune. Fuori hanno un giardino con l’orto, perché faranno l’orto, un laboratorio dove fare attività di laboratorio, li seguirà a Anffas, quindi attività di piccola falegnameria, di stampe, abbiamo già progettato che ci facciano le stampe magari per l’inaugurazione del Polivalente o addirittura farli lavorare al centro giovanile del Polivalente facendo un giornalino in cui spiegano le attività che ci saranno, quindi un’attività importante per loro che comunque sono assolutamente entusiasti di dare il loro contributo insomma anche al vivere comune.

C’è una zona sotto una control room che poi che andremo a vedere, dalla quale viene controllato attraverso queste telecamere e questi sensori tutto quello che accade qua dentro.

Non viene controllato in video per la privacy, abbiamo pensato di non invadere così tanto la vita di questi ragazzi. Viene controllato con un sistema a calore, diciamo, che dà dei segnali di allarme se ci fosse una caduta, una persona che non si alza dal letto, una persona che non esce dal bagno. Fino a battiti cardiaci accelerati piuttosto che altri parametri medicali che implementeremo. Abbiamo già il software però verrà poi implementato il controllo anche attraverso questo.

È una cosa molto importante. Addirittura si potrebbe pensare, e c’è già una
diciamo uno schema di prova, se una persona ha una patologia, ipotizziamo l’epilessia, si mette la scheda epilessia, si inseriscono i dati oltre i quali alcune misurazioni, alcuni valori corporei superano una soglia di attenzione e da qui parte un allarme che può andare al medico, può andare un assistente.

Quindi, insomma, tutta anche una novità davvero importante dal punto di vista della tecnologia. Noi vediamo la struttura, ma dietro c’è tutto un lavoro proprio di attenzione al vivere quotidiano di questi ragazzi che passano davvero a essere autonomi, ma nello stesso tempo controllati e assistiti”.

“Qui si sommano diverse cose – ha concluso il sindaco Claudio Scajola Il recupero del primo albergo di Porto Maurizio, di pregio, che ha fatto un restauro conservativo significativo nel centro d’ingresso di Porto Maurizio.

Per quale utilizzo? Una casa, che è il termine che tutti ricordiamo sempre, insieme a quello della mamma, la casa inclusiva, dove mettiamo insieme persone che hanno un disagio. Che possano essere autonomi, assistiti in maniera medica e professionale, sia direttamente sia attraverso il controllo da remoto.

Mi pare un progetto ben riuscito, nei termini previsti, ha usufruito di un finanziamento del PNRR, come tutti gli altri finanziamenti che abbiamo preso, soprattutto per il carattere innovativo. E questo ha avuto un carattere innovativo, come l’altro forse particolarmente innovativo, che è quello del bus a guida autonoma.

Cioè siamo riusciti a ottenere finanziamenti importanti, perché lo spirito del finanziamento europeo è il progresso, il futuro, e cioè riuscire a rispondere alle esigenze attraverso nuove proposte.

Mi pare che l’obiettivo sia riuscito, adesso con la collaborazione dell’ASL, del distretto sociosanitario, con la modifica anche della nuova riforma regionale sociosanitaria, possa essere un punto di eccellenza.

E siamo stati già inseriti fra i punti di eccellenza, dove mettiamo insieme persone di diverse disagi, più giovani e meno giovani”.

L’inaugurazione della struttura

A cura di Alessandro Moschi

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