Questa mattina, martedì 10 febbraio, nei giardini loro intitolati sono stati ricordati i martiri italiani delle foibe. Alla cerimonia sono intervenute le massime autorità locali.
Imperia celebra il Giorno del Ricordo per ricordare gli italiani trucidati nelle foibe dall’esercito di Tito
Il sindaco Claudio Scajola nel suo intervento ha ricordato la tragedia delle foibe: “Nel 1947, a Parigi, si firmava il Trattato di Pace con l’Italia, presente come sconfitta dalla guerra, che ha dovuto assistere, per trattato, a cedere parti del suo territorio. Anche qui da noi, nel nostro confine. Ma quel Trattato di Pace si segnala soprattutto per i territori persi sul fronte orientale. L’Istria, la Dalmazia e altri territori furono ceduti.
Ma quello che più è stato tragico è che lì è iniziata, già nel 1943, alla caduta del fascismo, dopo l’8 settembre, un inizio di rivendicazioni e di uccisioni nei confronti degli italiani. Ma la cosa che più ha colpito tutti è che, alla fine della guerra, per loro, per coloro che abitavano in quei territori, è iniziato l’inferno.
La fine della guerra, che è stata festeggiata come la pace che arrivava, in quei territori è stato il momento peggiore. Dal 1945, per due, tre, quattro, cinque anni, sono avvenuti i peggiori misfatti. Non una guerra fra uccisori e vinti, ma l’estirpazione da quel territorio dell’italianità.
Perché siamo qua oggi, perché siamo qua sempre? Per la minima solidarietà che si deve a coloro che hanno sofferto più di tutti. La Giornata del Ricordo, che attivamente è stata istituita come giornata di particolare lutto e ricordo, da noi si fa con questa cerimonia intima, in questo giardino intitolato ai Martiri delle Foibe, per un atto di solidarietà e di ricordo.
La solidarietà verso quelli che hanno perso tutto, che sono scappati, che hanno dovuto abbandonare la loro storia, la loro tradizione, le loro case, i loro averi. La città di Imperia è stata una delle città, luogo di rifugio di molti esuli istriani, e ha avuto anche il vanto e dovremmo ricordarlo di più, e dovremmo fare qualcosa, di avere anche un sindaco della città.
Il professor Gonan è stato sindaco di Imperia, esule istriano, titolare di un libro molto bello da lui scritto, “La morte nelle foibe”, che la città ha onorato come sindaco di grande prestigio. Lui, uomo di lettere, preside del liceo classico De Amicis di Imperia.
Il ricordo e la solidarietà verso gli esuli, quelli vivi, i figli, è un atto di dovere. È anche un monito. In un Paese come l’Italia, in un mondo difficile come quello che stiamo vivendo, dove un sondaggio che recentemente ho letto dice che più di un terzo degli italiani ritengono che sia stata giusta l’invasione dell’Ucraina da parte dei russi.
Perché cito questo momento di attualità? Lo cito perché proprio con quella indifferenza con cui oggi molti vedono quello che sta succedendo, ci fu allora l’indifferenza nei confronti di quello che succedeva in Istria.“
Presente anche il presidente dell’associazione Friuli Venzia Giulia e Dalmazia Pietro Tommaso Chersola. La cerimonia della Giornata del Ricordo proseguirà con un incontro presso l’auditorium della Camera di Commercio di Imperia, che vedrà il saluto del Prefetto della Provincia di Imperia, la testimonianza di Marcello Orengo e momenti musicali e teatrali a cura degli istituti scolastici della provincia di Imperia.
A cura di Alessandro Moschi






