La terza sezione della Corte d’Appello di Genova ha confermato il reato associativo e l‘aggravante mafiosa per quasi tutti gli imputati dell’operazione Ares 2021, l’inchiesta che nel novembre 2023 ha portato all’arresto di 26 persone accusate di aver gestito un traffico di droga dalla Calabria alla provincia di Imperia.
Secondo gli inquirenti, l’associazione era diretta da esponenti della famiglia De Marte-Gioffrè, originaria di Seminara e collegata ad articolazioni di ‘ndrangheta calabrese.
Il collegio presieduto da Vincenzo Papillo ha rideterminato al ribasso diverse condanne, pur confermando per quindici dei diciotto ricorrenti la natura mafiosa del gruppo
Giovanni De Marte, difeso dall’avvocato Marco Bosio, ha visto la sua pena scendere da 16 a 14 anni e 4 mesi. Ridotta anche la condanna per Antonino Laganà (da 14 anni e mezzo a 10 anni, 10 mesi e 6 giorni) e per Giovanni Chimienti (da 10 anni e 4 mesi a 8 anni, 3 mesi e 23 giorni).
Esclusa l’aggravante mafiosa per Johnny Loda, la cui pena passa da 7 anni a 6 anni, 2 mesi e 20 giorni, e per Nicolò Striglioni, condannato a 4 anni, 9 mesi e 10 giorni (in primo grado erano 6 anni e 4 mesi). Stesso discorso per Andrea Ziella, ora a 9 anni di reclusione.
Confermate invece le condanne di primo grado per Michela De Marte (7 anni), Leonardo Randy Nieto Fiss (13 anni), Giuseppe Scarcella (10 anni), Elvis Collaku (4 anni) e Vincenzo Santarpia (10 anni e 6 mesi).
Domenico Gioffrè, considerato il vertice dell’organizzazione, non ha impugnato la sentenza. Grazie alla cosiddetta “riforma Cartabia”, la sua condanna è passata automaticamente da 20 anni a 16 anni e 8 mesi.
La Corte si è riservata 90 giorni per depositare le motivazioni. L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Imperia con il supporto del G.I.C.O. di Genova e dello S.C.I.C.O., aveva portato all’arresto di 26 persone accusate di traffico di cocaina, hashish e marijuana. La base operativa era l’abitazione di Gioffrè e De Marte a Diano Castello, dove secondo gli investigatori avvenivano le riunioni per organizzare gli approvvigionamenti di droga dalla Piana di Gioia Tauro.






