9 Maggio 2026 21:43

Live obbligatorie e video in classe: bufera sul prof. Schettini prima dell’evento a Imperia

In breve: Vincenzo Schettini incontrerà gli studenti imperiesi venerdì 6 marzo al Teatro Cavour in un evento organizzato in collaborazione da Regione Liguria e dal Comune di Imperia

Una lunga scia di polemiche anticipa l’arrivo del famoso insegnante e divulgatore scientifico Vincenzo Schettini a Imperia. L’incontro, previsto per venerdì 6 marzo al Teatro Cavour, è organizzato in collaborazione tra Regione Liguria (nell’ambito del format Orientamenti) e il Comune di Imperia e vedrà il professore protagonista di quella che si preannuncia come una “lezione show” davanti a numerosi studenti, che potranno anche dialogare con lui.

Vincenzo Schettini incontrerà gli studenti imperiesi venerdì 6 marzo al Teatro Cavour in un evento organizzato in collaborazione da Regione Liguria e dal Comune di Imperia

Un evento funestato dallo scoppio in questi giorni di un vero e proprio caso in seguito ad alcune dichiarazioni rilasciate dallo stesso Schettini in un episodio del noto podcast “BSMT” di Gianluca Gazzoli e a un successivo articolo del giornale online “Mow”, che ha raccolto la testimonianza di un ex alunno del professore.

Le dichiarazioni al podcast “BSMT” di Gianluca Gazzoli

Queste le parole a finire nel mirino: “Ogni martedì facevo la mia live ed era emozionante vedere questi commenti scorrere e chiaramente io durante la live, avendo quattro iscritti al canale, costringevo i miei studenti di scuola a connettersi. Io dicevo ai ragazzi: «Oggi pomeriggio devo fare la live su YouTube». Intanto questi dicevano: «Ma perché questo fa lezioni il pomeriggio su YouTube?» Dicevano: «No, ma io ho mia nonna che sta in ospedale, non posso». Dicevo io: «Io domani interrogo. Io domani interrogo sulla lezione che devo fare oggi pomeriggio». Quindi io mi ritrovavo i miei 24 connessi live, che erano quei poveri disgraziati”.

E ancora: “Lanciamo un altro messaggio importante agli insegnanti del futuro. L’insegnamento cambierà. Cambierà il modo di fare scuola. La scuola si fruirà moltissimo, come sta succedendo adesso, anche online. Fuori fisicamente dalle quattro mura. Tanti degli insegnanti che sono a scuola adesso, come me, andranno in part-time un giorno, perché cominceranno a proporre i loro contenuti online, magari anche a pagamento. Perché un prodotto dev’essere in vendita in un supermercato (un buon prodotto, attenzione!) e la buona cultura non deve essere in vendita?Per poi concludere:Dobbiamo uscire dal cliché che la cultura debba essere sempre gratuita per tutti“.

Le parole di Schettini non hanno tardato a generare un folto coro di polemiche, che oltre a colpire il diretto interessato hanno portato al centro dell’attenzione il fenomeno dei cosiddetti “teachtoker” (ovvero “gli insegnanti di Tik Tok”), sollevando dubbi sull’opportunità da parte degli insegnanti di produrre contenuti online nel corso delle proprie lezioni in classe, coinvolgendo magari anche gli studenti.

Il racconto di un ex studente al sito Mow

Proprio un ex studente di Schettini è stato protagonista di un ulteriore sviluppo del “caso”. In un’intervista rilasciata a Mow, il ragazzo denuncia come le lezioni di Schettini (almeno intorno al 2018-2019) fossero principalmente finalizzate alla realizzazione dei suoi video su Youtube, con tanto di partecipazione attiva degli studenti.

All’inizio dell’ora – racconta lo studente anonimo –, chiedeva un volontario tra gli studenti che gli reggesse il telefono per filmarlo. Un altro di noi, invece, gli teneva quell’aggeggio che ora non ricordo come si chiami e pure un’altra cosa (selfie stick e ring light, ndr)“.

Controllava anche le inquadrature – prosegue -, mentre ‘spiegava’, e nel caso non gli piacessero, ripartiva da capo un’altra volta. Tutto questo, inevitabilmente, levava tempo alla ‘lezione’, ma intanto in classe il tempo passava così“.

Sull’obbligo di seguire le live pomeridiane su Youtube lo studente ha aggiunto: “In classe, come ho detto, non spiegava granché, pareva più di essere su un set. Poi gli è nata questa idea di fare lezioni sul suo canale YouTube e proprio sull’argomento spiegato in quei video pomeridiani avrebbe interrogato il giorno dopo. Quindi capisce bene che non ‘potevamo’ perdercele. Ma ‘esserci’ non garantiva il voto in più. Per ottenerlo, ci diceva di commentare“.

Ci aveva chiesto di fare un file in PDF – aggiunge -, un report, che raccogliesse tutte le sue reaction ai nostri commenti. Ci presentavamo con quello all’interrogazione, così ogni volta sapeva fin da subito di quanto ci dovesse alzare il voto“.

Le risposte di Schettini

È una vergogna, lo stanno facendo solo per attaccarmi“, ha commentato senza mezzi termini Vincenzo Schettini attraverso un video condiviso sul suo profilo Instagram. “Ho parlato di cultura, non ho parlato di scuola e non ho parlato di istruzione. Ed è giusto che io chiarisca una enorme importantissima differenza tra scuola e istruzione (gratuita e accessibile a tutti come diritto costituzionale) e cultura (libri, corsi di formazione, musei, teatro)“.

Mi hanno scritto le cose più brutte – prosegue Schettini -. Io ho chiarito una cosa fondamentale, che noi insegnanti siamo professionisti. Il nostro mestiere è insegnare, produrre conoscenza, fare cultura e noi abbiamo tutto il diritto di mettere a disposizione la nostra professionalità, esattamente come medici, ingegneri, avvocati, magistrati, di poter spendere il nostro mestiere, un medico che opera nella sanità pubblica e ha uno studio privato, nessuno si scandalizza, anzi si dice vai da quello perché è bravo”.

Una difesa che, però, riguarda solo le sue parole a proposito dell’aspetto economico, senza mai citare la questione del coinvolgimento diretto degli studenti nelle proprie attività di divulgazione, né la questione dei voti dati a chi seguiva le proprie lezioni online.

Per mettere al centro la questione è servito il successivo articolo di Mow, a cui il professore ha risposto con un altro post su Instagram. “Come ben sapete – scrive Schettini -, in questi anni ho cercato di dar forma a un metodo personale di insegnamento. E nel cammino ho affiancato le lezioni in classe alle lezioni online, credendo fermamente che lo studio online possa essere uno strumento importante per far acquisire metodo a casa. E in questi anni ne ho avuto la riprova. Ieri mi sono ritrovato ad essere stato descritto (da una dichiarazione ANONIMA) come l’insegnante che non sono, senza che la cosa sia stata minimamente verificata, senza aver contattato la dirigente scolastica, senza aver chiamato me per un confronto. Insomma, questa è la rete“.

Alle sue parole il professore fa seguire una lettera firmata da alcuni suoi studenti (attuali ed ex) che sottolineano l‘importante lato umano di Schettini e la sua grande capacità di spiegare e far amare la materia, doti che, peraltro, sono alla base del grande successo che il professore ha ottenuto in questi anni, portandolo a condurre una trasmissione sulla RAI e a pubblicare tre libri con Mondadori, oltre al grande seguito ottenuto sui social.

I nodi ancora da sciogliere

Restano, però, ancora disattese le richieste di chiarire alcuni aspetti legati all’opportunità di utilizzare un ente pubblico, quale è la scuola, per costruire una propria carriera personale, indipendentemente dalle capacità di insegnamento o dal rapporto con i propri studenti. Per non parlare del fatto che questi ultimi avrebbero di fatto lavorato gratis per lui, aiutandolo nella produzione dei suoi video, oltre a essere costretti a seguire lezioni in orario non scolastico, su una piattaforma privata e al solo scopo di accrescere il suo seguito online.

A cura di Matteo Cantagallo

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