Se sul palco del Festival di Sanremo 2026 abbiamo visto un J-Ax diretto e senza filtri, in sala stampa il mood non cambia. Parlando della sua canzone “Italia Starter Pack” non gira attorno alle parole e rivendica la sua scelta artistica portata sul palco dell’Ariston. «Presento la mia totale libertà di artista, che è una delle cose che acquisisci quando sei grande. Anche se mandi tutto in vacca, qualcosa rimane sempre. Ho questa coscienza e ho deciso di fare una pazzia del genere di portare il country proprio adesso, perché posso farla».
Una libertà che passa anche da un verso della sua canzone che sicuro non è passato inosservato e che è anche il suo preferito: «Il verso che preferisco? Nel ritornello: “Ti passo la canna del gas”. Il potere di mettere in fila queste parole a Sanremo… sì, un po’ mi sono gasato».
Sul suo stile non ha dubbi: «La definirei una colonizzazione culturale al contrario. Gli americani ci hanno imposto la loro roba, io l’ho presa, l’ho masticata, l’ho mescolata e ne ho fatto un piatto nuovo. Come tanti italiani sanno fare: ho fatto di necessità virtù».
Poi il riferimento al brano “2030”, che oggi suona quasi profetico. «Non ho predetto il futuro. Per prevederlo basta prendere quello che già c’è e portarlo all’estremo. Quando nel ’95 vedevo nascere le chat room e vedevo persone che faticavano a relazionarsi nella vita reale, ma si rifugiavano nel pc ho pensato che quel mezzo avrebbe cambiato tutto. Dicevo “ormai si parla solo su internet” perché intuivo quella direzione».
Non manca l’affondo politico: «Non darei nessun consiglio alla politica, perché sono sempre più convinto che la politica non comandi davvero: amministra. Chi comanda sta sopra. La nostra politica fa quello che le dice l’America e l’America fa quello che le dicono i miliardari. Qualsiasi corrente politica è tenuta in ostaggio dalla finanza. È più comodo amministrare che rischiare davvero».
E aggiunge: «La cosa più rivoluzionaria oggi è stabilire un dialogo diverso. Vogliono che litighiamo in orizzontale, così non vediamo chi ci colpisce dall’alto». Infine una riflessione più personale, quasi generazionale. «L’elisir che funziona è restare curiosi. Ve lo dice un vecchiaccio: non sappiamo niente».






