10 Maggio 2026 05:27

Attivisti espulsi da Sanremo: Attac Imperia denuncia. “Provvedimento sproporzionato, città militarizzata”

In breve: Attivisti espulsi da Sanremo: la condanna di Attac Imperia

Attac Imperia esprime solidarietà alle attiviste e agli attivisti di Extinction Rebellion che hanno preso parte ad un’azione pacifica davanti al teatro Ariston per denunciare le politiche ecocide di ENI e Costa Crociere, e per questo sono stati destinatari di fogli di via.

Attivisti espulsi da Sanremo: la condanna di Attac Imperia

“Misure in uso sempre più crescente come strumenti repressivi volti a limitare la libertà di dissenso e le lotte sociali, spesso basati su presunzioni di pericolosità arbitraria piuttosto che su reati accertati.

La protesta è parte di una più ampia denuncia delle politiche di greenwashing di ENI, che da qualche tempo sta investendo in modo massiccio per sponsorizzare eventi sportivi e culturali nel tentativo di ripulire la sua immagine di gigante dei combustibili fossili, senza prendere però alcun impegno vero e proprio verso le cause sociali o ambientali che i suoi spot dicono di perseguire e senza attenzione verso quei territori in cui finanzia le iniziative.

Secondo un report di Oil Change International del 2023 “nel 2022 le attività commerciali di Eni hanno causato più inquinamento netto da gas serra a livello mondiale dell’Italia stessa”.
L’invasione pacifica del blue carpet, dopo che in questi anni è avvenuta la trasformazione del tappeto da rosso a verde, ora blu, per consentire a ENI di sfoggiare il suo essere un’azienda green e sostenibile, ha prodotto provvedimenti sproporzionati, volti a intimidire più che a prevenire, e che si collocano interamente nelle politiche securitarie del Governo Meloni.

Stupisce piuttosto che la manifestazione di spettacolo più importante, sul palcoscenico del Paese e con la colonna sonora nazionale, non sappia interagire e confrontarsi con tutte le contraddizioni sociali che inevitabilmente richiama.

In una città militarizzata, assediata, privata di un bene pubblico collettivo come la pista ciclo pedonale, l’occasione di manifestazioni che comportano un esorbitante flusso di turisti come il Festival, possono essere motore per l’economia locale ma anche trasformazione del tessuto urbano, rischiando di rompere l’equilibrio che da sempre governa le città, tra le esigenze produttive e i bisogni delle comunità, per una città abitabile con dignità per tutte e tutti“.

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