Tutti sorridenti durante le conferenze stampa, almeno fino ad oggi. Mentre la musica corre verso la finale, il Festival di Sanremo 2026 sta vivendo le sue ore più agitate fuori dal palco perché giornalisti, uffici stampa, artisti e pubblico stanno iniziando a mettere insieme tutto ciò che non è andato.
In sala stampa, più che di classifiche, si parla di scelte, presenze, omissioni. Un elenco di questioni che, sommate, raccontano un Festival potente mediaticamente ma costretto a muoversi su un filo sottile.
Il caso Gassmann-Morandi: due pesi e due misure?
Dopo la serata delle cover è infatti esplosa la polemica legata a Alessandro Gassmann, papà di Leo che dopo aver visto Gianni Morandi con il figlio Pietro ha lasciato ai social il suo sfogo: “Due pesi e due misure?” ha dichiarato. La disparità ha fatto discutere, ma la replica di Carlo Conti è stata diretta: «Ma fosse stato per me poteva venire benissimo. C’erano tanti parenti ad accompagnare i cantanti in gara nella serata delle cover».
Il bacio Levante-Gaia censurato e la regia televisiva sotto accusa
Altro capitolo: il bacio tra Levante e Gaia durante l’esibizione. Sui social si è parlato di censura perché sembrava che la telecamera avessa tagliato il momento (un po’ come quando J-Ax ha indicato la bandiera della pace sul suo cappello). La risposta dalla produzione è stata netta:
«Non censuriamo nessuno. È una regia televisiva, c’è stato uno stacco. Il bacio è stato mostrato ed è stato poi messo in onda. Senza ipocrisia abbiamo preso atto di alcune opinioni e motivato le scelte che avevamo fatto. Lo abbiamo messo online dopo le polemiche».
Irina Shayk, gli Epstein files e la risposta di Conti
In conferenza stampa, dal collega, Gianmarco Serino di Mow Mag è stato sollevato anche il tema della presenza di Irina Shayk, il cui nome compare nei cosiddetti Epstein files. Conti non ha eluso la domanda, ma la risposta è molto semplice: «Non credo di chiedere a ogni co-conduttrice che impegni aveva negli ultimi dieci anni. Io ho preso una delle modelle più famose al mondo. Non sono andato a vedere file contro di lei. È una bellissima donna presente nelle copertine di tutto il mondo».
E ha aggiunto, con tono quasi provocatorio: «Non credo che voi smettiate di pubblicare la sua foto nelle vostre riviste perché forse è comparsa da qualche parte».
Inclusività e sensibilizzazione: messaggi forti ma troppo brevi?
Tra le critiche più ricorrenti c’è quella legata ai temi sociali. Inclusività, guerra, violenza, discriminazioni: argomenti presenti, ma, secondo molti, solo sfiorati. Due minuti, un passaggio, un accenno… tutto senza un vero approfondimento.
La Rai, davanti alle rimostranze ha risposto così: «Messaggio ricevuto forte e chiaro. La potenza di fuoco del Festival a livello comunicativo è enorme e deve essere comprensibile a chiunque in pochi minuti. Dobbiamo fornire un messaggio decifrabile». E ancora: «Abbiamo una grande responsabilità, ma non credo valga la pena di non usare gli amplificatori del Festival per parlare di queste cose». In sostanza: meglio un messaggio sintetico che il silenzio. Anche se qualcuno chiede più coraggio e più spazio.
Ma siamo sicuri che relegare, ad esempio, il tema della violenza sulle donna ad una frase: “Uomini se le donne dicono no, è no“, sia sufficiente?






