All’indomani della finale del 76° Festival di Sanremo, che ha consacrato come vincitore Sal Da Vinci, Carlo Conti torna in sala stampa rapidamente per tracciare il bilancio della sua edizione. Toni distesi, qualche momento di emozione e un chiarimento sul passaggio di testimone annunciato in diretta.
“Ho chiesto fortemente di fare in diretta questo passaggio del testimone – ha spiegato – perché era come un collegamento tra il passato con Pippo Baudo e dare il testimone al futuro con Stefano De Martino. Ho chiesto di essere io in onda a fare questa cosa”. Un gesto simbolico, insomma, voluto e rivendicato.
Nel finale, il ringraziamento alla città. “Grazie a Sanremo, che mi accoglie sempre con i fiori, con il sole, con il mare, con la musica. Elementi a me particolarmente a cuore. Grazie a tutti, buona vita”. E c’è spazio anche per un momento più personale. “Voglio fare un ringraziamento speciale, e quasi mi commuovo, a Bruno il pescatore che mi ha portato a pescare in questi giorni al largo di Sanremo”. Un dettaglio che strappa un sorriso e restituisce un’immagine meno istituzionale del direttore artistico.
Al termine della conferenza, a Conti è stato consegnato un premio speciale da parte della famiglia Vacchino, storicamente legata al Teatro Ariston. Un riconoscimento simbolico che chiude ufficialmente la sua esperienza alla guida del Festival 2026.






