Una visita alla famiglia della moglie scomparsa si è trasformata in un incubo, per Giancarlo Rubini, 75enne di Pieve di Teco. Partito per la Thailandia per sistemare alcune questioni burocratiche e ritrovare affetti lontani, oggi lotta tra la vita e la morte in un letto di terapia intensiva a migliaia di chilometri da casa.
Lanciata una raccolta fondi per aiutare il rimpatrio in Italia di Giancarlo Rubini
Dopo un malore improvviso, diagnosi poco chiare e un rapido peggioramento delle sue condizioni, la situazione è precipitata fino a un arresto cardiaco e alla scoperta di una grave embolia polmonare. Mentre la figlia gli è accanto in un momento drammatico, la famiglia si trova ad affrontare costi sanitari altissimi e la difficile sfida di organizzare un rimpatrio urgente.
Per ovviare alla situazione il genero di Giancarlo ha lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe, che in pochissime ore ha già superato i 3mila euro. L’obiettivo, però, è ancora lontano: servono almeno 120mila euro per sostenere le spese e riportare il 75enne a casa. Chi volesse effettuare una donazione può farlo cliccando QUI.
“Giancarlo si trovava in Thailandia per far visita alla famiglia della moglie, scomparsa tre anni fa, e per sistemare alcune questioni burocratiche – spiega il genero di Giancarlo e promotore dell’iniziativa, Mattia Bertone-. Il 17 febbraio ha avuto un malore improvviso ed è svenuto. Portato all’ospedale pubblico di Phitsanulok, gli è stato diagnosticato un infarto, ma non ci sono mai state fornite le cartelle cliniche né spiegazioni chiare. Il 20 febbraio è stato dimesso nonostante le sue condizioni non fossero rassicuranti.
Il giorno successivo si è sentito di nuovo male ed è stato portato in una piccola clinica non attrezzata per emergenze, dove gli è stato somministrato solo ossigeno e farmaci orali che gli hanno provocato vomito con sangue. Grazie all’intervento dell’Ambasciata italiana siamo riusciti a trasferirlo d’urgenza in una struttura privata adeguata, il Bangkok Hospital di Phitsanulok.
In un primo momento le sue condizioni sembravano relativamente stabili, ma il 26 febbraio la situazione è precipitata: Giancarlo è andato in arresto cardiaco. Dopo 15 minuti di massaggio cardiopolmonare è stato rianimato e trasferito in terapia intensiva, dove gli è stata diagnosticata una embolia polmonare massiva. Attualmente è grave ma stabile, attaccato a macchinari salvavita e sottoposto a cure continue.
I costi sanitari sono altissimi: la terapia intensiva ha un costo di circa 4.500 euro al giorno. Abbiamo già raggiunto la cifra di 27.000 euro e le spese continuano ad aumentare rapidamente. Giancarlo aveva stipulato un’assicurazione sanitaria di viaggio con massimale di 60.000 euro a rimborso: in pochi giorni arriveremo a superare il massimale previsto, dato che si prospettano settimane in terapia intensiva.
L’unica reale possibilità per garantirgli continuità di cure adeguate e dargli una speranza è organizzare un rimpatrio sanitario in Italia non appena le sue condizioni lo permetteranno. Purtroppo il trasporto medico intercontinentale ha costi estremamente elevati.
Sabrina, sua figlia e mia moglie, è volata immediatamente in Thailandia e si trova sola al suo fianco ad affrontare decisioni difficilissime in una situazione drammatica.
Abbiamo tentato tutte le strade possibili. Ora siamo costretti a chiedere aiuto.
Ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza per permettere a Giancarlo di continuare a ricevere cure e, quando sarà possibile, tornare a casa in Italia.
Grazie di cuore a chiunque vorrà sostenere o condividere questa raccolta”.






