7 Maggio 2026 02:45

Ventimiglia: riconosciuta la cittadinanza italiana alla discendente di un emigrato in Brasile nel 1878 / Il caso

Il Tribunale di Genova, con una sentenza dello scorso 3 marzo, ha riconosciuto la cittadinanza italiana iure sanguinis a una donna residente a Ventimiglia, ma nata in Brasile nel 1984. La decisione arriva in seguito alla dimostrazione, da parte della donna, di essere discendente di un avo italiano emigrato nel 1878.

La ricorrente, rappresentata dall’avvocato imperiese Hakan Eller, ha dimostrato, tramite documentazione anagrafica completa e certificato negativo di naturalizzazione, la linea di discendenza ininterrotta dall’antenato italiano. Il Ministero dell’Interno aveva eccepito l’incompetenza territoriale e chiesto il rigetto della domanda, ma il Tribunale ha respinto tali argomentazioni.

Il giudice ha chiarito che si applica la normativa previgente (art. 1 legge n. 91/1992), poiché la domanda è stata presentata prima della riforma del 2025, che ha introdotto limiti per i nati all’estero. Tali nuove disposizioni non hanno effetto retroattivo.

Ribadendo i principi della Cassazione e della Corte costituzionale, la sentenza afferma che la cittadinanza per discendenza si acquista a titolo originario, è imprescrittibile e non è soggetta a limiti generazionali. Spetta al richiedente provare la discendenza, allo Stato incombe, invece, l’onere della dimostrazione di eventuali cause di perdita, che nel caso concreto non sono state provate.

Il Tribunale ha quindi dichiarato la ricorrente cittadina italiana e ordinato le relative annotazioni nei registri dello stato civile, compensando le spese di lite.

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