Nel corso del consiglio provinciale svoltosi questa mattina è stata approvata, con l’unico voto contrario del consigliere di minoranza Gabriele Cascino, la pratica riguardante i debiti fuori bilancio derivanti da sentenze esecutive. Si tratta del riconoscimento di legittimità per 29 cause perse dalla Provincia su ricorsi presentati da utenti contro multe elevate dagli autovelox provinciali.
Gabriele Cascino ha spiegato il suo no: “All’ordine del giorno c’era la deliberazione sul riconoscimento di spese legali a seguito di queste 29 cause perse. Gli autovelox provinciali, come confermato da tanti giudici in Italia, non sono omologati e quindi non conformi alla normativa. La Provincia trae cospicue entrate da queste sanzioni, oltre 160 mila verbali in un anno, con circa 60 ricorsi tutti vinti dagli utenti, ma un ente pubblico non può ragionare in modo utilitaristico, pensando che ‘mi conviene così’. Deve porsi il dubbio, rispettare le leggi e le sentenze. Se non arriva un intervento legislativo per rendere conformi questi impianti, bisogna farli tarare adeguatamente. Inoltre, occorre valutare chi ha fornito queste apparecchiature, esaminando appalti, acquisti o locazioni”.
Ha replicato il consigliere Cristiano Za Garibaldi: “Lei è andato un po’ fuori tema. In un anno sono stati elevati 160 mila verbali contro circa 60 ricorsi. Queste apparecchiature sono approvate dal Ministero; la Cassazione ha di recente chiarito che omologazione e approvazione non sono la stessa cosa”.
Il presidente Claudio Scajola ha aggiunto: “Non siamo anti-legge: le nostre forze dell’ordine operano secondo la normativa vigente, non secondo le singole sentenze. È vero che portano entrate, ma hanno contribuito a una significativa riduzione di incidenti e morti sulle strade. Ci auguriamo che il Ministero dei Trasporti intervenga con un emendamento per equiparare omologazione e autorizzazione”.
Flavio Di Muro ha cercato di fare chiarezza: “Ho provato a chiarire, perché è un tema che conosco bene: me lo sono trovato anche nel mio Comune, e si vive con apprensione queste novità sugli autovelox. È un problema nazionale, con un decreto del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che ha censito tutti gli autovelox in Italia, notificato agli organi europei. Nessuno vuole fare cassa sui cittadini, lo dico chiaramente, questi strumenti servono a prevenire incidenti mortali, e i dati lo confermano. Bisogna mettere fine a questo dibattito estenuante, che divide l’opinione pubblica tra favorevoli e contrari, e fare chiarezza anche rispetto a autostrade e forze dell’ordine, che non hanno ambizioni di cassa”.
Alessandro Mager ha ribattuto: “L’autorizzazione è un dato procedimentale, ma non è semplice uscirne: la problematica è emersa successivamente. Non si può dire che autorizzazione e omologazione siano la stessa cosa; probabilmente serve tarare gli strumenti per renderli omologati. Tuttavia, voterò sì alla pratica”.
Scajola ha concluso proponendo: “La lezione di oggi è che su questi argomenti si potrebbe preparare un resoconto sullo stato dell’arte, per fornire elementi utili”.
La pratica è stata approvata nonostante il confronto acceso.
A cura di Alessandro Moschi






