7 Maggio 2026 06:57

Pista ciclabile a Diano Marina: in Consiglio il confronto su via Saponiera e sulla nuova viabilità

In breve: L'interrogazione presentata da Francesco Parrella sulle opere collaterali alla Ciclovia Tirrenica

Tra i punti più importanti dell’ultima seduta consiliare a Diano Marina (qui la seduta completa) c’è stato anche quello legato all’interrogazione presentata dal consigliere Francesco Parrella sulla progettualità delle opere collaterali alla nuova pista ciclabile. L’interrogazione era stata preannunciata da un’aspra critica mossa nei confronti dei lavori realizzati in via Saponiera, argomento principe di questa interrogazione.

L’interrogazione presentata da Francesco Parrella sulle opere collaterali alla Ciclovia Tirrenica

La questione è affrontata dal consigliere ponendo 4 quesiti:

  1. Il primo quesito riguarda la zona di ponente. In via Angiolo Silvio Novaro, lato ciclabile, è stato realizzato un basamento lievemente rialzato. Potranno sostarci le auto? Sembrerebbe un marciapiede, ma ci sono delle rientranze e anche un semaforo. Si perderebbero posti auto in fregio alla ferrovia. Che senso ha un marciapiede, non poteva averlo lato monte come in via Saponiera?
  2. Per la viabilità dei mezzi pesanti verso l’entroterra, noi abbiamo tre frazioni e aree sosta per bus e comuni dell’entroterra che dobbiamo considerare, ecc. Questo traffico pesante, visto che la circonvallazione è stata interessata dal cantiere che ora chiude via Purgatorio, è stato pensato qualcosa di alternativo o lei sindaco è convinto che percorrendo anche via Colombo, via Purgatorio, via Lucus Bormani possa essere sopportabile per tutti i veicoli? È stato pensato qualche altro tipo di accesso?
  3. Sul territorio cittadino, ora che progettualità è alla fine, quanti attraversamenti pedonali e carrabili saranno previsti nel territorio cittadino?
  4. I grossi contenitori sistemati sul marciapiede in via Saponiera che destinazione avranno? sono state rispettate le distanze minime per garantire transito a pedoni e disabili Abbiamo avuto tanti segnalazioni, sono installazioni che impensieriscono”.

A rispondere è stato il sindaco Cristiano Za Garibaldi: “Partiamo dal fondo così ci togliamo la domanda del giorno. Le fioriere servono per piantumare alberature. Bisogna sapere da dove nasce quella progettazione, nasce anni fa da progettazioni di cui ho visto riesumare rendering risalenti alla campagna elettorale. Ci era servito per vincere bando da 2,5 milioni dal Ministero dell’Interno per fare un marciapiede con parcheggi e alberature. Le ho volute io, perché quel tratto è lungo più di mezzo km e visto che diverse persone anziane nelle zona chiedevano posti dove sedersi all’ombra durante le passeggiate – con mezzo km serviva ombra, soprattutto d’estate – ho chiesto che ci fossero dei filari di alberi. Nel frattempo, in conferenza dei servizi, la soprintendenza ha ridimensionato il progetto non permettendoci di usare tratto di sedime più ampio per ricavare dei parcheggi, quindi dovemmo riformulare il progetto ed eliminare i parcheggi. A questo punto la progettazione necessitava di mantenere lo scopo di avere un marciapiede ombreggiato. Nel frattempo sono partiti i lavori della ciclovia tirrenica, che è ciclabile e pedonale, e si pensò che le alberature non si potevano installare in questi restringimenti, perché c’era una tubatura fognaria e l’unica soluzione era quella di mettere dei vasi come sulla passeggiata a mare, perché sotto ci sono le arcate che tengono la strada. Qui più o meno la stessa cosa, c’era la conduttura fognaria che non abbiamo potuto spostare, perché hanno mantenuto la condotta del Roja che passa sotto via Saponiera. Il progetto ha dovuto subire una modifica per tenere alberature e soprattutto, considerando il fatto che dall’altra parte c’è il marciapiede della ciclovia. Quel marciapiede ci dava una minima riduzione che sta nei margini degli standard corretti per far passare carrozzine o portatori di handicap, è vero che è stretta ma così è. La miglioria c’è, perché prima non c’era niente e oggi c’è un marciapiede a norma, purtroppo ristretto da modifiche subentrate per mantenere le alberature. La soluzione poteva essere non fare le alberature ma secondo me era meglio tenerle“.

Quanto ai passaggi pedonali e ai varchi – ha proseguito il sindaco – ci sono 9 attraversamenti carrai, considerando anche quelli sulle due grosse rotonde ,una su via Villebone e una su via Lucus Bormani, e 20 attraversamenti pedonali. Per quanto riguarda il transito dei mezzi pesanti ci sarà una viabilità che prende spunto da uno studio di viabilità di cui abbiamo parlato in altri consigli, studiato pensando al passaggio della ciclovia tirrenica. Una parte dei mezzi pesanti, non tutti, potranno svoltare verso via Cesare Battisti, quelli dovranno proseguire per il tracciato parallelo alla ciclabile ed entrare in via Villebone, via Capocaccia, via Fabio Filzi e poi proseguire. Nel frattempo RFI ha aperto le buste per il bando per poter costruire il ponte che andrà a sostituire il guado, entro fine anno partiranno lavori per costruite il nuovo ponte e i mezzi troveranno spazio per passare da lì“.

Per quanto riguarda via Angiolo Silvio Novaro, ha concluso il primo cittadino, “è lo stesso materiale posizionato nei parcheggi davanti alla stazione, sono parcheggi. Dall’altra parte partiranno i lavori per fare il marciapiede“.

Prendiamo atto della viabilità – ha risposto Parrella -, prendiamo atto del numero ingente di attraversamenti, prendiamo atto dei parcheggi in via A. S. Novaro. Per via Saponiera ci siamo accorti di una cosa: lei per avere un rendering che le permette di farsi pubblicità mette a caso le alberature, poi le vengono bocciate perché sotto c’è tubo delle fogne. Noi consideriamo non a norma quel marciapiede, andremo a fondo. Dice che mette gli alberi, ma chissà quali. Mette l’ombra poi lì i disabili non ci passano, passeranno dalla ciclovia che però è completamente al sole“.

Gli autobloccanti sono tipici per i parcheggi. Per via Saponiera lei confonde, o forse non è a conoscenza del fatto che un conto è il marciapiede, che non ha a che vedere con la ciclovia, quest’ultima dà la possibilità di essere alternativa al marciapiede creato da noi. È al sole perché la soprintendenza non ci ha permesso di realizzare delle alberature. Sui bordi, purtroppo, (perché a me non piace), ci sarà una fascia col recupero del ballast, quei pietroni sotto i treni. Per la soprintendenza bisognava mantenere il ricordo del passaggio dei treni. Io ci avrei messo quei brise soleil o delle belle alberature. Purtroppo così non è, dopo che ci avranno consegnato le opere, che non abbiamo fatto noi, quando le avremo potremo valutare altre soluzioni“, ha concluso Za.

 

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