Sono state depositate le motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Imperia ha condannato tre persone per truffa e circonvenzione di incapace ai danni di un uomo ritenuto in condizioni di fragilità.
Nel provvedimento viene ricostruito il meccanismo di azione parlando di “uno schema fisso” fatto di telefonate, richieste urgenti e consegne di denaro, ripetuto nel tempo con modalità costanti. Elemento centrale della vicenda è l’ammissione della principale imputata di essersi finta una avvocatessa, figura rivelatasi inesistente e utilizzata, secondo il Tribunale, per sostenere la richiesta di denaro.
Le motivazioni evidenziano come la vittima sia stata “indotta da una pressione morale metodica e sfruttata nella sua deficienza psichica”, condizione accertata anche a livello peritale che ha portato ad un progressivo stato di difficoltà, fino a una vera e propria “prostrazione”. Secondo quanto ricostruito inoltre le richieste economiche non avevano alcun fondamento reale: “non esisteva alcuna causa”, e le somme erano destinate esclusivamente al “vantaggio personale degli imputati”.
Infine, il Tribunale ha evidenziato l’impatto economico sulla famiglia della vittima, parlando di una perdita che “eccede la soglia della normale tollerabilità economica di un privato“, confermando così l’aggravante del danno di rilevante entità. Le difese potranno ora presentare ricorso in appello dopo il deposito delle motivazioni.






