6 Maggio 2026 00:03

Referendum Giustizia: Loredana Modaffari replica al sindaco Scajola. “Questione di rispetto della legalità”

La consigliera del Pd Loredana Modaffari replica alle considerazioni espresse oggi dal sindaco Claudio Scajola in merito al risultato del Referendum sulla Giustizia.

Dice la Modaffari: “Devo ammettere che mi sia capitato a volte di trovarmi d’accordo con alcune prospettazioni del Primo Cittadino di Imperia; oggi sposo ben una riga delle sue dichiarazioni sull’argomento Referendum rilasciate ai giornalisti: “sarebbe dovuta essere diversa la campagna di spiegazione sul referendum”.

Perché, in effetti, fondare la chiamata alle armi a sostegno del “sì” sul timore che i Pubblici Ministeri e i Giudici rimasti uniti avrebbero preso a liberare stupratori, pedofili, spacciatori,
abigeatari e a strappare bambini all’affetto dei loro cari, non è stata una grande pensata, ma, soprattutto, non è stato rispettoso nei confronti degli Italiani, sulla cui buona fede e mala abitudine di una parte alla risposta agli ordini di scuderia si è evidentemente mal contato.

Questo il macroscopico errore dei sostenitori del “si”, che non hanno tenuto conto del sentimento costituzionale dei più, che non è necessariamente contenibile nei confini della destra, del centro, della sinistra, ma che di fronte al rischio di una modifica del capolavoro dei nostri Padri Costituenti ha portato ad informarsi, talmente determinati ad esprimere un voto consapevole da riempire i tanti eventi in tutta Italia e nella nostra Città.

Incontri pubblici e privati, scambi concreti sui social dove è emersa la forte preoccupazione dei Cittadini per il futuro della Democrazia, sostenuta dall’evidente sensazione che si stessero raccontando delle bugie talmente grandi ed evidenti da imporre la voglia di capire cosa si nascondesse dietro alle stesse. Spiegazioni compiutamente fornite da chi ritiene da sempre che la politica non debba essere affare di pochi.

E oggi le esternazioni del Sindaco, secondo cui avrebbero influito sul referendum “il discorso
della guerra, della paura, dell’aumento dei costi…” e il risultato cittadino non si debba dare una spiegazione anche politica, ripropongono un pensiero che auspichiamo superato, un’idea che si fonda, o sulla mancata presa di coscienza della circostanza che anche a Imperia le persone abbiano ritrovato la voglia di comprendere e partecipare, oltre al coraggio di esprimere liberamente quello che pensano, o sulla volontà di negare il dato.

Ma non è rispettoso ancora una volta, di fronte ad un referendum su un quesito tecnico, complesso per i non addetti ai lavori ma agevolmente spiegabile, ed evidentemente compreso dai più anche grazie al lavoro del Comitato per il “no” di cui mi onoro di aver fatto parte, tentare di ridurre il risultato di una competizione, che ha raccolto una partecipazione simile a quella delle elezioni politiche, ad una scelta di contestazione o timore per l’innovazione da parte di una “opinione pubblica non interessata a questi temi”.

Infine, Signor Sindaco, lasciamo le balle politiche e le esternazioni vergognose ai Ferri, ai Palamara e alle Bartolozzi; il Giudice è terzo; non si chiacchiera con i Pubblici Ministeri quando si è indagati, non ci si confronta a cena. Non è un problema di rapporti distesi, ma di ruoli nel rispetto del fondamentale principio di legalità e, fortunatamente, dopo il risultato di ieri sarà ancora così”.

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