22 Aprile 2026 18:00

Diano Marina: la mostra “Oltre la superficie” mette a dialogo tre maestri dell’arte contemporanea / Foto e video

In breve: Bonalumi, Zappettini e Atchugarry in mostra a Palazzo del Parco fino al 2 maggio

È stata inaugurata questo pomeriggio presso la Sala “R. Falchi” di Palazzo del Parco, a Diano Marina, la mostra “Oltre la superficie“, che vede esposte le opere di tre grandi maestri dell’arte contemporanea:  Agostino BonalumiGianfranco Zappettini e Pablo Atchugarry. L’esposizione, organizzata dalla Civiero Art Gallery in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e con il patrocinio della Regione Liguria, sarà visitabile fino a giovedì 2 maggio.

Bonalumi, Zappettini e Atchugarry in mostra a Palazzo del Parco fino al 2 maggio

La mostra si propone di creare un dialogo tra queste tre figure che, pur con linguaggi artistici distinti, hanno saputo superare i confini tradizionali della superficie pittorica e scultorea, trasformandola in un campo di indagine filosofica e plastica.

Per noi è sempre un grande onore poter ospitare esposizioni di questo calibro – commenta il sindaco di Diano Marina, Cristiano Za Garibaldi -, artisti di questo calibro se ne trovano veramente pochi in città come Diano Marina. Di questo devo ringraziare necessariamente l’organizzatore, che è Francesco Civiero, che seguendo le orme del padre, che già ci portò per la prima volta un artista come Pablo Atchugarry, proprio a Diano Marina, venne proprio l’artista stesso. Insomma, direi che è un vanto di cui possiamo godere e questo oggi è un’ulteriore vanto perché insieme ad Atchugarry ha portato altri due artisti di grande levatura, Bonalumi e Zappettini. Direi che c’è poco da dire, basta vedere l’afflusso di gente che sta entrando nella sala a vedere questa mostra per capire il successo di questi tre grandi artisti“.

Questo è un progetto a cui, come galleria, la Civiero Gallery ha lavorato nell’ultimo anno grazie all’aiuto del Comune di Diano Marina, dell’Assessorato della Cultura e al patrocinio della Regione Liguria – dice Francesco Civiero della Civiero Gallery -. Qui al Palazzo del Parco sono ospitati tre maestri del Novecento e contemporanei come Bonalumi, Zappettini e Pablo Atchugarry. Il tema è quello della superficie. Bisogna dare un minimo di inquadramento storico per cercare di approcciarsi a dei giganti come questi. Bonalumi utilizza la tela non più come un supporto bidimensionale sulla quale dipingere, ma appunto attraverso l’utilizzo di centine di legni, di strutture metalliche sul retro della tela, spinge la superficie della tela a fuoriuscire da essa rendendola tridimensionale, rendendola in qualche modo viva, come fosse una pelle plasmabile. Stiamo parlando di artisti che sono nei principali musei del mondo e sicuramente Bonalumi è un figlio diretto dello spazialismo di Fontana. Il taglio di Fontana ha rivoluzionato quello che è stato l’arte del dopoguerra in Italia e non solo in Italia. Gianfranco Zappettini è l’altro artista presente in mostra, è invece un fondatore della pittura analitica, che è un movimento fondamentale, nato negli anni 70 in risposta alla crisi della pittura dell’epoca ,che in qualche modo ritorna all’essenza della pittura stessa, quindi la pittura vista più come processo che come realizzazione di un’immagine: concentrarsi maggiormente sui materiali, sulla struttura e sul processo e sul tempo di realizzazione. La pittura analitica è stata un movimento a livello mondiale unanimemente riconosciuto come fondamentale, Zappettini è stato uno dei suoi fondatori. Il terzo artista presente in mostra è Pablo Atchugarry, che è uno scultore di origine uruguaiana, ma che fa scuola tra il Sud America e l’Italia ormai da tanti anni. È un artista che a Diano Marina conoscono bene perché è già stato ospitato qui con due mostre personali, è cittadino onorario di Diano Marina, lavora principalmente al marmo bianco di Carrara, è uno scultore straordinario, riconosciuto a livello internazionale. La principale differenza tra uno scultore e un pittore è che il lavoro dello scultore è un lavoro di sottrazione, quindi lo scultore in qualche modo elimina la materia mentre il pittore, se vogliamo, aggiunge un qualcosa. Il lavoro di Atchugarry è un tentativo di estrema sintesi. Le sue opere, pur partendo da un materiale pesante come il marmo, evocano una leggerezza, una morbidezza che richiama qualcosa di divino, un qualcosa di legato anche agli elementi vegetali, come fossero delle piante che cercano la luce, che cercano l’infinito”.

Come Fondazione, siamo onorati di partecipare a questa collettiva che mette in dialogo gli artisti più principali, più importanti dell’arte contemporanea, o comunque del Novecento – aggiunge Andrea Daffra della Fondazione Zappettini -. Come Fondazione, noi lavoriamo per difendere e valorizzare ancora l’opera di Gianfranco Zappettini, il nostro Presidente, un artista ancora attivo nonostante la veneranda età, e sicuramente abbiamo collaborato con la Galleria Guidi&Schoen di Genova, che ha collaborato con la Galleria Civiero, nella scelta delle opere. Un dialogo che sta a monte nella preparazione della mostra. Le opere qui esposte confermano come ci sia anche una certa affinità, una continuità con il linguaggio degli artisti, quindi da parte mia, da direttore artistico, sono piacevolmente anche stupito come questo dialogo poi nel pratico funzioni realmente di anche soddisfazioni all’occhio”.

A cura di Matteo Cantagallo

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