Il secondo viaggio Apostolico di Papa Leone XIV, seppur molto breve, è stato dedicato al Principato di Monaco. L’elicottero con a bordo papa Leone è atterrato intorno alle 9 di questa mattina a Montecarlo. Alberto di Monaco e la Principessa Charlene hanno accolto il Pontefice all’eliporto e il corteo si è poi diretto al Palazzo Principesco.
Allo stadio Louis II la celebrazione della messa davanti a 15mila fedeli
Il Palazzo Principesco ha ospitato la cerimonia di benvenuto nel Salone de Famille, dove si è tenuto un incontro privato fra il Papa e i regnanti di Monaco, seguito dallo scambio dei doni e dalle foto ufficiali.
Papa Leone si è poi affacciato dal Palazzo per salutare la folla radunatasi nel piazzale sottostante.
Ha detto Papa Leone nel suo primo discorso nel Principato di Monaco: “Affacciata sul Mediterraneo e incastonata fra i Paesi fondatori dell’unità europea, la vostra terra ha nella propria indipendenza una vocazione all’incontro e alla cura dell’amicizia sociale, oggi minacciati da un diffuso clima di chiusura e autosufficienza. Il dono della piccolezza e un’eredità spirituale viva impegnano la vostra ricchezza a servizio del diritto e della giustizia, specie in un momento storico in cui l’ostentazione della forza e la logica della prevaricazione danneggiano il mondo e compromettono la pace. Nella Bibbia, come sapete, i piccoli fanno la storia”
Agli occhi di Dio, nulla si riceve invano. Come Gesù lascia intendere nella parabola dei talenti, quanto ci è stato affidato non va sepolto sottoterra, ma messo in circolo e moltiplicato nell’orizzonte del Regno di Dio. Tale orizzonte è più ampio di quello privato e non riguarda un mondo utopico: il Regno di Dio, cui Gesù ha consacrato la vita, è vicino, perché viene in mezzo a noi e scuote le configurazioni ingiuste del potere, le strutture di peccato che scavano abissi tra poveri e ricchi, fra privilegiati e scartati, fra amici e nemici.
Ogni talento, ogni opportunità, ogni bene posto nelle nostre mani ha una destinazione universale, un’intrinseca esigenza di essere non trattenuto, ma ridistribuito, perché la vita di tutti sia migliore. Per questo Gesù ci ha insegnato a pregare: ‘Dacci oggi il nostro pane quotidiano’. Questa logica di libertà e di condivisione è al fondamento della parabola del giudizio universale, che ha i poveri al centro: il Cristo giudice, che siede in trono, si identifica con ciascuno di loro”.
Papa Leone XIV si è poi spostato alla Cattedrale dell’Immacolata Concezione per la celebrazione dell’Ora Media con la Comunità Cattolica. Durante il tragitto, compiuto a bordo della Papamobile, il Pontefice ha benedetto numerosi bambini. Al suo arrivo alla Cattedrale, due bambini hanno offerto dei fiori a Leone che è stato accolto nuovamente dal principe di Monaco, Alberto II, dalla principessa Charlene, dall’arcivescovo di Monaco, monsignor Dominique-Marie David e dal parroco, Canonico Daniel Deltreuil.
Al termine dell’incontro con i giovani si è tenuto il pranzo e poi alle 15, Papa Leone XIV è arrivato allo stadio Louis II dove ha presieduto la messa davanti a 15mila fedeli. Nell’omelia, commentando il Vangelo sul verdetto di Caifa per arrestare Gesù, ha rimarcato come la decisione del sinedrio nasca “da un calcolo politico, che ha alla base la paura: se Gesù continuasse a dare speranza, trasformando il dolore del popolo in gioia, ‘verranno i romani’ e devasteranno il paese. Invece di riconoscere nel Nazareno il Messia, cioè il Cristo tanto atteso, i capi religiosi vedono in Lui una minaccia. Il loro sguardo è distorto, al punto che sono proprio i dottori della Legge a violarla. Essi vogliono uccidere l’innocente, perché dietro la loro paura c’è l’attacco al potere. Se però gli uomini scordano la Legge che comanda di non uccidere, Dio non scorda la promessa che prepara il mondo alla salvezza. Siamo così testimoni di due moti opposti: da una parte la rivelazione di Dio, che mostra il suo volto come Signore onnipotente e salvatore, dall’altra l’agire occulto di potenti autorità, pronto a uccidere senza scrupoli. Non è quello che accade oggi?”.





