1 Maggio 2026 01:01

Imperia: una folla commossa per l’ultimo saluto a Khalid Rawash / Foto e video

In breve: Famigliari, amici e compagni di una vita si sono riuniti per un ultimo commosso saluto al medico e attivista palestinese recentemente scomparso

Una folla commossa di famigliari, amici, e compagni di una vita si è riunita questo pomeriggio presso il cimitero di Oneglia per un ultimo saluto a Khalid Rawash, medico e attivista di origine palestinesi scomparso lo scorso 4 aprile a 65 anni in seguito a una lunga malattia.

Famigliari, amici e compagni di una vita si sono riuniti per un ultimo commosso saluto al medico e attivista palestinese recentemente scomparso

Figura molto nota e amata in provincia di Imperia e non solo, Rawash si è distinto nel corso della sua vita per il suo impegno civile e sociale, raggiungendo la carica di presidente provinciale dell’Arci, occupandosi della cura dei detenuti della casa circondariale di Imperia,  e manifestando un’instancabile vicinanza alla causa palestinese.

Il ricordo della figlia Sara

Moltissime le persone che hanno deciso di condividere pensieri e ricordi nel corso della cerimonia, a cominciare dalla figlia Sara: “Ciao papà. È dura vederti andare via mentre il mondo fuori va in pezzi, sentirsi a pezzi dentro. Sarà dura non sentire più la tua voce. I tuoi ‘tutto bene?’, ‘in gamba’, ‘mi raccomando’. Anche i tuoi non detti, così carichi di significato. Perché la verità è che non siamo state mai persone di troppe parole tra di noi. Un affetto oltre le parole su cui però abbiamo sempre saputo di poter contare. E sono la forza e i legami che ci hai lasciato.

Sarà dura non sentire più la tua voce, prenderti in giro per le tue pronunce o tu prendere in giro noi per il nostro linguaggio. L’ironia, il sarcasmo erano una tua forma ineguagliabile di affetto. Sarà dura perché tu sei stato, sei e sarai sempre il legame con quella parte della nostra identità, della nostra famiglia, quel tramite a cui dovremmo imparare a far fronte da soli.

Quando hai questo vincolo sparso, sentire che viene meno è come sentirsi sradicati, come se amputassero una parte del tuo corpo che sai ricrescerà, rigogliosa, diversa, ma di cui ora senti una mancanza viscerale. Non è stato facile essere figli di un amore, il vostro, tanto forte e spesso complicato. Siamo i ‘Balto’, che come dice Sami si sono fatti grandi, un po’ cani e un po’ lupi, che però ora sanno quello che sono.

E non ci sono parole che possano descrivere l’estrema gratitudine per averti conosciuto come padre, invincibile, un eroe agli occhi di noi bambini, e poi come uomo, con le tue debolezze, le tue sfumature, le contraddizioni che ci rendono umani. La fortuna è stata proprio conoscerti e poi riconoscerti invincibile, proprio grazie all’averti visto uomo, oltre che padre. Non sempre è stato facile essere figli di una presenza come la tua, con una storia importante, a volte ingombrante.

Non sempre è stato semplice, ma è la ricchezza più grande che ci potesse accadere, perché è solo scontrandoci con la tua presenza che abbiamo potuto far la nostra, in parte, ognuno a modo suo. Sami con un’autorevolezza che deriva da rettitudine, non da imposizione, con la capacità di riconoscere le posizioni senza mai venire meno ai propri principi. Nur con la cura, che non è privilegio, ma attenzione profonda e la dignità che tutti meritiamo sempre e comunque, fino alla fine. Io forse con un’innata attitudine alla polemica, che comunque in una famiglia non fa mai male, ma credo anche nel saper mettere in discussione, nel non accontentarsi e nel sentire l’urgenza di dirlo ad alta voce.

Ma soprattutto quello che ci hai trasmesso è l’amore per la causa, la lotta, la caparbietà e la perseveranza, perché quello è l’orizzonte. E se c’è qualcosa di forte, davvero inscalfibile, che ci hai trasmesso, papi, è seguire l’utopia. Perché come diceva Edoardo Galeano, l’utopia è all’orizzonte. Io cammino due passi e lei si allontana di due. Cammino dieci passi e lei va avanti di dieci e allora che cos’è l’utopia? È continuare a camminare.

E ti prometto papi che noi continueremo a camminare con te verso la liberazione, con tutto il bagaglio che ci hai lasciato, sempre e comunque nella stessa direzione“.

Dopo gli interventi di parenti e amici la cerimonia è proseguita con una preghiera collettiva e la sepoltura con rito islamico.

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