Il Provveditorato di Imperia ha comunicato ai genitori degli studenti iscritti all’indirizzo Chimico che il corso, per l’anno scolastico 2026/2027, non verrà attivato a causa di un numero di iscrizioni ritenuto insufficiente. La comunicazione è avvenuta telefonicamente, spiegano genitori e insegnanti, concedendo alle famiglie un tempo limitato per valutare alternative e ridefinire il percorso scolastico dei propri figli.
Dura presa di posizione di genitori e insegnanti contro il Provveditorato di Imperia: “Avvisati a metà giornata di un giorno qualunque, con 24 ore di tempo per decidere il futuro dei nostri figli. 35 anni di storia cancellati in un colpo”
Una situazione che non ha mancato di creare grande preoccupazione e sdegno tra i genitori e alcuni insegnanti dell’istituto, che commentano: “Una telefonata, alle 12.15 di un giorno qualunque. E ventiquattro ore di tempo per decidere il futuro dei propri figli.
Ciò che rende questa vicenda ancora più grave è un dato difficile da ignorare: il Polo Tecnologico Imperiese è l’unico istituto in tutta la provincia di Imperia a offrire un indirizzo chimico. Non è uno dei tanti. È l’unico. E non si tratta di una realtà scolastica nata ieri: questo corso è presente sul territorio da ben 35 anni, costruendo nel tempo una tradizione formativa consolidata e riconosciuta.
Questo significa che studenti come Zeno Bonomi — e con lui molti altri ragazzi che si trovano nella stessa situazione, accomunati dallo stesso diritto negato — si trovano oggi di fronte a un bivio imposto: cambiare indirizzo o cercare un’altra scuola, magari fuori provincia. Iscritti con convinzione, senza nemmeno indicare una seconda scelta, perché una seconda scelta non esisteva.
Si chiama diritto allo studio. E in questo caso, viene chiaramente compromesso.
Sopprimere l’unico percorso chimico del territorio non è una semplice questione amministrativa. È una scelta che rivela una preoccupante mancanza di visione. La chimica è una disciplina fondamentale per settori strategici: farmaceutica, alimentare, ambientale, cosmetica, industria manifatturiera. Formare tecnici chimici qualificati significa investire nel tessuto produttivo locale e nel futuro occupazionale dei giovani imperiesi.
Rinunciare a questo corso — per non aver saputo o voluto raggiungere il numero minimo di iscrizioni — significa dire ai ragazzi: la tua passione, qui, non ha posto. E cancellare in un colpo solo 35 anni di storia formativa del territorio.
Un altro aspetto inaccettabile è la gestione della comunicazione. Informare le famiglie a metà giornata, via telefono, concedendo appena ventiquattro ore per ridecidere l’intero percorso scolastico di un ragazzo, è una modalità che non tiene in alcun conto il peso di quella decisione. Un’iscrizione non è un acquisto online che si può annullare con un clic. È una scelta costruita nel tempo, con aspettative, sogni e progetti.
Per fortuna, alcuni genitori non si sono arresi. È già stata inviata una comunicazione ufficiale al dottor Campagna, dirigente dell’USR di Imperia, richiedendo l’attivazione di ogni possibile procedura di deroga ai limiti numerici previsti e la sospensione di qualsiasi richiesta di scelta alternativa fino alla definizione della questione. Una battaglia giusta, che merita supporto.
Imperia e la sua provincia hanno bisogno di giovani formati, competenti, radicati nel territorio. Ogni corso soppresso è un’opportunità in meno, una fuga in più verso altre province o altre regioni. Non tutelare l’unico indirizzo chimico esistente — attivo da 35 anni — non è solo un errore scolastico: è un errore culturale ed economico che avrà ripercussioni sul futuro del nostro territorio per anni.
Ci auguriamo che le istituzioni competenti sappiano fare un passo indietro con la stessa rapidità con cui hanno chiesto alle famiglie di farne uno avanti.
I ragazzi hanno scelto. Ora tocca agli adulti non deluderli“.






