Grande partecipazione nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 10 aprile, presso la sala convegni della Biblioteca Lagorio di Imperia per l’incontro dal tema “Cucina italiana patrimonio immateriale dell’umanità”.
L’iniziativa è stata realizzata dal Rotary Club Imperia, con il patrocinio del Comune di Imperia
Ad intervenire è stato il giornalista gastronomo Stefano Pezzini che ha spiegato:“È un traguardo importantissimo per la nostra cultura più che per la nostra cucina, perché questo patrimonio dell’umanità non vuol dire un piatto, una ricetta o qualcosa di tipico, ma proprio il modo di vivere la cucina degli italiani, capace di accogliere prodotti anche da altre zone e addomesticarli, farli diventare identitari, tipo il pomodoro, per esempio, che è diventato un simbolo della nostra cucina pur arrivando dalle Americhe.
E in questo la Liguria ha un ruolo importantissimo, perché con i suoi commerci durante tutto il Medioevo e il Rinascimento è riuscita a diffondere i nostri prodotti. Nello stesso tempo le ricette, che poteva essere un momento… negativo, che non sono codificate, ogni famiglia, ogni persona ha la sua ricetta per il barriolo, per la torta pasqualina, qualsiasi altra cosa, e proprio questo fatto ha fatto sì che la cucina sia una cosa viva, sia in evoluzione continua nel corso dei secoli, a differenza di altre cucine, quelle imperiali, tipo la francese o altre che invece hanno standardizzato il tutto.
È un patrimonio dell’umanità questo riconoscimento, dovremmo giocarcelo bene sul mercato del turismo e del gastronomico, che è un segmento di mercato molto importante e in forte crescita.
La dieta mediterranea è anche un riconoscimento UNESCO, è stata la prima nell’ambito del cibo, ma non c’è solamente la Liguria o l’Italia, c’è anche Francia, Portogallo, Spagna, Creta e quindi è questo tipo di approccio conviviale alla tavola che si fotografa sulle sponde del nostro mare.
Dice il presidente del Rotary Domenico Muratorio: “Quando, andando su a Milano in macchina, ho sentito che la cucina italiana era diventata patrimonio immateriale dell’umanità, ho pensato a dare importanza a questo avvenimento e mi sembra che il giornalista, il nostro relatore questa sera, Pezzini, sia un esempio classico di come tratti la cucina, la cucina ligure soprattutto, non solo da un punto di vista culinario, ma anche come fattore di raggruppamento sociale e di inclusività, nel fatto che da noi si mangia bene dappertutto. Si mangia in compagnia e la compagnia è motivo di orgoglio e di fattori benefici per la società“.
A moderare l’incontro è stato Augusto Manfredi, socio del Club Rotary di Imperia: “Faremo una specie di dibattito promosso da Rotary perché la cucina italiana, che è stata riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità, non è, secondo noi, solo un riconoscimento: ha dietro di sé delle motivazioni molto più ampie e che ovviamente ci fanno inorgoglire. Quindi il Rotary Club d’Imperia ha deciso di aprire alla cittadinanza questo convegno perché crediamo che sia un riconoscimento che va oltre il premio in se stesso. Ha un significato molto più ampio che stasera cercheremo di spiegare”.
A cura di Alessandro Moschi














