Dopo il servizio del 16 novembre 2025, intitolato “Battaglia navale”, Report di Raitre nella puntata di ieri sera è tornato sulla questione legata ai Cantieri Vittoria di Roberto Cavazzana e ai suoi legami con la società Arkipiù guidata da Giuseppe D’Onofrio, che ha recentemente acquistato l’Imperia Calcio.
L’inchiesta di Report sui Cantieri Vittoria apre interrogativi su traffico di armi, infiltrazioni della criminalità organizzata e riciclaggio
Già nel 2025 la Arkipiù aveva smentito categoricamente ogni coinvolgimento con i Cantieri Vittoria e ieri sera la questione è stata ulteriormente ribadita dallo stesso D’Onofrio, davanti alle telecamere di Raitre. Lo stesso dicasi per il presunto legame fra il primo servizio di Report nei Cantieri Vittoria e l’attentato messo a segno contro le auto del conduttore di Report Sigfrido Ranucci e di sua figlia, fatte esplodere sotto la casa del giornalista il 16 ottobre del 2025. Attentato per il quale si delinea anche l’ombra del Clan dei Casalesi.
I Cantieri Vittoria di Adria, in provincia di Rovigo, sono considerati un’azienda strategica, sottoposta al golden power della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che produce motovedette militari vendute alle Marine e agli eserciti dei Paesi mediterranei (Libia, Malta, Tunisia, Grecia e Italia). Nel settembre dello scorso anno all’interno del cantiere vengono rinvenuti due fucili mitragliatori Browning M2 che avrebbero dovuto essere montati su due motovedette destinate all’Oman. Sul loro ritrovamento, reso noto da Report, indagano la Guardia di Finanza e la Procura di Rovigo.
Da qui si aprono una serie di interrogativi su traffico di armi, infiltrazioni della criminalità organizzata, affari sporchi e riciclaggio.
L’ipotesi emersa dall’inchiesta di Report era che Cavazzana avesse potuto acquistare i Cantieri Vittoria grazie ai soldi versati da Arkipiù per il pagamento di fatture. Aspetto però smentito da Cavazzana e da Arkipiù, che ha sempre evidenziato di essersi limitata a liquidare delle fatture senza essere a conoscenza dell’impiego fatto del relativo denaro.
Sulla puntata di ieri di Report è intervenura con una nota la stessa Arkipiù. Che evidenzia: “Dal servizio è emersa in maniera chiara e categorica l’assoluta estraneità della società e dei suoi soci a qualsiasi ipotesi di collegamento, anche velato, con la criminalità organizzata e/o con l’attentato subito dal dott. Ranucci, tanto che lo stesso ha dichiarato in diretta di credere alla nostra estraneità a tali illazioni.
In merito all’utilizzo da parte del Cavazzana dei soldi incassati da Arkipiu per rapporti lavorativi legittimi e trasparenti per l’acquisto dei Cantieri Vittoria, il CEO D’Onofrio ne era del tutto all’oscuro; esiste anzi un documento in nostro possesso, proveniente dallo stesso Cavazzana ed indirizzato a Report, in cui è lo stesso CEO Rete Het a smentire di aver utilizzato tali fondi per i cantieri, ma quelli di altra sua società. Quanto uscito ieri sera, quindi, per noi è del tutto nuovo.
In merito, infine, alla presunta frode fiscale superbonus per circa € 3.200.000,00, possiamo affermare senza tema di smentita che nessuna indagine per tali accuse è stata aperta verso Arkipiù. Vi è stato, è vero, un contenzioso tributario con Agenzia delle entrate, definito in via stragiudiziale, costruito su mere dichiarazioni di soggetti di società terze non supportati da prove documentali. Si è scelta la definizione bonaria solo per evitare lunghissimi contenziosi e potersi concentrare sul lavoro.
Vale tuttavia la pena di fare notare come sia risibile l’ipotesi che una società da € 45.000.000,00 di fatturato abbia la necessità di frodare il fisco su cifre di importanza vieppiù marginali rispetto allo spessore della scrivente. È abbastanza ovvio che non ve n’era alcuna necessità… Altri semmai, come evidenziato dal servizio di Report, avevano stringenti necessità di liquidità…
Pertanto, la Arkipiù e con essa il suo CEO, ritenendo chiarita la loro posizione, societaria e personale, diffidano chiunque dal solo tentare, sulla base di mere illazioni, di infangare, diffamare o denigrare gli scriventi, salvo risponderne in tutte le opportune ed idonee sedi”.





