Si era partiti con un’accusa di truffa, ma la vicenda giudiziaria dei due candidati sorpresi a truccare l’esame della patente alla Motorizzazione Civile di Imperia ha preso una piega diversa. Per i due uomini di origine nigeriana, rispettivamente di 31 e 49 anni, il percorso nelle aule di tribunale si è concluso con la concessione della Messa alla Prova (MAP).
Il “kit del perfetto suggeritore”
I due imputati si erano presentati alla Motorizzazione Civile di Impera per sostenere la parte di teoria relativa all’esame per il conseguimento della patente. Nonostante l’apparente tranquillità, il loro comportamento aveva destato sospetti e così, terminata la prova che avevano anche superato, i due erano stati sottoposti a una perquisizione che aveva portato al ritrovamento di un sofisticato sistema di comunicazione: una microcamera, un microauricolare e un collegamento attivo con una terza persona esterna, verosimilmente incaricata di suggerire in tempo reale le risposte corrette.
L’esito giudiziario: lavori di pubblica utilità
Difesi dagli avvocati Roberta Sisimbro (Foro di Torino) e Luca Brazzit (Foro di Imperia), i due dovranno sottoporsi alla Messa Alla Prova e quindi svolgere un periodo di lavori di pubblica utilità presso enti convenzionati e seguire un programma di recupero. Se il periodo di prova verrà superato con successo, il reato sarà dichiarato estinto, permettendo ai due di mantenere la fedina penale pulita.
Resta inteso, ovviamente, che il risultato dell’esame ottenuto con l’inganno è stato annullato: per la patente (quella vera) bisognerà riprovare, stavolta contando solo sulle proprie forze.






