Dopo il tema dei trasporti di ieri, si è svolta questa mattina alla Biblioteca Civica di Imperia la tavola rotonda sulla riforma della sanità ligure, organizzata dalla CISL FP Liguria. Attorno al tavolo i principali protagonisti politici e tecnici del territorio, per fare il punto su una trasformazione che ridisegna l’intero sistema sanitario regionale: dal passaggio da cinque aziende a un’unica realtà (ATS Liguria) alle ricadute concrete su province come quella di Imperia per il trasferimento del 118.
Il presidente della Provincia e sindaco di Imperia, Claudio Scajola, ha indicato quale sia, a suo avviso, il cuore della riforma:“Quando si cambia è sempre difficile perché ti si abitua a quello che si è, anche se le cose non vanno bene.
Ora tutti hanno contestato la gestione della sanità in Liguria perché non c’erano i servizi sufficienti e necessari per tanti motivi.
Posso dire che il cardine di questa riforma, che io vedo positiva, è di aver messo di nuovo insieme, anzi aver messo per la prima volta insieme, la sanità e il sociale. Perché la riforma sanitaria è stata fatta nel 1980, quando la situazione degli anziani era ben diversa, come allungamento della vita, come condizioni degli anziani. Il sociale è stato scaricato sui comuni che non lo possono reggere e quindi nelle famiglie c’è un problema molto grosso.
Era necessario mettere insieme, con una riforma che desse spazio pari in qualche modo fra il sociale e la sanità. Questo è il cardine della riforma. C’è da fare tantissimo. È stata fatta molto di corsa. Bisogna lavorare per calarla a terra in senso positivo, ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte alle famiglie che hanno anziani e che questi anziani fanno una vita difficile perché non ci sono le tutele necessarie.
Nel contempo, il primo risultato che ritengo positivo è stato quello che le liste di attesa si sono molto, molto accorciate ed è un fatto positivo.
C’è da fare tanto, ma soprattutto stiamo attenti che, come è giusto che sia accentrata la programmazione e anche i budget di spesa assegnati ad ogni realtà territoriale, non si può neanche pensare e non è una battuta quello che vi dico, che se devi spostare un impiegato amministrativo, la realtà locale e periferica debba chiedere il permesso all‘autorità centrale della Regione.
Quindi c’è, con celerità, da fare le linee guida, dove siamo in ritardo perché la riforma prevede che entro 90 giorni ci dovessero essere linee guida e istruzioni relative.
Questo è il motivo che approfondiremo oggi, credo sia utile. Però attenzione anche qua: le cose vanno viste per migliorarle. Ogni cosa va vista per dare un contributo al miglioramento. Se invece lo facciamo solo per far polemiche, non facciamo l’utilità delle persone.
Le competenze non sono mica locali, le competenze della legge sono accentrate a Genova. La critica che faccio, e che abbiamo messo per iscritto insieme agli altri sindaci, è che forse era meglio partire da Genova, visto che siamo a Genova, perché o partono tutte insieme quando si è pronti o partiamo da quella che è più facile. Partire proprio dalla realtà imperiese, che è la più lontana e che versa con maggiori difficoltà, non è stata una scelta buona. Però mi è stato riferito, ce lo dirà l’assessore adesso, che è stata una scelta dei tecnici. Mi meraviglio anche che il tecnico che lo ha deciso è di Imperia
Uno dei temi più caldi è stato il trasferimento della centrale operativa del 118 da Imperia a Genova
L’assessore regionale alla sanità, Massimo Nicolò ha chiarito che il cronoprogramma ha subito variazioni solo per ragioni logistiche e tecniche, non politiche. E ha annunciato che “entro fine anno la centrale unica sarà unica regionale”: tutte le centrali operative della Liguria confluiranno in un’unica struttura. Un percorso già avviato con l’accorpamento della centrale del Tigullio: “I cittadini non se ne sono nemmeno accorti“, ha sottolineato.
Sul timore che la distanza penalizzi i tempi di risposta, Nicolò è stato diretto: “La conformazione territoriale non può dipendere dal fatto che un infermiere o un medico che risponda al telefono sia di Imperia, di Savona o di Spezia. Se fosse così sarebbe veramente da preoccuparsi.”
Sulla stessa linea il direttore generale di ATS Liguria, Marco Damonte Prioli: le automediche restano sul territorio, l’elicottero rimane ad Albenga e i tempi di intervento “non cambiano assolutamente“. Il personale non verrà spostato a Genova ma ricollocato nei servizi locali. “Credo che una buona parte delle polemiche sia assolutamente sgonfiata“, ha concluso.
Il segretario generale CISL FP Liguria Gabriele Bertocchi ha aperto i lavori con un giudizio articolato:“Sì, oggi ci confrontiamo, come abbiamo già fatto a Genova e come faremo su tutti i territori, per vedere quella che è la ricaduta di questa riforma che noi abbiamo intitolato epocale perché, chiaramente, è una riforma molto strong. Si passa, lo sapete, da 5 aziende a una sola azienda. È chiaro che l’accentramento può avere dei vantaggi ma anche molti svantaggi, quindi noi vorremmo capire stamattina a che punto siamo, sia nell’organizzazione ma soprattutto quella che è la ricaduta sul servizio ai cittadini e soprattutto quelle che sono le condizioni di lavoro di tutti gli operatori: infermieri, tecnici, amministrativi.
Quindi stamattina faremo un po’ il primo punto. Noi siamo un po’ critici sui tempi, nel senso che riteniamo che una riforma di questo tipo avrà bisogno di essere un po’ più elaborata. Questa accelerazione qualche problema lo sta creando e vorremmo capire, col sindaco stamattina di Imperia, anche quella che è la ricaduta vera poi sui singoli territori, perché un accentramento forte così tende un po’ a lasciare i territori un po’ meno seguiti, secondo noi. Però vediamo stamattina i ritorni.
Oggi a Imperia, l’abbiamo fatto a Genova, lo faremo a La Spezia, lo faremo a Savona e sentiremo quelle che sono le difficoltà.
Ecco, proprio a Imperia vi è il trasferimento del 118 a Genova. Allora, questa è una riforma che, io dico sempre, la riforma la fa la politica, noi poi dovremo gestire quelle che sono le ricadute. Era nel programma, era all’interno della riforma. È chiaro che c’è stato un cambiamento perché prima doveva essere Genova-Tigullio, poi Savona, poi Imperia, poi La Spezia. Hanno fatto una modifica, hanno accelerato Imperia.
Per quanto riguarda il personale, la cosa positiva è che tutti gli operatori saranno comunque reinseriti un po’ sulle famose MSA1, che sono, diciamo, i mezzi infermierizzati, che saranno su due territori che adesso non ci sono, quindi un servizio più vicino all’utenza. Quindi per quanto riguarda il personale, problemi non ce ne sono.
Per quanto riguarda la ricaduta, lì bisognerà vedere. Noi quello che abbiamo chiesto è che tutti quei sistemi informatici, geolocalizzazioni, devono esserci, perché se no il sistema non può partire. Loro garantiscono che questo ci sarà, vediamo quelli che sono gli sviluppi“.
A cura di Alessandro Moschi














