24 Aprile 2026 12:08

Inchiesta Biodigestore, l’affondo del PD: “Scorciatoie e forzature portano sempre a un disastro amministrativo”

Sul caso biodigestore-Avalon interviene anche la segreteria del Circolo PD di Imperia, che affida a una nota il proprio giudizio politico sulla vicenda che vede coinvolto il presidente della Provincia e sindaco di Imperia Claudio Scajola.

Per il Partito Democratico: Nessun privato che si rapporti con la Pubblica Amministrazione può essere considerato un “Dio” e la sua parola “Vangelo

Nessuno è colpevole fino a giudizio definitivo. Ma il giudizio politico sulla vicenda Biodigestore-Avalon è, questo sì, definitivo.

Solo due anni fa, ai microfoni di Report, il nostro primo cittadino chiosava: “il medico che ti cura bene mica lo cambi“. A giudicare dai risultati, era meglio cambiare e rivolgersi altrove.
Più probabilmente, come accade sempre più spesso in Liguria, si sono confuse la velocità con la fretta, la trasparenza con la “spunta” sui documenti, il merito con la fedeltà politica.

Bassanini scriveva, ormai oltre 20 anni fa: “il nostro punto di partenza stava nell’introduzione nel sistema del principio di distinzione tra politica e amministrazione… spetta alla politica definire le politiche pubbliche, ma all’amministrazione realizzarle.

E l’amministrazione si valuta sui risultati ottenuti, non sulla sua disponibilità a piegarsi agli interessi e alle logiche “partigiane” del ceto politico.

La distanza incolmabile con la nostra idea di città sta tutta qui. Nessun privato che si rapporti con la Pubblica Amministrazione può essere considerato un “Dio” e la sua parola “Vangelo“.

Perché siamo in uno Stato laico, ma, soprattutto, perché oltre a essere eticamente e giuridicamente inaccettabili, le scorciatoie e le forzature portano sempre a un disastro amministrativo.

L’assenza di programmazione, praticamente in ogni campo — sostituita dall’“intuitu personae” — non è solo noncuranza amministrativa e carenza di idee: è una volontà ben precisa.
Nella scelta personale, nello “spoil system” eletto a modello di comportamento, nel “qui comando io” c’è l’essenza di un modo di intendere la pubblica amministrazione.

Al quale non vogliamo rispondere sostituendo i consulenti o le ditte da individuare, ma chiedendo ai collaboratori lealtà e non fedeltà, premiando il merito invece che l’accondiscendenza, puntando alla programmazione anziché a scelte improvvisate.

In una parola, sostituire una “visione” al “visto“.

La segreteria del Circolo PD di Imperia.

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