6 Agosto 2026 10:32

Imperia, acquisto immobile in via San Pio. Sardi: “Esiste un progetto di crescita per Isah o è una pericolosa ‘marchetta’ a cui non può dire di no?”

In breve: L'intervento del consigliere di AVS

«Il dibattito consiliare sull’acquisto da parte del Comune del piano terra dello scheletro dello stabile in via san Pio da Pietrelcina – dove si vorrebbe realizzare il punto unico di cottura per le mense scolastiche – si è svolto con la presenza di un convitato di pietra». A parlare è il consigliere di minoranza Lucio Sardi (AVS), che torna su uno degli argomenti principali del penultimo consiglio comunale (Qui invece la disamina “minuto per minuto” dell’ultimo consiglio).

L’intervento del consigliere di AVS

«Nella commissione consiliare che ha discusso la pratica – prosegue Sardi –, l’assessora Gandolfo aveva anticipato che i due piani sovrastanti, anch’essi allo stato grezzo, sarebbero stati acquisiti da Isah per realizzarvi una struttura residenziale per disabili “nel centro cittadino”.

La presenza del presidente di Isah in consiglio durante il dibattito, lasciava intendere che tale annuncio fosse confermato e che quindi l’amministrazione comunale avesse la certezza di non acquistare una porzione di immobile per realizzarvi una mensa che rimanesse in parte rilevante non completata.

Con la consueta maestria a rilasciare dichiarazioni imbarazzanti (abbiamo ancora nelle orecchie quella in cui giustificava le vicende dei maltrattamenti avvenuti nella struttura Villa Galeazza affermando che era stata “data in gestione” alla cooperativa che forniva solo il personale) il presidente Pugi ha, in un primo momento, smentito che Isah avesse già deciso di acquistare l’immobile, per poi “correggersi” e comunicare, allo stesso giornalista il giorno dopo, che era già stato addirittura realizzato un progetto degli interventi necessari a realizzare il centro.

Una retromarcia che rende evidente come il presidente della fondazione, in più occasioni miracolato dal sindaco – che l’ha rinnovato due volte nonostante il terremoto interno dovuto alla privatizzazione e la terribile vicenda dei maltrattamenti a Villa Galeazza – non possa dire di no se Scajola lo richiama all’ordine.

Un legame personale che deve essere visto con preoccupazione, considerata l’abitudine di Scajola a forzare la mano su passaggi complessi e delicati che finiscono poi col mettere in difficoltà quanti non sanno, possono o non riescono ad arginarlo.

Lo sanno gli imprenditori locali o i soggetti che investirono nel progetto del porto turistico affidato a Caltagirone, da tempo rassicurati che una soluzione di equilibrio si sarebbe trovata e oggi “omaggiati” della perdita di ogni diritto per i posti barca acquisiti, esito per il quale l’amministrazione Scajola usa l’alibi del parere ricevuto dalla Corte dei Conti.

Lo sa il soggetto privato incaricato di realizzare il bio-digestore provinciale, convinto a firmare l’accettazione della consegna dei lavori a febbraio 2025 con previsione di conclusione degli stessi nel 2027.

Una firma fatta quando era ben chiaro che il gruppo Idroedil non disponeva delle risorse per realizzare l’impianto, ma accompagnata da ripetuti annunci del presidente della Provincia sui possibili nuovi partner- indispensabili per coprire gli investimenti -con cui affermava di avere contatti rivelatisi in seguito tutti millantati o infruttuosi.

Ora il progetto è finito su un binario morto con il corollario della vicenda delle forzature di Scajola per ottenere il contributo del PNRR, operazione illegittima, che il privato non ha assecondato per non finire a sua volta in guai giudiziari.

Sembrano coglierlo anche gli operatori economici partecipanti alla manifestazione di interesse sul progetto di completamento del porto turistico, (di cui non possiamo divulgare i contenuti, in quanto, anche se in gran parte decisamente e incredibilmente superficiali e banali, sono ritenuti sottoposti a obbligo di riservatezza) quando mettono le mani avanti per sollevare dubbi, paventando la necessità di modificare le parti sulle opere edilizie a terra, volute a tutti i costi dal Sindaco.

In una tale situazione e tornando alla questione dell’immobile di via San Pio di Pietrelcina, per ritenere fattibile un progetto così impegnativo in termini di investimenti per Isah (parliamo di due piani di una struttura di grande dimensione ancora allo stato grezzo in cemento armato), necessiterebbe un’accurata valutazione sulle prospettive di utilizzo e sulla copertura degli investimenti, considerato che la fondazione ha di recente acquistato sia la sede di piazzetta Denegri che la Villa Galeazza.

Considerato che la scelta di trasformare Isah in fondazione venne motivata anche dall’esigenza di risparmiare sui costi del personale (salvo poi usare i risparmi fatti sulle spalle dei lavoratori per garantire al presidente e al cda lauti compensi prima vietati) perchè diversamente i conti dell’ente non avrebbero retto, ci si interroga su come questa operazione possa essere gestita senza magari dover sacrificare a qualche “gioiello di famiglia” della fondazione.

Un dubbio legittimo sollevato dalle madri di alcuni utenti, giustamente preoccupate per come la notizia sia improvvisamente venuta fuori senza alcuna informazione o coinvolgimento di chi ha familiari assistiti da Isah.

Se Isah ha bisogno di incrementare la propria struttura, avrebbe magari potuto con pochi soldi (visto che è in vendita dal Comune a cinquantamila euro) acquisire e recuperare, ristrutturandolo, l’ex asilo di via Nicolò Berio, a due passi dalla sede e dal centro diurno.

Tutti dubbi e ragionamenti che, per avere risposte, necessiterebbero di un passaggio per ottenere informazioni, nel luogo istituzionalmente deputato dell’ente che designa il presidente e la maggioranza degli amministratori, ovvero la commissione sanità del Comune.

Già in passato, quando era emersa la vicenda dei maltrattamenti a villa Galeazza, il presidente della commissione Ranise aveva preso l’impegno di dare esito alla mia richiesta di un incontro con il consiglio di amministrazione della fondazione, salvo poi rimangiarselo.

Considerato che Ranise non sembra dedicare lo stesso impegno da lui rivolto a scatenare polemiche,nel far lavorare la commissione sanità, sarà mia cura richiederne, con i componenti della commissione espressione dei gruppi di opposizione che condividono questa necessità, la convocazione per incontrare il cda di Isah.

È infatti urgente comprendere se l’ipotizzato progetto di una nuova struttura in via San Pio da Pietrelcina si basi su condizioni solide e legate a progetti di crescita e miglioramento dei servizi e non sia invece una pericolosa “marchetta” pretesa da Scajola e a cui Pugi non è in grado di dire di no».

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