È in programma oggi in Egitto una nuova udienza che potrebbe rappresentare un passaggio cruciale nella vicenda di Nessy Guerra, la giovane di Sanremo bloccata al Cairo da oltre due anni insieme alla figlia Aisha. Il 3 agosto Nessy sui social scriveva: “Sotto le lacrime e la stanchezza c’è una forza che non si spegne. Io non mi arrendo.” E le servirà questa forza, soprattutto oggi
Il tribunale è chiamato a esaminare il ricorso presentato dall’ex marito Tamer Hamouda contro la decisione di primo grado che aveva affidato la bambina alla nonna materna, Fiorella Mazza. Una decisione molto attesa, anche se la stessa Nessy non si aspetta che il procedimento si concluda già oggi.
Nessy non potrà essere presente in tribunale
La giovane, però, non prenderà parte all’udienza. Da oltre un mese, infatti, vive di fatto confinata nell’abitazione in cui si trova al Cairo.
Secondo il suo racconto come riporta La Repubblica, dal primo luglio l’abitazione è sorvegliata giorno e notte da agenti di polizia e qualsiasi suo spostamento potrebbe trasformarsi in un arresto. Una situazione nata dopo essere stata accompagnata in una caserma di polizia e successivamente rilasciata, nell’ambito del procedimento che la vede condannata in Egitto a sei mesi di reclusione per adulterio.
“Da questa udienza non mi aspetto una decisione”
La battaglia giudiziaria ruota attorno alla piccola Aisha, che proprio in questi giorni compirà quattro anni. «Per ora – ha dichiarato la donna – non mi aspetto che dall’udienza arrivi una decisione. Ma se dovessero affidare mia figlia al padre o alla nonna paterna, sono pronta a tutto».
Le minacce dell’ex marito
Nel frattempo, la donna racconta di aver continuato a ricevere messaggi intimidatori dall’ex marito, che avrebbe chiesto denaro sostenendo di trovarsi in gravi difficoltà economiche.
Il caso della giovane sanremese continua a essere seguito anche dalle autorità italiane. Nelle scorse settimane l’Ambasciata d’Italia al Cairo ha presentato una richiesta di grazia al presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato di essere al lavoro per cercare una soluzione alla vicenda.






