18 Settembre 2026 16:58

Imperia: Rifiuti, Zarbano propone le isole ecologiche interrate. “I sistemi interrati possono superare i limiti delle ISECO”

Il Consigliere Comunale Luciano Zarbano ha proposto al Sindaco di Imperia di sperimentare le Isole Ecologiche interrate e semi-interrate, che Cervo sta già utilizzando. Nei sistemi interrati e semi-interrati i contenitori stanno sotto il piano stradale e in superficie restano solo le bocche di conferimento, evitando così l’ingombro delle ISECO attuali e i cattivi odori nei mesi estivi, quando caldo e presenze turistiche si sommano.

“A Cervo il Comune ha realizzato, tra l’altro, con un finanziamento PNRR di quasi un milione di euro una rete di isole ecologiche, tra interrate, semi-interrate e fuori terra. La sindaca ha indicato come primo risultato il decoro urbano: meno contenitori in vista e più spazio libero.

L’assessora competente di Imperia, alla richiesta di aumentare i giorni di conferimento, aveva dato una sua risposta: ogni batteria ISECO è da cinque blocchi da 140 centimetri, contiene cassonetti da 1.100 litri, ciascuno pensato per circa 30 utenze, e serve in tutto circa 150 utenze. Per permettere a tutti di conferire negli stessi giorni bisognerebbe quindi triplicare le ISECO, con costi più alti e altri parcheggi persi.

“È esattamente il limite che i sistemi interrati superano”, dichiara Zarbano. “La capienza dei contenitori interrati e semi-interrati può arrivare a 5.000 litri, cioè più di quattro volte un cassonetto ISECO attualmente in uso ad Imperia. In superficie una postazione semi-interrata occupa più o meno lo spazio di una batteria attuale, interrata ancora meno, ma contiene quanto ne conterrebbero più di quattro. Non serve moltiplicare le ISECO né sacrificare parcheggi. E con una maggiore capienza si potrebbero anche aumentare i giorni di conferimento”.

C’è poi il problema degli odori estivi. Negli interrati il rifiuto resta sotto terra, al riparo dal sole. Quanto questo riduca davvero gli odori va misurato, e per questo Zarbano propone una sperimentazione prima di qualsiasi estensione:

  1. uno studio di fattibilità su due o tre siti, che verifichi la compatibilità con i sottoservizi, il livello della falda nelle zone vicine al mare, i vincoli paesaggistici e archeologici, la disponibilità di mezzi con gru per lo svuotamento e i costi di gestione;
  2. la realizzazione delle postazioni pilota;
  3. monitoraggi con criteri fissati in anticipo: riempimento, odori, sacchi abbandonati, costi;
  4. la decisione sull’eventuale estensione, sulla base dei risultati.

“Non chiedo di sostituire tutte le ISECO dall’oggi al domani”, precisa il Consigliere. “Chiedo di verificare la fattibilità di questa soluzione con dati alla mano che un comune vicino a noi ha già adottato”.

Sul finanziamento, esauriti i bandi PNRR, Zarbano chiede all’Amministrazione di fare una ricognizione dei fondi europei FESR e dei bandi regionali. Chiede anche di valutare con il gestore, nei limiti del Codice dei Contratti, se l’intervento possa rientrare nel contratto in corso o nel prossimo affidamento del servizio.

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