18 Settembre 2026 15:24

Imperia: caso Maiolino, Scajola parla dopo l’assoluzione. “Spero che finisca l’attitudine di essere un indagato seriale di questo tribunale” /Video

Dopo la sentenza che lo ha assolto dall’accusa di favoreggiamento nel caso Maiolino, il sindaco Claudio Scajola è tornato sulla vicenda con parole dure nei confronti dell’iter giudiziario che lo ha coinvolto per quattro anni.

Che vuol dire? Che se non esisteva il fatto, bisognava incominciare il processo. Non è che bisogna scomodare Cartesio per dirlo. Ahimè, come ho detto due volte nel passato, c’è una confusione che porta ad aprire indagini quando non si devono neanche aprire. L’avvocato Busuito ha spiegato molto bene, in punta di diritto, nella sua arringa, questo aspetto. Spero possa servire per altri, che possa servire sui comportamenti in cui ci si deve muovere. Abbiamo bisogno di giustizia, ma abbiamo bisogno di perdere tempo. Quattro anni, quattro magistrati che si sono alternati, indagini, 20 testimoni nelle udienze e, se fossi stato ritenuto colpevole, avrei avuto come pena massima 316 euro.

Avete idea di questi quattro anni quanto siano costati? Oltre alle persone in sé stesse, cioè a me, e comunque agli occhi dell’opinione pubblica, se è un indagato per favoreggiamento, perché forse l’ho aiutato a costruire un palazzo o a fare questa cosa. E poi tutti i costi che non seguono. E questi poi sono tutti i costi dello Stato.

Io credo e voglio ancora credere sempre nella giustizia. Spero che finisca l’attitudine di essere un indagato seriale di questo tribunale, anche perché ne ho un bel ricordo, perché l’ho fatto costruire quando ero sindaco.”

Spiega l’avvocata Elisabetta Busuito

Lei avrebbe voluto esserci, visto che sarebbe stato il presunto favorito, ma, come ho detto nel mio intervento, c’è stata una singolarità di questo processo, con uno spasamento e un’inversione proprio nel tema probabile, ma che, d’altra parte, ha avuto un avviso che poi questo è la soluzione, non ha mancato più. Grazie.

Sull’assenza di passive domande da parte dell’accusa. Ecco, penso che ci sia un’immagine che a me, a un certo punto, discutendo, è venuta, che è proprio emblematica dell’assurdità di questa accusa.

Il 15 giugno 2022, in via Erenti, Maiolino, il presunto favorito, apre e dice: «Prego, accomodatevi agli agenti di polizia», e lui, il fano pilone del suo comune, invece, preso da un estemporaneo, incomprensibile e unico sussulto di volontà favoreggiatrice su reati che in quel momento forse non esistevano, nessuno conosceva e sarebbero stati scoperti l’anno dopo, intende favoreggiare.

Ora capite che proprio questa immagine è l’emblema dell’assurdità di questa.

Il processo nasceva dal cosiddetto “caso Maiolino”, legato al trasferimento dell’attività del meccanico Antonio Maiolino nell’area di via Airenti, a Caramagna, dopo che la sua precedente sede era stata interessata dai lavori per la pista ciclabile. Scajola era imputato per favoreggiamento personale: secondo l’accusa, il sindaco avrebbe agito sulla base di un’informazione ricevuta dall’allora consigliere comunale Roberto Saluzzo circa l’esistenza di una pratica di sanatoria, senza però verificarne la fondatezza. Al centro delle indagini anche una telefonata del 15 giugno e la testimonianza dell’ex comandante della Polizia Locale Aldo Bergaminelli, la cui versione dei fatti è stata contestata dalla difesa durante il processo.

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