La Segretaria nazionale dei Giovani Democratici, Virginia Libero, ha fatto tappa a Imperia nella serata di ieri nell’ambito del tour “Benvenuti nel Paese reale”, un viaggio lungo tutto lo stivale nato al fine di incontrare i territori e ascoltare direttamente i problemi e le aspettative delle nuove generazioni.
Diritto al lavoro, diritto alla casa, lotta per la legalità, lotta di classe, istanze LGBTQIA+ e unità del centrosinistra tra i tanti temi affrontati
Fornire alla Segretaria e alla Dirigenza “una fotografia concreta di cosa significhi oggi crescere, studiare, lavorare e provare a costruire il proprio futuro nella provincia di Imperia”: questo l’obiettivo dichiarato dell’incontro presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Oneglia che ha visto la partecipazione di numerose associazioni del Terzo settore, delle organizzazioni sindacali e delle realtà impegnate quotidianamente sul territorio, oltre a diversi esponenti locali del Partito Democratico.
L’iniziativa vede arrivare Libero a Imperia nel pieno degli strascichi causati dal suo intervento alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia. “Non saremo noi i soldati delle vostre guerre. Se queste destre ci porteranno ad un vero conflitto, alle armi andateci voi. Perché noi organizzeremo i disertori“, ha detto la Segretaria GD sul palco della manifestazione. Sulla questione però preferisce non tornare: “La mia risposta l’ho data questa sera a Otto e mezzo“, dichiara.
I riflettori per Libero devono tornare sui temi fondamentali. “Ad Imperia abbiamo ascoltato non solo i Giovani Democratici e i giovani in generale, ma tutte le associazioni che rendono forte anche una città come questa – ha commentato la Segretaria GD a margine della serata -. Abbiamo parlato di diritto al lavoro, di diritto alla casa, abbiamo parlato anche di quanto è importante la lotta per la legalità in un territorio come questo. Abbiamo parlato insieme a generazioni diverse del fatto che non esista una lotta di classe soltanto generazionale, ma una lotta che deve tenere insieme tutte quante le esigenze degli ultimi.
Noi oggi, con questa campagna “Benvenuti nel Paese Reale”, siamo tornati ad ascoltare le persone con un monito importante: quello di restare uniti. L’abbiamo dimostrato anche al referendum costituzionale del marzo di quest’anno. I giovani ci sono, possono essere protagonisti e possono essere determinanti per l’esito delle elezioni, ma hanno bisogno di rivedere serietà da parte della politica.
Questa parte, prima di tutto, ha la compattezza. Allora siamo orgogliosi di far parte di un partito come il Partito Democratico, che, guidato da Elly Schlein, ha lavorato prima di tutto sull’unità del centrosinistra, che c’è e ci guiderà sicuramente verso il primo governo progressista di questo Paese”.
Riguardo al territorio imperiese, Virginia Libero dichiara: “L’impressione è che ci sia un terreno molto fertile su cui lavorare. Ho grosse speranze, devo dire anche aspettative, nei confronti dei ragazzi. Eravamo qui oggi anche con Joele Corigliano ed Eleonora Lintas, la segretaria regionale dei Giovani Democratici. Sono ripartiti da poco, hanno bisogno di un po’ di tempo, ma hanno le idee chiare, le hanno dimostrate anche stasera, anche soltanto mettendosi in discussione. Diciamo che ultimamente dire banalità, tutti credono, è abbastanza ridondante nella comunicazione del nostro Paese. Allora per noi tornare ad avere una politica che ascolta anche ad Imperia è il primo passo per riuscire a cambiare davvero le cose”.
Le parole del Presidente Regionale GD Alberto Giorgini e del membro del Bureau YES Joele Corigliano
“È un momento importante per noi Giovani Democratici – commenta il Presidente Regionale dei GD, Alberto Giorgini –. Sappiamo che, a seguito del congresso nazionale e soprattutto dell’approvazione dello Statuto nazionale dei Giovani Democratici da parte dell’assemblea della settimana scorsa a Reggio Emilia, si è avviato un processo di rinnovamento all’interno degli organismi. Siamo qui proprio per testimoniare come il rinnovamento passi assolutamente, e inizialmente, da una politica di confronto con le realtà territoriali.
Il tour in Liguria è iniziato ieri, prima a La Spezia e poi a Chiavari, con altri due incontri importanti. Oggi, prima di venire qua, la segretaria ha incontrato a Savona degli amministratori e qui invece volevamo fare una cosa diversa, ma che rientrasse pienamente in quelli che sono i canoni della nuova dirigenza dei GD: cioè un incontro assolutamente trasparente, assolutamente paritario con le realtà del territorio.
Noi vogliamo rilanciare i Giovani Democratici e l’unico modo che abbiamo per farlo è riconnetterci con il tessuto sociale sia di questa città sia della Regione Liguria. In questo momento sappiamo le difficoltà: dobbiamo andare incontro ai problemi delle persone e dobbiamo cercare di risolverli. L’unico modo è partire dal basso, con un confronto vero, sincero e a 360 gradi”.
“Il territorio di Imperia è un territorio che ha gravi difficoltà sociali – aggiunge Joele Corigliano, esponente GD e membro del Bureau YES -. Lo abbiamo detto sin dalle scorse comunali, dove abbiamo partecipato attivamente come Giovani Democratici, e continuiamo a dirlo. Abbiamo un abbandono scolastico che è altissimo e ne deriva un lavoro povero. Abbiamo i NEET, cioè i ragazzi che non studiano e non lavorano, che sono il tasso più alto del Nord Italia, e anche l’emigrazione giovanile è al tasso più alto del Nord Italia.
Quindi, un lavoro povero, poche opportunità: va da sé che poi i ragazzi e le ragazze di questa provincia scappano e non a caso abbiamo il record in questo in tutto il Nord Italia. Io credo che un territorio con poche opportunità sia anche un territorio che non ha molto futuro. Da qui deriva una critica feroce da parte nostra all’amministrazione comunale di Claudio Scajola e, in generale, alle destre di questa provincia, da Imperia fino al Golfo Dianese. Perché puntare sostanzialmente su un “trucco e parrucco” delle nostre città va bene per quanto riguarda l’amministrazione ordinaria. Poi però si dimentica una cosa fondamentale, che è il sociale.
Le persone stanno sempre peggio. Questo è anche una conseguenza delle politiche nazionali di questo governo, di Giorgia Meloni. Gli stipendi non avanzano, il caro della vita aumenta e le persone poi si ritrovano sempre più in difficoltà“.
A cura di Matteo Cantagallo






