17 Settembre 2026 13:34

Imperia: carceri, Camera Penale in allarme. “Situazione preoccupante, tra sovraffollamento e carenza di personale” /Foto e Video

In breve: L’appuntamento imperiese arriva inoltre a pochi giorni dalla mobilitazione proclamata a livello nazionale dall’Unione delle Camere Penali Italiane: i penalisti si asterranno dalle udienze penali dal 23 al 29 settembre 2026

La situazione degli istituti penitenziari italiani arriva questa mattina, giovedì 17 settembre, nell’Aula Polifunzionale del Tribunale di Imperia, dove alle 11 si è svolta una conferenza stampa organizzata dalla Camera Penale di Imperia-Sanremo.

L’incontro, dal titolo “L’insostenibile situazione delle carceri italiane” è stata l’occasione per affrontare le principali criticità del sistema detentivo e per aprire il confronto oltre l’ambito giudiziario, coinvolgendo attraverso gli organi di informazione anche l’opinione pubblica.

L’appuntamento imperiese arriva inoltre a pochi giorni dalla mobilitazione proclamata a livello nazionale dall’Unione delle Camere Penali Italiane: i penalisti si asterranno dalle udienze penali dal 23 al 29 settembre 2026.

Dal sovraffollamento ai suicidi: i dati richiamati dai penalisti

Nella delibera con cui lo scorso 31 luglio è stata proclamata l’astensione, l’UCPI indica tra le ragioni della protesta anche quella che definisce una persistente emergenza legata al sovraffollamento delle carceri, riportando un tasso del 139,5% rispetto alla capienza reale e 46 suicidi tra i detenuti dall’inizio del 2026 alla data del documento.

La mobilitazione nazionale, tuttavia, non riguarda esclusivamente il carcere. L’Unione contesta anche quella che considera una progressiva riduzione delle garanzie nel sistema penale e richiama in particolare il caso delle captazioni dei colloqui tra detenuti e difensori avvenute nel carcere di Perugia “Capanne”, oltre ad altre questioni riguardanti il diritto di difesa e il processo penale.

Sul fronte strettamente penitenziario, nelle ultime settimane l’UCPI ha continuato a richiamare l’attenzione su sovraffollamento, carenza di personale e di spazi, suicidi, autolesionismo e condizioni di detenzione, sostenendo la necessità di interventi capaci di garantire la funzione rieducativa della pena e il rispetto dei principi costituzionali.

I dati in Liguria emersi durante l’incontro

  • 1437 detenuti
  • ⁠1107 posti disponibili
  • ⁠337 persone in sovrappiù
  • Sanremo: 223 posti, 219 effettivi, 277 presenze. 126% dí sovraffollamento
  • Imperia: criticità solo nel settore sanitario perché non c’è un presidio sanitario notturno ma tutto sommato è quasi un’isola felice. 53 posti effettivi e 58 presenze
  • Genova pontedecimo: 96 effettivi 157 presenze
  • Spezia 152 posti effettivi 222 presenze
  • Marassi 535 posti effettivi 663 presenze.
  • Chiavari 52 posti effettivi 60 presenze

La conferenza di questa mattina ha permesso alla Camera Penale di Imperia-Sanremo di inserire nel quadro nazionale anche le riflessioni maturate sul territorio e di illustrare le ragioni della mobilitazione dei penalisti.

Spiega Marco Bosio, presidente della Camera Penale di Sanremo-Imperia

È da tempo che noi, come Camere Penali, ci occupiamo del mondo carcerario e della crisi enorme e patologica che investe questo ambito. Come Camere Penali abbiamo deciso di convocare una conferenza nazionale il 19 settembre a Firenze. E quest’oggi, in vista di questa conferenza nazionale sul carcere, ci saranno in ogni sede di Camera Penale delle conferenze stampa dove andremo ad illustrare la questione dal punto di vista generale e dal punto di vista locale.

I dati sono preoccupanti, il dato più rilevante è quello del sovraffollamento. Abbiamo un sovraffollamento che raggiunge il 130-140%, sia a livello nazionale, ma devo dire anche qui a livello locale, in particolare sul carcere di Salerno.

È chiaro che la problematica del sovraffollamento poi implica tutta una serie di altre questioni, quindi di invivibilità della situazione carceraria, quindi con un’insicurezza, con situazioni di violenza, di degrado, di scarsa igiene nelle carceri. Quindi, insomma, sono problematiche molto forti sulle quali noi vogliamo porre l’attenzione, un focus veramente determinante. La stampa deve svolgere un ruolo di sensibilizzazione di un’opinione pubblica che vede sempre questo mondo carcerario come un mondo altro, come un mondo separato, come un mondo da cui bisogna stare distante e che bisogna temere.

Invece, insomma, il carcere fa parte della società e quindi bisogna che vengano finalmente ristabiliti i giusti rapporti all’interno di queste strutture carcerarie, degli istituti penitenziari, per il compimento di quello che è il principio costituzionale, che è fondamentale: l’articolo 27, rieducazione della pena, che in queste condizioni non è possibile.

Un carcere sovraffollato, un carcere che è al di fuori degli standard minimi di sicurezza e di igieneprosegue Bosio – è chiaro che poi provoca questo, provoca situazioni di questo tipo, provoca disagio, il disagio provoca quindi la commissione di ulteriori reati e quindi è tutto collegato.

Non ci dimentichiamo che noi abbiamo a livello nazionale il 35% di stranieri detenuti, a livello locale arriviamo intorno al 50-60% di detenuti, più i tossicodipendenti, quindi situazioni anche molto particolari, perché poi gli stranieri c’è tutta la problematica della lingua e quindi bisognerebbe potenziare il discorso dei mediatori culturali.

Problematiche sanitarie, tanti psichiatrici, oppure tanti anche con doppia diagnosi, quindi sono tutte problematiche queste che si innestano una sull’altra e creano appunto una miscela esplosiva che poi provoca queste situazioni qua, provoca poi quindi la commissione di ulteriori reati e quindi un carcere che in certe situazioni è incontrollabile. Invece il carcere deve essere controllato e deve essere poi portato su una linea di ristabilire certi principi che sono principi fondamentali della convivenza civile“.

Durante il suo intervento in aula, Bosio ha spiegato: “A livello regionale, una delle criticità riguarda anche la soppressione del carcere di Savona, struttura che ospitava un proprio numero di detenuti e contribuiva quindi alla loro distribuzione sul territorio ligure.

Al problema del sovraffollamento si aggiunge quello della carenza di personale della Polizia Penitenziaria, chiamata a gestire un numero elevato di detenuti con un organico inferiore a quello previsto.

In Liguria, a fronte di una dotazione organica di 994 unità di Polizia Penitenziaria, ne risultano presenti 850, con una scopertura di circa il 14%.

Una carenza che non riguarda soltanto gli agenti, ma interessa anche l’area educativa e il personale amministrativo. Sul fronte del trattamento e del reinserimento, in particolare, il rapporto indicato è di un educatore ogni 60 detenuti”.

“Un altro elemento riguarda la presenza di detenuti stranieriprosegue Marco Bosio nel suo intervento – A livello nazionale sarebbero 20.350, mentre in Liguria la componente straniera rappresenterebbe il 56,3% della popolazione detenuta, una percentuale indicata come più che doppia rispetto alla media nazionale. Nel carcere di Sanremo la quota raggiungerebbe il 58%.

Una situazione che comporta ulteriori esigenze nella gestione quotidiana degli istituti. La presenza di una popolazione proveniente da Paesi e contesti differenti richiede infatti mediatori culturali e personale in grado di affrontare anche le difficoltà linguistiche e le differenze culturali.

A queste criticità si aggiunge il quadro sanitario all’interno degli istituti, con una presenza significativa di detenuti con problemi di tossicodipendenza e patologie psichiatriche, condizioni che richiedono un’assistenza specifica e che possono rendere ancora più complessa la gestione della popolazione carceraria. Nel corso dell’incontro è stato richiamato anche il tema degli episodi di intolleranza che possono verificarsi all’interno degli istituti. Tutto questo sommato crea una miscela esplosiva”.

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