Si chiude con l’assoluzione del sindaco Claudio Scajola il processo sul cosiddetto “caso Maiolino”. La sentenza è stata pronunciata intorno alle 14 di oggi, venerdì 18 settembre, dalla giudice Francesca Eleonora Chiara Di Naro del Tribunale di Imperia.
Scajola era imputato con l’accusa di favoreggiamento personale nell’ambito della vicenda legata ad Antonio Maiolino e all’area di via Airenti, a Caramagna, dove il meccanico aveva trasferito la propria attività dopo aver lasciato la precedente sede interessata dai lavori della pista ciclabile.
La decisione è arrivata al termine dell’ultima udienza del processo, durante la quale si sono svolte la requisitoria del pubblico ministero Lorenzo Fornace e l’arringa dell’avvocata Elisabetta Busuito, difensore del primo cittadino.
Il PM aveva chiesto l’assoluzione: “Non c’è dolo di favoreggiamento”
Era stato lo stesso pubblico ministero, al termine di una lunga requisitoria, a chiedere l’assoluzione di Scajola. Secondo la ricostruzione della Procura, Scajola avrebbe agito sulla base di un’informazione ricevuta dall’allora consigliere comunale Roberto Saluzzo circa l’esistenza di una pratica di sanatoria, senza verificarne la fondatezza.
Una circostanza che, per il pubblico ministero, non permetteva di riconoscere la volontà necessaria per configurare il favoreggiamento. “Escludo che possa ravvisarsi il dolo di favoreggiamento”, ha concluso Fornace, chiedendo l’assoluzione del Sindaco perché il fatto non costituisce reato.
L’arringa della difesa: “Imputazione insussistente, assoluzione con formula piena”
Di segno ancora più netto l’arringa della difesa. L’avvocata Elisabetta Busuito ha ribadito la posizione sostenuta nel corso dell’intero processo: l’assenza, secondo la difesa, degli elementi fattuali e giuridici necessari per configurare il favoreggiamento.
Una parte consistente dell’arringa si è concentrata sulla figura dell’ex comandante della Polizia Locale Aldo Bergaminelli e sulla ricostruzione dei suoi rapporti con il Sindaco. La difesa ha contestato l’attendibilità di diversi passaggi della versione fornita dall’ex comandante e ha sostenuto che, in qualche modo, fosse stato tutto orientato ad innervosire proprio il Primo Cittadino. Secondo la difesa, Bergaminelli avrebbe avuto già piena consapevolezza della situazione e avrebbe progressivamente raccolto elementi contro Scajola, “collezionando frecce nella sua faretra” in vista di una successiva azione legale.
Al centro anche la telefonata del 15 giugno. Per Busuito, nelle parole del Sindaco non vi sarebbero frasi capaci di dimostrare inequivocabilmente la volontà di favorire Maiolino. La chiamata sarebbe invece nata dalle informazioni appena ricevute da Saluzzo e dalla volontà di Scajola di capire cosa stesse accadendo durante il sopralluogo. La difesa ha inoltre definito “bizzarro” ipotizzare un favoreggiamento compiuto all’insaputa dello stesso Maiolino.
“Giudice, spezziamo il preconcetto”, ha concluso Busuito, chiedendo l’assoluzione con formula piena.






