24 Luglio 2026 10:02

Mensa scolastica, via libera al centro unico di cottura: “Per garantire maggiore qualità dei prodotti”. Bracco (PD) sbotta: “Una marchetta”

In breve: Proprio in questo immobile sorgerà un centro unico di cottura per unificare e convogliare la cucina delle mense scolastiche del territorio comunale di Imperia in una unica struttura

Durante il Consiglio Comunale di ieri sera, il consigliere Giovanni Montanaro ha chiesto l’accorpamento dei punti 4 e 5 ovvero l’approvazione della seconda nota di aggiornamento al Documento Unico di Programmazione (DUP) per il triennio 2026/2028 e la proposta per l’acquisto di una porzione di un immobile situato a Imperia, in Via San Pio da Pietrelcina.

La richiesta è stata approvata, con i voti contrari della minoranza. Ad illustrare la pratica per l’acquisizione dell’immobile è stata l’assessore Monica Gatti: “Si tratta di un immobile di quasi mille metri quadrati che oggi si presenta allo stato grezzo, ma in buono stato conservativo. Qui sorgerà il Centro unico di Cottura. Siamo interessati ad acquisire il piano terra e la parte interrata destinata a posti auto. Il prezzo di mercato si attesta a circa 546 mila euro. All’interno del DUP andiamo ad integrare l’inserimento appunto dell’immobile”.

Proprio in questo immobile sorgerà un centro unico di cottura per unificare e convogliare la cucina delle mense scolastiche del territorio comunale di Imperia in una unica struttura

Sulle finalità dell’immobile è intervenuta l’assessore Laura Gandolfo:“Con il centro unico di cottura si prevede l’omogeneità del cibo per tutte le mense. Attualmente ogni cucina ha il suo cuoco e il suo modo di gestire i pasti. Chiudendo le sei cucine sul territorio (lasciando aperta solo quella su Largo Ghiglia per le emergenze), la SERIS ha formulato un progetto per creare questo centro unico di cottura“.

Paolo Petrucci (SERIS) spiega al nostro giornale il centro unico di cottura: “Il centro unico di cottura è un progetto che abbiamo a cuore fin dall’insediamento di questa amministrazione, dopo un periodo in cui abbiamo valutato il funzionamento delle attuali sette cucine sparse per il territorio che attualmente servono 24 refettori divisi in 16 plessi.

Ci siamo accorti che pur garantendo una qualità sicuramente certificata, perché l’iniziativa Genitori a pranzo, in cui ogni genitore può venire a pranzo , esprime ungradimento enorme dei genitori per una mensa che è comunque una mensa scolastica, ricordiamolo, quindi deve rispettare i principi nutritivi e di qualità per un alunno che frequenta una scuola, non paragoniamola mai a un ristorante e segue delle linee guida europee di concerto con ASL che sono ampiamente soddisfatte.

Ci siamo accorti che mancava un centro unico di cottura, da cui poter cucinare l’insieme della totalità dei pasti che oggi sono intorno ai 220.000 l’anno. Un’enormità quindi, garantendo una maggiore qualità dei prodotti, una maggiore logistica e soprattutto, cosa che ci sta particolarmente a cuore, una maggiore attenzione a quelle che sono allergie, intolleranze e diete etico-religiose, come ne abbiamo sempre di più ogni anno.

Noi crediamo fortemente che queste particolarità possano essere ancora migliorate rispetto a quanto avviene oggi.

Ricordo inoltre, proprio per le famiglie che sono interessate da queste allergie e intolleranze, che nell’arco di ogni anno noi abbiamo controlli ASL e NAS molto capillari, come legittimo che sia, che a oggi non hanno mai dato verbali o attenzioni particolari verso delle mancanze che non ci sono”.

Primo a prendere parola il consigliere di minoranza Lucio Sardi (AVS): Si tratta di uno scheletro di struttura al momento, il Comune si propone di comprare piano terra e parte della rimessa. È comunque uno scheletro che ha sopra due piani grezzi.”

È un guscio di cemento, per trasformarlo serviranno impianti di cui non sappiamo il costo finale – spiega Luciano Zarbano nel suo interventoCosa succederà agli altri piani della struttura? La sede scelta non è ottimale: non stiamo acquistando un edificio pensato e dimensionato per la funzione che gli vogliamo attribuire, ma la porzione di un immobile pensato per altro, con le prevedibili conseguenze in termini di manutenzione, infiltrazioni, deterioramento nel tempo ma soprattutto salubrità di una mensa. L’operazione inoltre comporterà la chiusura delle mense scolastiche cittadine, ne resterà attiva una sola, ma che fine faranno gli spazi delle mense dismesse che sono all’interno degli edifici scolastici”.

La consigliera di maggioranza Silvia Mameli dice: “Trasformiamo decisioni amministrative in una scelta politica di valore inestimabile, l’amministrazione sceglie con coraggio di acquisire questo immobile. Quando parliamo della mensa scolastica, parliamo del futuro dei nostri figli”.

Ivan Bracco (PD) interviene: Apriamo un nuovo mutuo e compriamo uno scheletro, mi sembra sia una marchetta e non un risultato per la città. Spero di sbagliarmi, non si può impegnare il Comune per 29 anni su qualcosa che non si sa se sarà mai realizzato, forse servirà solo ad accontentare la proprietà (che è dei Carli)”.

“Rimango basita dalle esternazioni della minoranza. Una marchetta elettorale?È una accusa grave” – tuona l’assessore Laura Gandolfo dopo l’intervento di Bracco.

“Il voto del PD sarà contrario, si tratta di un edificio che non convince, non sembra una cosa ottimale – Dice la consigliera di minoranza Daniela Bozzano.

Al termine della discussione le due pratiche sono state approvate con i voti contrari della minoranza.

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