24 Luglio 2026 09:49

Imperia: Presidio Amico, l’affondo di Zarbano. “In Consiglio toni intimidatori e poco rispetto per il confronto”

In breve: Zarbano punta il dito anche contro prospetto relativo ai minuti utilizzati per gli interventi da consiglieri e assessori dal 1° gennaio al 22 luglio 2026.

“Quanto accaduto durante l’ultima seduta del Consiglio Comunale offre, ancora una volta, un’immagine poco edificante del modo in cui il sindaco e alcuni assessori intendono il confronto democratico – Queste le parole del consigliere di minoranza del gruppo Imperia Senza Padroni, Luciano Zarbano, nel commentare la discussione di ieri pomeriggio in Consiglio Comunale sulla pratica del “Presidio Amico”. Zarbano punta il dito anche contro prospetto relativo ai minuti utilizzati per gli interventi da consiglieri e assessori dal 1° gennaio al 22 luglio 2026.

Zarbano: “Il sindaco non è un maestrino, il dissenso va rispettato”

Al termine della discussione sulla pratica del “Presidio Amico”, il sindaco ha scelto di replicare alzando la voce, con toni sprezzanti e assumendo un atteggiamento da maestrino nei confronti dei consiglieri che avevano espresso dubbi e osservazioni.

“Il Consiglio Comunale non è una classe indisciplinata da richiamare all’ordine e il sindaco non è un insegnante chiamato a impartire lezioni”, dichiara Luciano Zarbano, capogruppo di Imperia Senza Padroni. “Il dissenso non si affronta gridando e il confronto non può essere sostituito da intimidazioni. Chi governa dovrebbe rispondere nel merito, con argomenti e con rispetto per il ruolo istituzionale di ogni consigliere, senza umiliare chi la pensa diversamente”.

Altrettanto grave è l’atteggiamento di alcuni assessori che evitano di rispondere alle domande poste durante la seduta e preferiscono liquidare chi segnala inesattezze negli atti amministrativi, definendolo un “correttore di bozze”. È stato sostenuto che è “mortificante” rilevare gli errori contenuti negli atti amministrativi.

“Mortificante non è accorgersi degli errori. Mortificante sarebbe votarli facendo finta di nulla”, prosegue Zarbano. “Se una pratica sottoposta al Consiglio contiene inesattezze, incongruenze o disposizioni non sufficientemente chiare, ogni consigliere ha il dovere di segnalarlo. Gli atti amministrativi devono essere corretti, solidi e inattaccabili, perché producono conseguenze concrete per il Comune e per i cittadini”.

Non è la prima volta che alcune pratiche devono tornare in Consiglio Comunale per essere corrette. Ogni volta sono tempo e denaro dei cittadini. Il controllo esercitato dai consiglieri non rappresenta quindi un fastidio, ma una garanzia per l’Amministrazione e per l’intera città.

Un’ulteriore “perla di democrazia” è arrivata con la lettura e la distribuzione, da parte del sindaco, del prospetto relativo ai minuti utilizzati per gli interventi da consiglieri e assessori dal 1° gennaio al 22 luglio 2026. Il documento colloca Luciano Zarbano al secondo posto.

“Non è chiaro se il sindaco volesse manifestare apprezzamento per il lavoro svolto o stigmatizzare chi interviene troppo”, osserva Zarbano. “Se l’intento era il secondo, sorge il dubbio che si sia trattato di un tentativo scomposto di mettere in cattiva luce e imbavagliare le opposizioni”.

Il valore dell’attività di un consigliere non si misura con il cronometro. Un dato numerico, privo di qualsiasi riferimento al numero e alla complessità delle pratiche esaminate, alle domande e alle proposte formulate, non può diventare una pagella politica. Parlare, porre domande, contestare un errore e proporre una soluzione sono esattamente le funzioni per le quali i cittadini eleggono i propri rappresentanti.

Imperia Senza Padroni non si lascerà intimidire”, conclude Zarbano. “Continueremo a studiare gli atti, a rilevare le inesattezze, a pretendere risposte e a formulare proposte. Lo faremo con spirito critico ma costruttivo, cercando sempre le soluzioni migliori per Imperia. Non siamo stati eletti per fare da comparse o per alzare la mano in silenzio”.

Presidio Amico o Controllo di Vicinato? Le ragioni di una scelta.

Nella seduta di ieri, il Consiglio Comunale ha votato la pratica relativa al progetto “Presidio Amico”, nato con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza reale e percepita in città.

“Nel mio intervento”, spiega il consigliere Zarbano, “ho evidenziato l’esistenza di un modello già riconosciuto a livello istituzionale: il Controllo di Vicinato”.

Le finalità dei due strumenti sono sostanzialmente identiche: osservare il territorio, segnalare situazioni sospette, prevenire il degrado e aumentare la sicurezza percepita. Proprio per questo, più che integrarsi, i due modelli si sovrappongono. Le uniche differenze sono in favore del Controllo di Vicinato, cioè costo zero e un valore civico e sociale maggiore.

Il progetto “Presidio Amico” prevede l’impiego di 25 pensionati, organizzati dal Comune attraverso turni, orari, divise e zone assegnate. Per ciascun collaboratore è prevista un’indennità mensile di 400 euro, alla quale si aggiungono le spese per assicurazioni, dotazioni, telefoni con relativi costi di gestione, formazione e coordinamento. Il costo preventivato si aggirerebbe intorno ai 130.000 euro annui e potrebbe aumentare considerando tutte le voci necessarie. Con un numero limitato di operatori, inoltre, sarebbe difficile garantire una presenza capillare sull’intero territorio cittadino.

Il Controllo di Vicinato, già promosso dalla Prefettura di Imperia attraverso un apposito protocollo nel marzo di quest’anno, coinvolge invece direttamente i cittadini. Chi aderisce osserva ciò che accade nel proprio quartiere e segnala eventuali situazioni sospette alle Forze di Polizia tramite coordinatori individuati dal Comune. Si tratta di un modello di volontariato, potenzialmente esteso a tutta la città e senza costi per il bilancio comunale.

“Il Controllo di Vicinato possiede anche un maggiore valore civico e sociale rispetto al Presidio Amico”, prosegue Zarbano, “perché rende i cittadini parte attiva e integrante di un sistema di sicurezza partecipata. La sicurezza non sarà affidata soltanto a uomini in divisa, ma diventerà un bene comune alla cui tutela tutti possono contribuire in modo responsabile e coordinato”.

Per queste ragioni sarebbe stato opportuno valutare prioritariamente il Controllo di Vicinato. Secondo il consigliere Zarbano, la maggioranza, con il sindaco in testa, non è entrata nel merito della proposta, interpretandola solo come una contrarietà pregiudiziale al progetto presentato dall’Amministrazione. Anche i toni utilizzati durante il confronto avrebbero impedito una discussione serena sulle possibili soluzioni alternative.

“Il mio intervento voleva essere un contributo migliorativo”, conclude Zarbano. “La sicurezza appartiene a tutti e diventa realmente partecipata quando ogni cittadino può contribuire alla tutela della propria comunità”.

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