24 Luglio 2026 08:16

Imperia: scontro in Consiglio sul Presidio Amico, Scajola. “Dobbiamo dare maggiore sicurezza”. Ma per la minoranza è illegittimo il compenso /Video

Dopo le comunicazioni del sindaco, il Consiglio Comunale di Imperia è proseguito con l’istituzione del nuovo servizio comunale denominato Presidio Amicoe la contestuale approvazione del relativo regolamento. Pratica che era stata già oggetto di vibranti polemiche tra maggioranza e opposizione durante le Commissioni Consiliari dei giorni scorsi.

Spiega il sindaco Claudio Scajola: “Abbiamo aumentato di circa una quindicina negli ultimi due anni il numero della polizia locale. La qualità della polizia locale, ve ne sarete accorti, è anche una buona qualità, ma non è sufficiente. Con la polizia locale abbiamo fatto i turni anche di notte, per cui daremo garanzia di controllo in città anche di notte. Prima del 2018 la polizia locale fermava e chiudeva alle 19.

Però non basta, siccome abbiamo moltiplicato i parchi e ce ne sono tantissimi, piùle scuole, dobbiamo avere e dare una garanzia di maggiore percezione di sicurezza.

Quindi abbiamo individuato le risorse, abbiamo fatto questo bando che abbiamo studiato, cambiato, modificato, affinché pensionati che hanno lavorato nel settore comunque della sicurezza, compreso le vigilanze, possa contribuire con un piccolo rimborso spese, se ne hanno voglia,a occupare parte del loro tempo per fare in città una vigilanza attiva.

Questo permetterà, secondo me in maniera positiva, a dare alle mamme e ai bambini molta più sicurezza. Saranno collegati con un telefono alle macchine che girano per la città della Polizia Locale.

In caso di necessità loro vengono raggiunti dalla polizia locale che ha tutti i titoli e le possibilità di fare arresti, fermare, identificare. Sono molto orgoglioso.”

Scajola si è detto contrario alla proposta della “Zona Rossa”, avanzata nei giorni scorsi dal consigliere Bracco: “Io ho l’incubo del ricordo della zona rossa per il G8. Le zone rosse quando sanno di proibizione in quel modo lì, diventano molto più rischiose. L’esperienza ci dice che le zone rosse aumentano il pericolo, oltre che a spaventare la cittadinanza perché sembra che ci siano dei ghetti.

Dobbiamo muoverci in maniera diversa, abbiamo già parlato col prefetto, che è molto attento alla sicurezza. Ci sarà nei prossimi giorni un comitato di ordine e sicurezza pubblica convocato dal prefetto, dove si riuscirà a organizzare un sistema più continuativo“.

A prendere parola dopo l’introduzione del sindaco Scajola è il consigliere di minoranza Lucio Sardi (AVS): “Non si può dire che si tratti di un servizio di volontari. Perchè l’indennizzo è un compenso a tutti gli effetti. Siamo di fronte ad un servizio richiesto da alcune categorie che vengono pagate. È una pratica che è intrisa di propaganda”.

Sul caso è intervenuto anche il consigliere Luciano Zarbano (Imperia Senza Padroni):“Gli ultimi episodi che hanno inciso sull’ordine e sulla sicurezza pubblica in città, suscitando comprensibile allarme, hanno evidenziato la necessità di rafforzare la presenza sul territorio e, con essa, la sicurezza reale e quella percepita.

Il Comune ha avvertito questa esigenza e ha ritenuto di assumere un ruolo attivo nella ricerca di una soluzione. Presumo che sia questo il contesto dove nasce il progetto denominato “Presidio Amico”.

I 400 euro mensili non possono essere liquidati semplicemente chiamandoli “indennità”. Occorresapere se si tratti di compenso o rimborso spese, se lordi o netti, quali contributi e imposte comportino, e se siano compatibili con la specifica posizione pensionistica di ciascun interessato. A questo si aggiungono assicurazioni, divise, 25 telefoni di servizio con relativi costi di gestione, formazione, aggiornamento, oltre alle spese per organizzare, coordinare e controllare il servizio.

L’obiettivo della sicurezza partecipata merita di essere perseguito. Ma deve esserlo attraverso uno strumento legittimo, trasparente, coordinato con la Prefettura e sostenibile per il bilancio comunale. La sicurezza non si tutela soltanto attraverso iniziative visibili. Si tutela soprattutto costruendo strumenti giuridicamente solidi, organizzativamente chiari ed economicamente responsabili”.

A ribattere alla minoranza il consigliere di maggioranza Luca Volpe:“Qui si chiede di aumentare la sicurezza. Non lo chiede il sindaco, ma i cittadini. Andiamo a chiedere chi lo ha fatto per tanti anni di aiutarci a vigilare alcune zone della città dove in questo momento sappiamo che potrebbero esserci alcune problematiche di ordine pubblico. Non riesco a capire la polemica che si sta alzando dalla minoranza. Stiamo parlando di 400 euro mensili per 21 ore alla settimana ad una persona che si dedica alla città, a vigilare, presidiare e rendere sicura una zona. Non è per fare gli sceriffi di zona, ma si tratta di personale formato”.

“Ilcompenso è vietato dalla legge. I soggetti che andrebbero a ricoprire questo ruolosono pensionati– ribatte la capogruppo del PD Loredana Modaffariche non possono sottoscrivere nuovi contratti di lavoro. Dunque l’istituzione di un organo che sa più di giustizia privata è illegittimo“.

Il sindaco Scajola è poi intervenuto nuovamente, con un duro attacco nei confronti della minoranza, difendendo la scelta dell’assessore Antonio Gagliano:Mette la passione, l’anima e l’intelligenza. Ci mette il cuore per venire incontro alle persone. Credo sia la persona adatta per svolgere questo ruolo

Si sono susseguiti poi diversi interventi sia tra le file della minoranza che della maggioranza.

Al termine della discussione, durata alcune ore, si sono svolte le operazioni di voto: prima l‘emendamento del consigliere Lucio Sardi che è stato respinto; la pratica principale è stata invece approvata con 20 voti favorevoli, 6 contrari e due astenuti.

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