Lucio Sardi (AVS) ripercorre con una lunga analisi “minuto per minuto” le fasi salienti dell’ultimo – accesissimo – consiglio comunale.
Scrive Sardi: “Nell’ultima seduta del consiglio comunale il sindaco ha deciso di reagire agli evidenti segnali di sofferenza della sua maggioranza cercando di alzare ancora lo scontro contro i cattivi esponenti dell’opposizione.
Lo ha fatto con la strategia intimidatoria della querela per diffamazione aggravata contro il consigliere Bracco e mettendo in riga la sua maggioranza (i cui consiglieri hanno improvvisamente riscoperto di poter intervenire in consiglio) per ribaltare il per lui evidentemente insopportabile dominio degli esponenti di opposizione nei tempi degli interventi.
Ha poi ancora più alzato l’invalicabile muro che da sempre ha portato la maggioranza a votare contro a tutte, ma proprio tutte, le mozioni che AVS ha presentato in tre anni, per respingere sia quella sulla cittadinanza onoraria a Einaudi e Terracini e l’intitolazione di una via alle Madri e Padri della Costituzione, sia quella sulla de-pavimentazione per contenere le ondate di calore e gli effetti del cambiamento climatico.
Per ripercorrere i tempi (bui) della seduta, riportiamo di seguito i passaggi più significativi di questa folle corsa a testa bassa che non ha risparmiato neanche esponenti della maggioranza di norma meno votati all’aggressione verbale.
Informiamo i lettori che per questa attività non sono stati coinvolti e quindi non violati nella loro dignità di lavoratori, i dipendenti comunali che già sono stati sottoposti a mansioni degradanti dal sindaco per contare i minuti di intervento dei consiglieri comunali da inizio anno.
Comunicazioni del Sindaco
– Minuto 1.10 della seduta, Scajola annuncia, senza citarne il nome in segno di totale disprezzo della persona, di aver presentato denuncia per diffamazione aggravata contro il consigliere Bracco, a cui come d’abitudine affibbia il titolo di ignorante. Una denuncia che non può che essere a titolo personale, ma che Scajola si è premurato di presentare in procura accompagnato dalla segretaria generale del comune [Rosa Puglia, ndr], che evidentemente, alla bisogna, degrada a mansione di segretaria personale.
Pratica sull’affidamento della gestione della piscina
– Minuto 4.03 della seduta, sulla pratica dell’affidamento della piscina interviene il consigliere Ranise che definisce dei “cagadubbi” (termine che ha precisato non voleva essere offensivo in quanto presente anche nella Treccani) i consiglieri di opposizione che ne ponevano. Passa poi a lamentarsi del fatto che non riesce a sentire o capire gli interventi dei consiglieri di minoranza (in passato già ci deliziò con un “non ho sentito un cazzo”, forse preso dallo Zingarelli) denunciando anche il fatto che, degli interventi del consigliere Zarbano, a suo giudizio, non si capisce niente in quanto espressi con una “dizione imperfetta”. Considerato che il consigliere Zarbano si esprime in italiano corretto, ma con la cadenza propria della Sicilia, sua terra d’origine, forse Ranise non ha avuto il tempo di controllare se il termine “terrone” era in qualche dizionario, diversamente lo avrebbe usato, ovviamente pensando di non offendere nessuno o cercare polemiche. Se qualcuno, giustificandosi dal fatto che il termine è compreso nei dizionari, avesse replicato che aveva fatto un intervento da cialtrone, confidiamo che Ranise non si sarebbe offeso.
– Minuto 4.07 della seduta, il presidente Vassallo non riconosce a Zarbano il diritto di replicare a Ranise per fatto personale, non ravvisando che sia stato offeso, vincendo così il premio Calderoli – Orango d’oro.
– Minuto 4.09 della seduta, interviene il consigliere Motosso, che si complimenta col collega Ranise per aver contribuito a “rasserenare il clima” e definendo invece “borderline” quelli dei consiglieri di opposizione, conquistando l’attestato “Byron Moreno” dalla Fgci per la perizia nel giudicare.
– Minuto 4.13 della seduta, interviene la consigliera Bencardino che, per criticare le opposizioni, esordisce ricordando che “non è obbligatorio intervenire su ogni pratica”, concetto che a lei è molto chiaro visto che arranca al fondo della classifica degli interventi fatta stilare da Scajola. Per “stemperare” completa il suo pensiero affermando che la fa sorridere sentire interventi e valutazioni da parte di chi “non sa neanche dove si trovi l’ingresso della piscina” e ricordando i suoi gloriosi trascorsi nella pallanuoto, come se per poter valutare un affidamento diretto senza gara dell’impianto, con un costo annuo di 424 mila euro per il comune, si debba detenere almeno un primato sui 50 rana.
– Minuto 4.34 della seduta, interviene il consigliere Ornamento, lamentando che sulla pratica non vi sia stato uno spontaneo applauso corale di tutti, un pensiero in linea con lo stile nord Coreano che a destra piace sempre.
– Minuto 4.42 della seduta, interviene Scajola che racconta come nel 1992, da sindaco, per poter realizzare la nuova piscina dovette vincere la resistenza di chi non la voleva in quel luogo in quanto allora occupato da un deposito franco portuale, in cui si custodivano addirittura le amate casse da imballaggio marchiate CCCP tanto care alla sinistra. Grazie al suo operato per abbattere in anticipo il muro di Berlino, si realizzò allora un impianto i cui costi di costruzione lievitarono enormemente (dettaglio che Scajola si è stranamente dimenticato di raccontare), costringendo le casse del comune a un bagno, ma di sangue. Un impianto con evidenti problemi per i costi di mantenimento a cui il Comune, che non si è fatto carico della gestione, deve comunque da allora far fronte in misura importante.
Nel suo intervento il sindaco ha poi attaccato quello che ha definito “il trio” delle opposizioni, che ha tentato di ridicolizzare, attribuendogli grottesche connotazioni ideologiche, ma senza riuscire a mascherarlo con un minimo di ironia, dato che, in chiusura, non ha resistito al consueto insulto dicendo che non dava spiegazioni a “chi non può capire”.
Un preludio al suo vero cruccio, ovvero che in questa legislatura si facciano tanti consigli comunali e che, in questo contesto, le opposizioni abbiano troppo spazio. Si è compreso quando ha richiamato nuovamente quei dati sul minutaggio degli interventi – per lui evidentemente indigeribili e che speriamo non gli turbino il sonno – da cui risulta che il sottoscritto ha fatto interventi durati oltre quattro volte i suoi. Per dare contezza del suo “spirito democratico”, ha infine ipotizzato l’opportunità di abolire le commissioni consiliari, su cui forse i conteggi sui tempi degli interventi saranno ancora più drammatici per la maggioranza.
Discussione sulla mozione per la cittadinanza onoraria a Luigi Einaudi e Umberto Terracini e intitolazione di uno spazio cittadino alle Madri e Padri costituenti presentata da AVS
– Minuto 7.16 della seduta, prende la parola il vicesindaco Fossati che, forse per adeguarsi ai tempi e non apparire troppo moderato e liberale, stronca la proposta di concessione della cittadinanza a due protagonisti della stesura della carta costituzionale, compreso il povero Einaudi, che proprio lui citò nel consiglio in cui la si assegnò a Pertini e De Gasperi (Degasperi per Volpe). Per giustificare la contrarietà alla mozione, ha tacciato la proposta come una provocazione che scadeva nel ridicolo e impartito l’ordine ai consiglieri di maggioranza di votare contro. Per Fossati infatti le cittadinanze onorarie dovrebbero essere attribuite a personalità legate alla città o a figure di grande rilevanza (mica come Einaudi). Lo stesso senso del ridicolo che non ha invece colto quando, in modo grossolano e irrispettoso proprio per la figura politica coinvolta strumentalmente, la maggioranza rispose alla proposta di conferimento della cittadinanza onoraria a Sandro Pertini presentata dalle opposizioni, pretendendo di inserire con un emendamento alla mozione anche De Gasperi. Una proposta strumentale e frettolosa con un marchiano errore nello scriverne il cognome e una presentazione della figura dello statista democristiano affidata alle prime cinque righe di Wikipedia, a cui solo quel “terrone” del consigliere Zarbano seppe dare merito con un intervento articolato e sentito, del quale, sicuramente il democristiano Ranise “non avrà capito un cazzo”.
Discussione sulla mozione sulla Mappatura delle aree idonee a interventi di de-pavimentazione e ripristino di aree verdi ad elevata permeabilità presentata da AVS
– Minuto 7.42 della seduta, interviene l’assessore D’Agostino, con l’annuncio che l’amministrazione avrebbe già realizzato un progetto che corrisponderebbe alla richiesta della mozione (di cui però nessuno si è premurato di informare chi ha presentato la mozione) e, sventolando alcuni fogli dello stesso, lamentandosi che il sottoscritto (che per saperlo dovrebbe dotarsi di doti divinatorie) non la avesse contattata per prenderne atto e quindi ritirare la mozione. Un ragionamento privo di rispetto per il ruolo dei consiglieri di opposizione e insultante per il lavoro di un consigliere che, dopo aver presentato una mozione con largo anticipo sulla discussione in consiglio, non viene in alcun modo contattato per comunicargli che quello che propone sarebbe parte di una progettazione in corso da parte dell’amministrazione cittadina e, nel corso della seduta, si sente dire che dovrebbe preventivamente andare a questuare negli assessorati per avere il placet sul contenuto di una sua proposta.
– Minuto 7.53 della seduta, a seguito delle mie proteste rivolte all’assessore durante la replica, interviene, interrompendomi, il presidente Vassallo – che tra i suoi compiti dovrebbe avere quello di difendere le prerogative di tutti i consiglieri comunali – il quale, sposando la curiosa tesi dell’assessora D’Agostino, candidamente afferma che avrei dovuto essere io a recarmi preventivamente negli uffici dell’assessorato competente visto che qualcosa in merito a quel tema l’aveva accennato il sindaco.
Un intervento che gli assegna per meriti sul campo il premio “Nomen Omen”, vista la sua assoluta incapacità di interpretare il ruolo istituzionale e di garanzia che ricopre, inanellando strafalcioni e censure ogni volta che alcune delle sue “perle” finiscono sotto il vaglio delle istituzioni di garanzia come il Prefetto o il Difensore Civico Regionale.
È bene chiarire che questo “bestiario” del dibattito politico non è solo il risultato dei limiti che contraddistinguono i singoli protagonisti citati, ma dello “strattone” inferto ai suoi dal sindaco Scajola che, dopo averli esposti al pubblico ludibrio con la classifica dei tempi degli interventi, li ha richiamati all’azione inducendo i più sprovveduti alle non edificanti figure che ho descritto.
Va riconosciuto a Scajola di aver, ancora una volta, dimostrato il suo pieno e totale potere di condizionare la sua maggioranza che ha messo in riga, o meglio appiattito su un livello più basso, rendendo evidente che dopo di lui ci sarà un paperino di turno o direttamente il baratro”.






