15 Settembre 2026 20:25

Imperia: Ex Isnardi, ancora un nulla di fatto. Deserta la settima asta nonostante il maxi ribasso

In breve: Resta quindi tutto fermo: l'ex Isnardi rimane nelle mani della curatela fallimentare, in attesa di un nuovo tentativo di vendita.

Si è conclusa con un nulla di fatto la settima asta per la vendita dell’ex complesso Isnardi, in via XXV Aprile a Imperia.

All’apertura delle buste, fissata per le 15:30 di oggi, martedì 15 settembre, non è pervenuta alcuna offerta: l’asta è andata deserta

Nemmeno il forte ribasso, con offerta minima scesa a 2.868.750 euro (il 63% in meno rispetto alla stima di 7.650.000 euro), è bastato a trovare un acquirente per l’immobile, che conta quasi 125mila metri quadrati distribuiti su più livelli, dal secondo interrato al terzo piano.

Resta quindi tutto fermo: l’ex Isnardi rimane nelle mani della curatela fallimentare, in attesa di un nuovo tentativo di vendita.

Contattato dal nostro giornale, il curatore fallimentare Giuseppe Musso ha spiegato: “Decideremo con il giudice cosa fare, sicuramente si farà una nuova asta. Questo problema oggi praticamente non esiste più, l’area è stata completamente bonificata. La curatela ha rifatto la pavimentazione, mentre il Comune si è occupato della pulizia. Abbiamo murato molti accessi, e oggi di questi individui non c’è nessuno. Al piano interrato invece vi è un senzatetto che continua a stanziare nello stabile, passando dal posteggio del supermercato che non si può chiudere. L’area è costantemente attenzionata e sotto controllo“.

L’ex Isnardi fa parte del fallimento della Isnardi Immobiliare Srl. Al piano terra ospita il supermercato Coop, mentre i piani superiori, da anni inutilizzati, erano diventati rifugio per persone senza fissa dimora, con episodi di risse, spaccio e danneggiamenti.

Nell’estate 2026 la situazione era precipitata: a giugno i residenti di via XXV Aprile avevano dato vita a un comitato di quartiere, con tanto di raccolta firme, dopo settimane di tensione, minacce e un blitz interforze che aveva portato allo sgombero dello stabile. A luglio erano partiti i lavori di bonifica e chiusura dei varchi, con tanto di panettoni in cemento per impedire l’accesso alle auto nel cortile.

A inizio settembre il Comune aveva stanziato oltre 33mila euro per sistemare le pompe antiallagamento del piano interrato, mentre la minoranza consiliare aveva incontrato il Prefetto per chiedere interventi più incisivi e un progetto strutturato per l’assistenza alle persone senza fissa dimora.

A cura di Alessandro Moschi

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