Lo scorso 26 aprile, una soleggiata domenica di primavera, il Vescovo diocesano, mons. Guglielmo Borghetti, ha celebrato solennemente la S. Messa nell’antica chiesa di San Giorgio Vecchio, situata accanto al cimitero del borgo di Calderara, frazione di Pieve di Teco, in Valle Arroscia.
L’occasione è stata la festa patronale di San Giorgio martire, al quale la popolazione locale è particolarmente devota. La presenza di diversi sacerdoti, di autorità civili e militari, di numerose confraternite, alcune delle quali portavano i loro monumentali crocifissi, ha reso la celebrazione della Messa e la successiva processione ancora più solenni.
La chiesa di San Giorgio Vecchio (o cimiteriale, per distinguerla da una terza chiesa di San Giorgio ancora più antica, i cui resti si trovano nei boschi soprastanti l’abitato) è stata recentemente restaurata grazie al contributo dei fondi del PNRR.
Il suo nucleo originario risale ai secoli XI e XII, fu affrescata nel corso del XIV secolo e venne ampliata nel XV secolo con l’aggiunta di una navata laterale sul lato nord e l’apertura di una porta che oggi dà direttamente sul piccolo cimitero.
Una delle particolarità della chiesa sta nel fatto che si trova in una zona boschiva, lontana dall’abitato della pur minuscola Calderara, e presenta un caratteristico campanile traforato che chi percorre la Strada Statale 28, che collega Imperia al Piemonte attraverso il Col di Nava, non può non conoscere.
Gli affreschi, recuperati dalla maestria dei restauratori, sono opera di un artista locale, conosciuto come Maestro di Bastia, e presentano, oltre a soggetti più comuni, un’interessante raffigurazione dei mesi dell’anno e dei lavori che li contraddistinguono; la stessa posizione in cui sono inseriti, tra le immagini degli Apostoli e del Cristo Pantocratore, è una lezione teologica in cui viene mostrato come l’impegno quotidiano non sia anzitutto la pena per il peccato originale, ma la collaborazione all’opera creatrice di Dio.
La chiesa, riaperta già dal 20 dicembre scorso, quando, terminati i restauri, è stato presentato il ciclo di affreschi da Formae Lucis e dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Albenga-Imperia, è stata ora solennemente benedetta e riconsegnata alla sua destinazione, il culto divino e la preghiera, ma può essere anche una interessante tappa culturale per gli esperti d’arte o per i semplici appassionati.










