28 Aprile 2026 14:30

Riforma della Sanità Ligure, sindacati in agitazione. FP CGIL Imperia: “Cronaca di una distruzione annunciata”

La riforma sanitaria ligure continua a far discutere. Sull’argomento, a poche ore dallo spostamento definitivo della Centrale Operativa del 118 da Bussana a Genova, interviene il Segretario Generale di FP CGIL Imperia, Alessandro Petrini.

Le analisi del primo quadrimestre, non fanno che avvalorare quanto sostenuto dalla FP CGIL fin dall’inizio, ossia una “cronaca di una distruzione annunciata”.

Come detto, tutto previsto purtroppo, da mesi continuiamo a ad opporci, sostenendo che non bastano poche idee confuse e disorganizzate trasmesse da “Yes Man” senza scrupoli.
Solo spostamenti di Servizi e migrazioni di lavoratrici e lavoratori senza obiettivi precisi e soluzioni concrete ma capaci soltanto di incrementare il caos e i molti disagi per gli utenti e per gli operatori.

La FP CGIL Imperia, dopo aver valutato attentamente il progetto del Presidente della Regione e della “Super Cabina di Regia”, ha sin da subito espresso serie perplessità, evidenziando e motivando criticità per la popolazione e per il personale dipendente.
Questa riforma affossa il Servizio Sanitario Regionale: non va rimodulata o rivista nella cornice di presentazione, va cestinata e rispedita al mittente.

Questa riforma ha solo un motivo per esistere: cercare di dimostrare che il servizio pubblico non funziona, spianando così la strada alla Sanità privata che da anni bussa alle porte della politica affarista e senza scrupoli. Una sanità privata che ad oggi viene foraggiata a discapito del ridimensionamento dell’assistenza pubblica.

La Centrale Operativa del 118 è oggi un esempio eclatante: un team di Professionisti, con anni di competenze, capacità ed esperienza si è visto conferire il riconoscimento “Angels Diamond” come eccellenza nella gestione dell’ictus cerebrale, e viene smantellato per migliorare il bilancio regionale. Ma la giustificazione degli Yes Man, la cabina di regia regionale, rimane sempre la stessa: “chiusura della Centrale Operativa di Imperia per ottimizzare il servizi”. Beh come scusa è alquanto ridicola soprattutto quando oggi, a poco più di 24 ore dalla chiusura, scopriamo che la carenza di personale nella Centrale Operativa di Genova è drammatica e preoccupante.

Quest’ultima richiede un supporto per 10 giorni alla Centrale di Imperia, con risposta immediata del personale infermieristico che, in maniera volontaria, andrà dal 29 al giorno 8 di maggio a Genova per lo “switch”, la fase della deviazione delle chiamate da Imperia a Genova. Ma tutto questo non basta. Come può il Responsabile del Progetto di accorpamento delle Centrali 118 dichiarare che vuole portare questo servizio ad alti livelli Nazionali, continuando a sostenere che la situazione è assolutamente sotto controllo e tutto è stato pianificato in modo da non creare disagi tra le lavoratrici, lavoratori, nonché sulla cittadinanza, quando la Centrale Operativa di Genova non risulta pronta ad assorbire le chiamate della Provincia di Imperia? Oggi scopriamo che, solo per gli infermieri, sono oltre 40 i turni richiesti da Genova per sopperire alla carenza di personale una volta che la fase dello “Switch” sarà ultimata.

La popolazione deve sapere che sono state fatte solo chiacchiere. La cabina di regia di Genova ha organizzato tutto nella maniera piu disorganizzata possibile, ascoltando solo la parte politica di riferimento, senza dar peso alle reali criticità di chi, nel Servizio della Emergenza Urgenza, lavora tutti i giorni da anni: dai Dirigenti Medici passando per Infermieri e Operatori Tecnici.

Siamo sicuri che anche questa volta i Professionisti di Imperia provvederanno, cercando di mettere una toppa, e copriranno parte di quei turni scoperti. Perché sono professionisti, perché rispondono al codice etico, perché si occupano di assistenza a 360 gradi, perché conoscono il rispetto e la dignità. Perché parte di loro, negli anni ‘90, hanno dato il via ad un reale progetto sul 118 soccorso ed emergenza, e oggi non ci sta a vedere decadere tutto quello che è stato costruito in questo territorio già ricco di disagi e problematiche varie.

Altro esempio dove i vertici regionali stanno cercando di imporre le loro discutibili idee è l’utilizzo del personale amministrativo che, ad oggi, era considerato essenziale per il buon funzionamento di tutta l’attività amministrativo–gestionale di ogni Azienda Sanitaria, invece ora risulta solo un problema da gestire. Per gli Yes Man Regionali, il pensiero è “dove li mettiamo e cosa gli facciamo fare”. Beh, questa considerazione viene ritenuta dalla FP CGIL Imperia umiliante e irrispettosa. La contestiamo, senza mezzi termini, in quanto il personale amministrativo ogni giorno contribuisce con impegno, competenza e professionalità al buon funzionamento delle attività svolte presso le Aziende Sanitarie.

Da quello che si evince dalle idee dei vertici regionali, ad oggi nessuno in Azienda è escluso dalla mannaia della riforma: né gli amministrativi, tantomeno gli operatori sanitari e sociosanitari, che tempo fa qualcuno considerava eroi ed oggi, per ragioni contabili, risultano un peso.

La FP CGIL Imperia non ha intenzione di aspettare la prossima vittima sacrificale presentata dalla regione. Ecco perche ha indetto, con la UIL FP, lo stato di agitazione in Regione per opporsi a tale Riforma, che ripetiamo non rispetta la popolazione in quanto va a depauperare servizi essenziali per il cittadino, e tantomeno chi ogni giorno si mette a disposizione per competenza e professionalità al sevizio di un territorio troppe volte aggredito da illogiche decisioni della politica”.

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