29 Aprile 2026 14:26

Imperia: Fratelli d’Italia propone una via per Sergio Ramelli. “Contro ogni violenza politica, un gesto di memoria condivisa”

“In occasione della ricorrenza odierna del 51° anniversario della morte di Sergio Ramelli, nei prossimi giorni presenteremo, tramite il nostro consigliere comunale Alessandro Casano, una richiesta affinché venga intitolata una via cittadina alla memoria del giovane studente milanese” dichiara Paolo Strescino, Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Imperia.

Sergio Ramelli, nato a Milano l’8 luglio 1956, aveva appena 18 anni quando, il 13 marzo 1975, fu selvaggiamente aggredito da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia mentre rientrava a casa

Colpito ripetutamente alla testa con chiavi inglesi, rimase in coma per 47 giorni e morì il 29 aprile 1975. La sua unica “colpa” fu quella di essere un ragazzo di destra, militante del Fronte della Gioventù, che aveva osato esprimere liberamente le proprie idee in un clima di intolleranza e violenza politica tipico degli Anni di Piombo.

La sua morte rappresenta una delle pagine più tragiche e dolorose di quel periodo buio della storia italiana, in cui la violenza ideologica tolse la vita a tanti giovani di ogni parte politica. Intitolare una via a Sergio Ramelli non significa celebrare una parte politica, ma affermare con forza il principio che nessuna idea può essere perseguitata con la violenza e che la memoria delle vittime del terrorismo e dell’estremismo deve essere custodita da tutta la comunità nazionale, al di là di ogni schieramento.

Imperia, città che già in passato ha dimostrato sensibilità verso la memoria storica (e che nel territorio provinciale conta altre intitolazioni a Ramelli, come a Ospedaletti e Sanremo), avrebbe l’opportunità di compiere un gesto di civiltà e di riconciliazione nazionale, ricordando un ragazzo ucciso solo per le sue idee.

“La memoria delle vittime innocenti degli anni di piombo non è di destra né di sinistra: è patrimonio comune di tutti coloro che credono nella democrazia, nella libertà di pensiero e nella condanna senza appello di ogni forma di violenza politica”, conclude Strescino.

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