Un gruppo di studenti, sindacalisti, semplici cittadini e qualche volto della politica locale si sono riuniti questo pomeriggio ai piedi della Prefettura di Imperia, in viale Matteotti, per protestare contro l’attacco illegale ai danni delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla da parte dell’esercito israeliano avvenuto nella notte di ieri al largo dell’isola di Creta, in acque internazionali.
L’iniziativa è stata promossa dal collettivo studentesco Spiraglio Imperiese, dal centro sociale “La talpa e l’orologio“, dall’Unione Sindacale di Base e da Sumud Ponente Ligure.
Studenti, sindacalisti, politici e semplici cittadini hanno manifestato in favore della Palestina e contro il genocidio perpetrato da Israele
“La ragione di questo presidio ovviamente è l’attacco che c’è stato la notte scorsa alla Global Sumud Flotilla – spiega Roberto Raineri –, un attacco che è avvenuto proprio al di fuori di qualsiasi linea rossa, nel senso che è avvenuto in mare aperto a più di 900 miglia dalle coste di Gaza, a sud della Grecia, una cosa che non si era mai vista, è proprio un atto di pirateria internazionale. Però la cosa fondamentale da ribadire è di non focalizzarsi soltanto su questa cosa qua, che comunque è molto significativa, un attacco al diritto internazionale molto forte, ma è fondamentale mantenere il focus su quello che succede in Medio Oriente. A Gaza, dove nonostante una finta tregua continuano le uccisioni, i massacri continuamente. Quello che succede in Cisgiordania, dove i coloni hanno questo atteggiamento aggressivo e omicida. E tutto il resto del Medio Oriente, l’Iran, il Libano: è una polveriera dove esiste un unico responsabile, che è Israele”.
“È importante mantenere l’attenzione – aggiunge Francesco Scopelliti – perché un genocidio è un genocidio, è una cosa per cui non si può mai tacere. E non è assolutamente vero che lo sterminio si è bloccato con la tregua di Trump, che è stata una tregua nella realtà non verificata. Continuano gli ammazzamenti sia a Gaza che soprattutto in Cisgiordania. C’è il fronte aperto in Libano, c’è il fronte aperto in Iran. Tutti questi fronti sono stati aperti da Israele, che è uno stato genocidiario, è uno stato imperialista, uno stato che cerca di conquistare il numero più alto di territori passando sopra i corpi, passando sopra le abitazioni altrui, distruggendo e devastando i territori che non sono i suoi. Questa è la cosa principale per cui noi siamo qua, non nascondere un genocidio e un massacro. La seconda cosa che mi viene da dire alle persone che dicono «Ma cosa pensate di cambiare? Cosa volete fare?» Ecco, noi siamo qua, come dico, prima di tutto contro il genocidio, in seconda cosa contro il riarmo, siamo qua contro la guerra, perché quello che speriamo, come in parte è accaduto già quest’autunno, è che i popoli, anche quello italiano, si rendano conto che o noi fermiamo questa macchina o questa macchina distruggerà anche noi stessi”.
“La situazione è insostenibile – aggiunge Michelangelo Benza -. I nostri governi si devono impegnare tutti nel fermare questo scempio perché è un massacro. Il popolo italiano non lo vuole, nessun popolo lo vuole. Nessun popolo vuole la guerra perché la guerra è nemica dei popoli, è amica solo di chi fa business e chi ci lucra sopra. Quindi siamo qua a ribadire come al solito, sempre con forza e determinazione, senza mai mollare, senza mai piegarci, che la logica di guerra, la logica imperialista, la logica delle più forti non ci appartiene, non appartiene alle nostre organizzazioni, non appartiene al popolo italiano, non appartiene a nessun popolo del mondo“.
Infine da Roberto Raineri un chiarimento sulla scelta del luogo della protesta: “Siamo qua, sotto il Palazzo del Governo, perché noi riconosciamo nel Governo italiano delle grossissime responsabilità non solo nel non difendere quelli della Flotilla che vengono deportati in Israele, attaccati in acqua internazionale, ma riconosciamo delle responsabilità grossissime nel riarmo e in un’economia globale di guerra e nel fatto che non abbiano fatto alcuna sanzione nei confronti di Israele. Per la Russia siamo già alla ventesima e stanno preparando la ventunesima sanzione, giustamente perché è uno Stato aggressore e tutto quello che vogliamo dire. Però non è possibile che Israele, condannato da sentenze della Corte internazionale di Giustizia, non venga fatta nessun tipo di pressione politica ed economica“.
A cura di Matteo Cantagallo






