8 Maggio 2026 08:34

Armo-Cantarana: passo avanti nella procedura, regione Piemonte dice “SI” ma con vincoli sul traforo

In breve: Il verdetto è positivo, ma tutt'altro che senza riserve: il documento elenca numerose prescrizioni e condizioni ambientali che Anas dovrà rispettare nelle fasi successive

La procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per il traforo Armo-Cantarana fa un passo avanti. Il 27 aprile scorso la Giunta regionale piemontese ha approvato il proprio parere, trasmettendolo al Ministero dell’Ambiente.

Il verdetto è positivo, ma tutt’altro che senza riserve: il documento elenca numerose prescrizioni e condizioni ambientali che Anas dovrà rispettare nelle fasi successive

La conclusione dell’Organo Tecnico Regionale, che ha lavorato con il supporto di Arpa Piemonte, è chiara: il progetto è compatibile con l’ambiente, ma “condizionatamente all’osservanza delle condizioni ambientali, delle prescrizioni e raccomandazioni contenute nel parere. In sostanza, per la regione Piemonte si può fare, ma con molti “se“.

Il tema che occupa più spazio nel documento è quello idrico. La galleria, lunga 3.315 metri nella sola tratta del traforo, attraverserà un territorio con sorgenti utilizzate per l’acqua potabile. La Regione Piemonte chiede ad Anas di monitorare costantemente le sorgenti che riforniscono le borgate locali.

Le acque intercettate dalla galleria durante lo scavo dovranno essere trattate e, soprattutto, messe a disposizione delle comunità locali piemontesi, tenute separate da quelle di piattaforma sia durante i lavori che in fase di esercizio.

Il parere dedica ampio spazio anche alla fauna. Tra le prescrizioni più significative, la Regione chiede di rivalutare in sede di progettazione esecutiva la localizzazione dei passaggi faunistici, ritenendo che le informazioni attuali non siano sufficienti a valutarne l’efficacia per i grandi mammiferi come il cervo. Si suggerisce di considerare, in alternativa, “la realizzazione di fasce arboree e arbustive di invito per guidare il passaggio della fauna selvatica.

Spunta anche una questione non secondaria: parte del tracciato in territorio piemontese potrebbe insistere su terreni gravati da usi civici nel Comune di Ormea. La Regione chiede ad Anas di verificare la cosa presso gli archivi comunali e, se necessario, avviare le procedure autorizzative previste dalla legge regionale.

L’iter dunque va avanti, con il parere piemontese che si aggiunge a quelli già espressi da Regione Liguria, Arpal e Ministero dell’Ambiente. La strada lunga 9,3 chilometri e da un costo stimato di circa 510 milioni di euro, resta un’opera attesa da decenni nel territorio imperiese.

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